I danni del sisma

Sant’Andreaun gioielloda recuperare

06/12/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Ieri pomerig­gio il con­siglio comu­nale di Toscolano Mader­no ha approva­to un con­trib­u­to a fon­do per­du­to di 150 mila euro per il restau­ro del­la splen­di­da chiesa roman­i­ca di Sant’Andrea, chiusa dal giorno del ter­re­mo­to (24 novem­bre 2004). Il cos­to totale dell’intervento ammon­ta a cir­ca 600 mila euro, parte dei quali già cop­er­ti dal­la Regione.«Assieme alla vil­la romana, alla par­roc­chiale di Toscolano con le tele del Celesti, alla Madon­na di Supina e alla — dice il sin­da­co Pao­lo Elena‑, Sant’Andrea è uno dei mon­u­men­ti che carat­ter­iz­zano il nos­tro paese. Dispi­ace che i dan­ni del sis­ma abbiano costret­to alla chiusura, impe­den­do l’accesso dei vis­i­ta­tori desiderosi di apprez­zarne le bellezze, e dei fedeli per le nor­mali fun­zioni di cul­to. Il par­ro­co, don Leonar­do Fari­na, ha ottenu­to le autor­iz­zazioni del­la Soprint­en­den­za, e nel mese di gen­naio dovrebbe iniziare i lavori. Ci auguri­amo vengano com­ple­tati per l’estate».Costruita nel­la pri­ma metà del 12° sec­o­lo, la chiesa è con­sid­er­a­ta un bell’esempio di architet­tura roman­i­co-lom­bar­da. Gae­tano Panaz­za ha scrit­to che è la riduzione, sia nel­la pianta che nel­la dec­o­razione, di S. Zeno a Verona. Con­forme­mente alla tradizione cris­tiana, è ori­en­ta­ta da ovest a est: guar­da ver­so l’aurora, in modo da cogliere i pri­mi albori. La muratu­ra del­la fac­cia­ta è cos­ti­tui­ta da pietre poli­crome: il mar­mo bian­co di Bot­ti­ci­no, il rosa di Capri­no, il gri­gio delle cave di monte Castel­lo e del Piz­zo­co­lo. Esclu­so l’abside, l’asse mag­giore misura 24 metri e mez­zo, il minore la metà.Sistemate le chiese di Bez­zuglio, Supina, Luseti (con gli «Ami­ci del­la valle delle cartiere»), e dopo la grossa mano data per il restau­ro delle tele del Celesti, ora il comune ha deciso di provvedere anche alla chiesa di Monte Mader­no con 80mila euro per l’organo.

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