Tanti pellegrini per la Madonna. Sabato prossimo la processione solenne

Santuario del Carmine

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Come ogni anno, nel mese di luglio, si svol­go­no i fes­teggia­men­ti per la Madon­na del Carmine di San Felice del Bena­co, «regi­na e patrona del­la Valte­n­e­si». I pel­le­gri­nag­gi sono iniziati giovedì coi par­roc­chi­ani di Portese, Soiano e Cam­pagna di Lona­to. Ven­erdì sera, alle 20.30, è toc­ca­to a quel­li di Maguz­zano, Vil­lan­uo­va, Gavar­do, Sopra­zoc­co e Lona­to. Domani, lunedì 16 luglio, il pel­le­gri­nag­gio riguarderà Raf­fa, Vil­la di Salò, Fasano, Gaino, Mader­no, Toscolano e Roè Vol­ciano. Mart­edì Paitone, Cal­vagese, Mocasi­na, Carza­go, Bedi­z­zole, S.Vito, Prevalle, S. Zenone e Pueg­na­go. Mer­coledì 18 Desen­zano (Duo­mo, S. Angela Meri­ci, S.Giuseppe, S.Zeno, S.Martino del­la Battaglia, Scop­er­ta), Riv­oltel­la, Sirmione, Lugana, Moni­ga e Gar­done Riv­iera. Giovedì ai fedeli di Mot­teggiana Sailet­to (Man­to­va), Maner­ba, Polpe­nazze, Cam­pov­erde e Salò. Ven­erdì Padenghe, Colom­bare, Poz­zolen­go, Sab­bio Chiese e S.Giovanna Anti­da. Il clou saba­to 21, con la pro­ces­sione solenne dal san­tu­ario alla chiesa par­roc­chiale. La stat­ua del­la madon­na viene trasporta­ta in spal­la. Il giorno suc­ces­si­vo, domeni­ca, alle 10, nel san­tu­ario, mes­sa solenne coi can­tori del­la Valte­n­e­si, diret­ti dal mae­stro Vale­rio Bertolot­ti. Alle ore 21 cor­teo in sen­so inver­so. In tes­ta, mon­sign­or Andrea Veg­gio, vesco­vo ausil­iare di Verona, orig­i­nario di Maner­ba, e la ban­da Sinus Felix, gui­da­ta da Gior­gio Gia­co­mi­ni. Lunedì 23 la gior­na­ta del ringrazi­a­men­to, per i bene­fat­tori vivi e defun­ti. Il san­tu­ario di S. Felice venne eret­to nel 1452. Al nome di «San­ta Maria delle Gra­zie», più tar­di fu aggiun­to quel­lo di «Madon­na del Carmine», per la pre­sen­za dei Carmeli­tani scalzi. A liv­el­lo popo­lare, la chia­ma­vano «Maria delle Cis­terne», trat­tan­dosi di un luo­go ric­co di sor­gen­ti. I tan­ti ex voto e gli affres­chi del Quat­tro­cen­to fan­no pen­sare che il moti­vo del­la costruzione siano state le guerre di inva­sione, le lotte di fazione e il pre­do­minio tra sig­norot­ti, con peste e carestie. Questo spiegherebbe la pre­sen­za delle fig­ure dei san­ti invo­cati con­tro le malat­tie infet­tive (Sebas­tiano, Roc­co, Anto­nio abate, Bia­gio e così via). Accan­to alla chiesa, il con­ven­to. I Gon­za­ga di Man­to­va (il principe Ludovi­co II e il figlio Francesco, car­di­nale a soli 17 anni) furono i mag­giori sosten­i­tori. Nel­la sec­on­da metà del XVIII sec­o­lo i sol­dati del­la Repub­bli­ca Vene­ta, in grave crisi finanziaria, asportarono arre­di, vasi, argen­terie e sup­pel­let­tili. La sup­pli­ca riv­ol­ta al Serenis­si­mo Sen­a­to per riot­tenere il mal­tolto restò sen­za rispos­ta. Col pas­sare degli anni il monas­tero venne (in parte) dis­trut­to e, nei peri­o­di bel­li­ci, adibito a caser­ma o a stal­la per i cav­al­li. La chiesa, invece, trasfor­ma­ta in ospedale per i fer­i­ti. Le pareti, ripetu­ta­mente tin­teggiate di calce e lat­te per dis­in­fezione. Nel giug­no 1866 arrivarono i volon­tari garibal­di­ni prove­ni­en­ti dal­l’I­talia merid­ionale, poi impeg­nati nelle battaglie di Monte Suel­lo (3 luglio) e Bezzec­ca (il 21). Nel­l’agos­to 1946 iniziarono i pri­mi lavori di restau­ro, pro­mossi dal par­ro­co don Gae­tano Turel­la. Nel 1967 il vesco­vo Giuseppe Car­raro (S. Felice appar­tiene alla Dio­ce­si di Verona) proclamò la Madon­na patrona di tut­ta la Valte­n­e­si. L’at­tuale stat­ua risale al 1600. Nel­l’ul­ti­ma set­ti­mana di luglio, dopo la lun­ga preparazione coi pel­le­gri­nag­gi, la por­tano in giro per il paese. Il giorno suc­ces­si­vo, com­pi­ono il per­cor­so inver­so. Nel frat­tem­po il com­p­lesso è sta­to amplia­to, e divi­so in tre cor­pi: il con­ven­to vero e pro­prio, il cen­tro socio-cul­tur­ale e il ris­torante dei pellegrini.