Le reliquie risaliranno il lago sabato da Maderno a Campione

Sant’Ercolano in barca

02/08/2000 in Religione
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Di Luca Delpozzo

Dopo 14 sec­oli le spoglie di Sant’Ercolano, patrono di Mader­no e del­la Riv­iera, tor­nano a Cam­pi­one. La traslazione delle reliquie del San­to, diciottes­i­mo vesco­vo di Bres­cia, avrà luo­go con un cor­teo di barche saba­to 5. La pro­ces­sione salperà da Mader­no, dove sono cus­todi­ti i resti di Ercolano che pro­prio a Mader­no appro­dano, nel­la sec­on­da metà del VI sec­o­lo. Le cronache rac­con­tano che per risol­vere l’aspra con­te­sa scop­pi­a­ta tra le comu­nità del­la Riv­iera, tutte bramose di cus­todire le spoglie del San­to, i reggen­ti pub­bli­ci delib­er­arono di affi­dare la deci­sione al vol­ere supre­mo. Nel 1600 Bon­gioan­ni Grat­taro­lo, nel­la cele­bre «His­to­ria del­la Riv­iera di Salò», scrive: «Quan­do furono lev­ate di Cam­pi­one, con­tenden­dosi tra molte terre per haver­le, furono messe in una bar­che­t­ta, e las­cian­do che andassero dove Dio volesse con­durre, e che pre­sero ter­ra a Mader­no, dianzi alla piaz­za, a fronte del­la chiesa dove è ora una scalet­ta molto rispet­ta­ta e havu­ta in devo­tione» (c’è anco­ra una lapi­de pos­ta a ricor­do dell’evento). La vicen­da di Ercolano è ricostru­i­ta anche in un vol­umet­to com­mis­sion­a­to dal car­di­nale Car­lo Bor­romeo, scrit­to in lati­no dal vic­ario Bar­tolomeo Vitali nel 1584 e tradot­to in lin­gua ital­iana due sec­oli dopo. Sec­on­do il Vitali «il clero con unanime sen­ti­men­to elesse cinque­cen­to cinquan­tadue imperan­do in Ori­ente Gius­tini­ano». Sulle date c’è però qualche incertez­za. In un parziale rifaci­men­to del­la basil­i­ca di Sant’Andrea volu­to pro­prio da Car­lo Bor­romeo andarono prob­a­bil­mente per­du­ti gli indizi nec­es­sari per la datazione pre­cisa del­la sepoltura del San­to e, dunque, delle tappe del­la sua esisten­za. Cer­to è che dopo aver cop­er­to la car­i­ca vescov­ile di Bres­cia, Ercolano si dedicò all’eremitaggio a Cam­pi­one, dove morì (nel 576 sec­on­do il Vitali) in odore di San­tità. Doc­u­men­ti di varie epoche attribuis­cono al San­to mira­coli e prodi­gi che gli valsero la mas­si­ma ven­er­azione dei garde­sani. Ques­ta devozione tro­va con­fer­ma, oltre che nel­la con­te­sa scop­pi­a­ta per la sua sepoltura, anche nel doc­u­men­ta­to tim­o­re dei mader­ne­si che altre par­roc­chie mirassero ad impadronir­si del cor­po del San­to. Il Vitali rac­con­ta che i locali «per ten­erse­lo più sicuro, lo assi­cu­rarono in una tri­buna o cap­pel­let­ta che fecero in mez­zo alla chiesa alquan­to sot­toter­ra, met­ten­dovi l’Arca fer­ma­ta con chi­av­is­tel­li di fer­ro per mag­gior dife­sa». Per i fedeli di Mader­no il luo­go dove approdò il cor­po di Ercolano divenne qua­si ogget­to di cul­to: «Ivi l’acqua migliore e più salu­bre — con­tin­ua il Vitali — si cava­va per dar­la agli infer­mi. E di più che di quan­tunque spesse volte ivi siano cadu­ti dei fan­ci­ul­li nes­suno è mai annega­to, benché l’acqua vi fos­se pro­fondis­si­ma. Un devo­to rispet­to anco­ra fino ai nos­tri tem­pi si è por­ta­to a quel luo­go, essendo tas­sate delle pene a chi­unque ardisse imbrattare quell’acqua, o in altro modo pro­fa­narla». I resti del San­to faran­no ritorno a Mader­no l’11 agos­to con una pro­ces­sione di barche con il vesco­vo mons. Giulio San­guineti.

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