Nel week end la «Festa dell’oliva». Degustazioni, mostre e visite ai frantoi

Sapori e cultura. Torri a tutto olio

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
se.za.

Saba­to e domeni­ca, la cit­tad­i­na di Tor­ri, sul­la spon­da veronese del Gar­da, ospiterà la ses­ta edi­zione del­la «Fes­ta dell’oliva», pro­po­nen­do una mostra-mer­ca­to dell’olio extravergine. Nel­la sala civi­ca del del castel­lo scaligero sarà pos­si­bile vedere gli attrezzi uti­liz­za­ti dagli agri­coltori e dai rac­cogli­tori. E non mancher­an­no i lavori dei ragazzi delle scuole ele­men­tari e medie del­la provin­cia che par­lano del­la colti­vazione. Sono poi pre­viste a fran­toi (domeni­ca, a par­tire dalle 9 e con parten­za da viale Fratel­li Lavan­da). Nell’Ufficio infor­mazioni, a cinquan­ta metri dal por­to, è allesti­ta la rasseg­na dell’editoria bena­cense, con pub­bli­cazioni e video che offrono un’ampia panoram­i­ca sul­la cul­tura locale. In piaz­za Calderi­ni, inoltre, nell’oratorio del­la San­tis­si­ma Trinità, si potrà vis­itare la mostra ded­i­ca­ta al recu­pero del pat­ri­mo­nio dell’arte popo­lare (viene descrit­to il restau­ro di affres­chi, chiese e capitel­li). Nel­la due giorni anche bal­li, can­ti, proiezioni, degus­tazione di bruschette e di prodot­ti locali. La Con­dot­ta di Slow Food Arcigo­la pilota­ta da si dedicherà ai palati più raf­fi­nati. Saba­to alle 16.30, nel castel­lo, Cris­tiano de Ric­cardis, assag­gia­tore pro­fes­sion­ista (viene da Pia­cen­za e ha già tenu­to parec­chi incon­tri del genere), guiderà una degus­tazione di extravergi­ni prove­ni­en­ti da varie regioni ital­iane. Parte­ci­pazione gra­tui­ta. Preno­tazioni allo 045–6205814 (i posti sono lim­i­tati, 40 al mas­si­mo). Alle 14.30 inizierà invece il con­veg­no sug­li aspet­ti nutrizion­ali e l’evoluzione del­la colti­vazione. «In alcune con­trade, nel­la notte di San Gio­van­ni che seg­na il sol­stizio d’estate, la gente va a rac­cogliere i fiori e le erbe bag­nate dal­la rugia­da — spie­ga Peretti -. Poi le fa asci­u­gare all’ombra e le mette in un infu­so con l’olio di oli­va, da uti­liz­zare per lenire dolori. E chi non ricor­da l’utilizzo che veni­va fat­to per le oti­ti o per com­bat­tere le ver­ruche? Insom­ma, l’extravergine come medica­men­to. Oggi la salu­tis­ti­ca fa mar­ket­ing, ed è pos­si­bile ripro­porre anche queste usanze, che apparten­gono alla nos­tra cul­tura». In pas­sato non sono sta­ti nè i Romani nè gli Etr­uschi a met­tere a dimo­ra le piante, ma i monaci di San­ta Giu­lia (nel Bres­ciano), di San Colom­bano e di San Zeno, sul­la spon­da ori­en­tale del . Il moti­vo? Ave­vano bisog­no di olio, un com­bustibile che bru­cia sen­za provo­care nuv­ole di fumo, soprat­tut­to per illu­minare le abbazie, altri­men­ti buie. In cuci­na venne introdot­to soltan­to nei sec­oli suc­ces­sivi, per condire l’insalata e il pesce.

Parole chiave: