L’ospedale investe: nuove macchine risonanza magnetica e prenotazioni facili

Sanità

21/11/2002 in Varie
A Affi
Di Luca Delpozzo
Affi

Nuove attrez­za­ture diag­nos­tiche per più di 3 mil­ioni di euro, preno­tazioni più facili per le vis­ite, rior­ga­niz­zazione degli ambu­la­tori e, in prospet­ti­va, il rad­doppio delle sale oper­a­to­rie. Sono solo alcune delle novità pos­i­tive annun­ci­ate ieri dall’Azienda ospedaliera di Desen­zano, e che in parte coin­vol­go­no anche gli ospedali di Gavar­do e Maner­bio. Tra gli aspet­ti che riguardano più diret­ta­mente gli uten­ti, meri­ta un appro­fondi­men­to la rin­no­va­ta orga­niz­zazione di preno­tazioni e vis­ite. Gra­zie al col­lega­men­to del call-cen­ter di Desen­zano con quel­lo del­la Asl di Bres­cia, per l’utente è pos­si­bile d’ora in avan­ti preno­tare fino a tar­da sera e in orario con­tin­u­a­to dalle 7 alle 20 (esclusi saba­to e fes­tivi) tut­ti gli esa­mi e le vis­ite richi­este. Per accedere tele­foni­ca­mente bas­ta com­porre il nuo­vo numero 848 848444 (da tele­foni fis­si) oppure 030 3537111 (da tele­foni mobili). Questo servizio scat­ta solo fuori dall’orario del Cen­tro uni­co di preno­tazione, il cui numero rimane invari­a­to ed è lo 030 9145555, a cui ci si dovrà riv­ol­gere dalle 8 alle 12.30 e dalle 13 alle 16. Pri­ma e dopo questi orari si dovran­no uti­liz­zare nuovi numeri, ed è ques­ta la novità. L’altro ieri si sono con­clusi i lavori di sis­temazione dei poliambu­la­tori di Desen­zano, il cui acces­so è ora dis­ci­plina­to con un sis­tema elet­tron­i­co «rego­la code», dota­to di dis­play lumi­nosi alle pareti. Così l’utente viene ind­i­riz­za­to allo sportel­lo gius­to sec­on­do l’ordine di prece­den­za accor­cian­do sen­si­bil­mente le code di atte­sa. In questo modo, allo stes­so sportel­lo si potran­no effet­tuare le preno­tazioni delle vis­ite, lo smis­ta­men­to all’ambulatorio richiesto e il paga­men­to del tick­et. Fat­to non sec­on­dario: gli sportel­li sono pas­sati da 5 a 8. Restando in tema di ampli­a­men­to delle strut­ture, insieme all’estensione del parcheg­gio e del­la far­ma­cia ospedaliera, l’Azienda annun­cia di avere pre­sen­ta­to alla Regione richi­es­ta di finanzi­a­men­to per un nuo­vo bloc­co oper­a­to­rio, che aggiun­gerebbe tre sale a quelle esisten­ti. Già disponi­bile un mil­ione di euro a cui dovran­no aggiunger­si i fon­di region­ali: se ne par­lerà l’anno prossi­mo. «Accan­to all’ampliamento e a un migliore uti­liz­zo degli spazi — spie­gano il diret­tore gen­erale Ange­lo Fos­chi­ni e il diret­tore san­i­tario Francesco Vas­sal­lo — è in cor­so una mas­s­ic­cia oper­azione di inves­ti­men­to tec­no­logi­co con l’acquisto di nuove apparec­chia­ture diag­nos­tiche per oltre 3 mil­ioni di euro, soprat­tut­to per i repar­ti di radi­olo­gia e di gine­colo­gia». «Ho par­la­to di inves­ti­men­ti e non di spese — aggiunge Fos­chi­ni — per­chè con attrez­za­ture più mod­erne, di ulti­ma gen­er­azione, oltre che un migliore servizio otter­re­mo anche un risparmio in ter­mi­ni di con­sumo di ener­gia e di mate­ri­ali». L’apparecchio principe tra le nuove dotazioni è quel­lo per la riso­nan­za mag­net­i­ca: Desen­zano non l’aveva mai avu­to, fat­to che costringe­va i pazi­en­ti a trasferte a Bres­cia o Peschiera. Da feb­braio si potrà fare la riso­nan­za mag­net­i­ca. Altri arrivi: tre apparec­chi di radi­olo­gia di ulti­ma gen­er­azione, dei quali uno andrà a Gavar­do e uno a Maner­bio con col­lega­men­to online, in modo che le radi­ografie com­piute in uno dei tre ospedali pos­sano essere osser­vate in tem­po reale dagli spe­cial­isti anche negli altri due noso­co­mi. Per car­di­olo­gia, è in arri­vo un nuo­vis­si­mo eco­car­dio­grafo, men­tre in gine­colo­gia è già entra­to in fun­zione un apparec­chio per l’ecografia a col­ori che con­sente una diag­nos­ti­ca più accu­ra­ta delle patolo­gie ovariche. C’è anche una notizia curiosa: nel 2003 sarà real­iz­za­ta una sor­ta di pic­co­lo «cen­tro com­mer­ciale» con tre negozi (uno di fiori, per gli altri due si vedrà), un bar più grande con edi­co­la, uno sportel­lo del Ban­co di Bres­cia. «Ma è impro­prio par­lare di cen­tro com­mer­ciale — pre­cisa Fos­chi­ni -: si trat­ta di fare spazio a servizi che noi non pos­si­amo dare per­chè non sono com­pi­to nos­tro, ma che si riv­el­er­an­no utili. Nel resto d’Europa fun­ziona così già da molto tem­po».