Lo ha assicurato il sindaco in consiglio comunale, rispondendo ad una interrogazione della minoranza.
Sdegno bipartisan per l’annunciata vendita della struttura, operazione ora più difficile grazie al pugno di ferro dell’amministrazione

Santa Corona: resta il vincolo sanitario

18/08/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Sul San­ta Coro­na siamo inten­zionati a man­tenere il vin­co­lo del­la des­ti­nazione san­i­taria», lo ha assi­cu­ra­to il sin­da­co di Gar­done Riv­iera, Alessan­dro Baz­zani, rispon­den­do ad una inter­rogazione del­la mino­ran­za. Una deci­sione impor­tante, des­ti­na­ta ad «intral­cia­re» la diri­gen­za degli Spedali Civili di Bres­cia (pro­pri­etari dell’immobile) inten­zion­a­ta a vendere la clin­i­ca trasfer­en­do alla casa di cura pri­va­ta Richiedei di Gus­sa­go tut­ti i posti let­to accred­i­tati per pazi­en­ti cardiopatici.Dal 24 novem­bre 2004, la notte del ter­re­mo­to del Gar­da, la strut­tura san­i­taria è sta­ta svuo­ta­ta e i pazi­en­ti trasfer­i­ti altrove. Da allo­ra è rimas­ta chiusa. Lo scor­so giug­no i respon­s­abili degli Spedali Civili han­no con­fer­ma­to a chiare let­tere che non inten­dono spendere il bec­co di un quat­tri­no per effet­tuare i lavori di con­sol­i­da­men­to del­la strut­tura. I posti let­to (sono diven­tati 28, rispet­to ai 100 del pas­sato), provvi­so­ri­a­mente accolti nel­la casa di cura pri­va­ta Vil­la Gem­ma, sem­pre a Fasano, dovreb­bero quin­di essere defin­i­ti­va­mente dirot­tati al Richiedei di Gussago.La mino­ran­za con­sil­iare di Gar­done, che si riconosce nelle posizioni del cen­trode­stra, ha pre­sen­ta­to un’interrogazione urgente. «Il Civile ha deciso di rin­un­cia­re a man­tenere l’attività san­i­taria — ha ram­men­ta­to il capogrup­po Ste­fano Vis­con­ti-. Una scelta che procu­ra grande dispi­acere. Sen­za dimen­ti­care la pre­oc­cu­pazione riguardante il des­ti­no del per­son­ale. Che ne sarà dell’immobile? Quali prog­et­ti esistono per preser­varne l’utilizzo pub­bli­co?». Il sin­da­co ha rispos­to di avere incon­tra­to nei giorni scor­si i dipen­den­ti: «Mi sono impeg­na­to a orga­niz­zare una riu­nione con le due aziende ospedaliere di Desen­zano e Bres­cia, con Vil­la Gem­ma e Vil­la Bar­bara­no, che apparten­gono al grup­po Bonomet­ti per vedere cosa è pos­si­bile fare. Nem­meno Salò è rius­ci­to a man­tenere il suo ospedale».Laura Vol­pa­to, asses­sore: «Per i ver­ti­ci del Civile il ter­re­mo­to è sta­to un colpo di for­tu­na. Quel­la notte han­no sposta­to in tre ore tut­ti gli ammalati. E da allo­ra non han­no più ria­per­to. Giochi­amo­ci fino in fon­do il vin­co­lo san­i­tario». Il vicesin­da­co Euge­nio Mus­ciot­to: «Dob­bi­amo lottare per­ché i posti let­to rimangano a Fasano».L’edificio set­te­cen­tesco, pro­pri­età dei con­ti Arrighi, fu acquis­ta­to da un collezion­ista d’arte, Alexan­der Gun­ther, espro­pri­a­to dal­lo Sta­to ital­iano alla fine del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale e poi com­pra­to dal­la moglie del com­pos­i­tore Ben­venu­ti, l’americana lady Wheel­er, e suc­ces­si­va­mente dal­la Carip­lo. Nel 1965 è diven­ta­to ospedale per car­diopati­ci. Per questo suona anco­ra più ama­ra la con­clu­sione di Vis­con­ti: «Dispi­ac­erebbe a tut­ti se il S.Corona fos­se ven­du­to a una immo­bil­iare e trasfor­ma­to in un residence».