San Francesco ora splende Finiti i restauri delle tele. Provvidenziali gli interventi dell’Inner Wheel per sette dipinti

Santuario della Madonna del Frassino

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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Com­ple­ta­to il restau­ro delle preziose tele che cos­ti­tu­is­cono il pat­ri­mo­nio artis­ti­co del San­tu­ario del Frassi­no. Al vec­chio splen­dore è sta­to ripor­ta­to, dopo le opere del Far­i­nati e quel­la di Zeno da Verona, anche il dip­in­to di autore igno­to che dec­o­ra la cap­pel­la del San­tis­si­mo Sacra­men­to con sogget­to San Francesco che riceve le stim­mate. Un impeg­na­ti­vo e com­p­lesso lavoro di restau­ro, avvi­a­to sul finire degli anni Ottan­ta e arriva­to a com­ple­ta­men­to, per quan­to riguar­da l’insieme di tele che ador­nano cap­pelle e altari, gra­zie all’intervento dell’Inner Wheel di Peschiera e del Gar­da veronese con socie le mogli di rotar­i­ani anche dei club Verona-Mon­te­bal­do e Vil­lafran­ca. Una tela, quel­la ulti­ma­mente restau­ra­ta, che viene fat­ta risalire alla pri­ma metà del ’500, che risente dell’influsso del­la cul­tura manieris­ti­ca molto atti­va nell’area geografi­ca del­la zona lom­bar­do-vene­ta. «Una con­fer­ma ne sarebbe», ha sot­to­lin­eato la dot­tores­sa Anna Mala­vol­ta, fun­zionario del­la Soprint­en­den­za per i beni artis­ti­ci e stori­ci del Vene­to «la ricer­catez­za ris­er­va­ta alla pit­tura delle gonne degli angeli a lato di San Francesco». Dip­in­to col­lo­ca­to nel­la cap­pel­la del San­tis­si­mo, di fronte alla cap­pel­la del­la ador­na­ta con la preziosa tela di Pao­lo Far­i­nati, che si pre­sen­ta­va notevol­mente degra­da­ta e ammalo­rata anche a segui­to di una vec­chia foder­atu­ra «che ave­va cre­ato grossi prob­le­mi alla pel­li­co­la pit­tor­i­ca». Opera por­ta­ta ai col­ori di orig­ine e quin­di al mas­si­mo splen­dore con nuove metodolo­gie di restau­ro da parte di Pier­pao­lo Cristani, tra l’altro inter­venu­to a metà anni ’90 anche sul­la pala del Far­i­nati posizion­a­ta nel ter­zo altare alla sin­is­tra del­la chiesa, raf­fig­u­rante la Vergine con i san­ti Sebas­tiano, Francesco e il beato Andrea da Peschiera. Nell’evidenziare il priv­i­le­gio di chi si occu­pa del­la sal­va­guardia delle opere d’arte, Cristani ha pun­tu­al­iz­za­to come il «man­ten­er­le in vita sia atto di alta civiltà e di scelta nei con­fron­ti del nos­tro futuro». All’inaugurazione del restau­ro, oltre a una fol­ta del­egazione dell’Inner Wheel del club aril­i­cense pre­siedu­to attual­mente da Chiarastel­la Gob­bet­ti e alla gov­er­na­trice del dis­tret­to 206 Rita Pedron, era­no pre­sen­ti anche il sin­da­co Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na, il ret­tore del San­tu­ario padre Oreste Mar­ca­to e don Edoar­do Sac­chel­la, par­ro­co di San­ta Anas­ta­sia in Verona. Nell’omelia don Edoar­do col­le­gan­dosi alle parole del Van­ge­lo, con Gesù che ha apprez­za­to l’obolo del­la vedo­va, ha sot­to­lin­eato come anche i ser­vice per amore dell’arte devono essere fat­ti «con il cuore e con il sac­ri­fi­cio». Un gra­zie sen­ti­to, poi, quel­lo arriva­to dal fun­zionario di zona del­la Soprint­en­den­za, che ha cura­to nel­lo stes­so tem­po la direzione del lavoro, «per la con­ti­nu­ità dei ser­vice che han­no por­ta­to nel giro di una deci­na d’anni a inter­venire nel restau­ro di ben sette preziosi dip­in­ti se si tiene con­to anche di quel­lo effet­tua­to nel­la chiesa par­roc­chiale di Peschiera».

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