Il cantautore terrà un concerto sul lago. Curioso regalo per il sindaco-operaio Cipani dai Ds: una tuta blu Rimpasto: Mongiello lascia l’assessorato, Scotti neo vicesindaco

Sarà De Gregori la «stella» dell’estate.

20/04/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Francesco De Gre­gori sarà la stel­la delle man­i­fes­tazioni estive di Salò, nei gia­r­di­ni del Liceo, sul lun­go­la­go. Lo ha annun­ci­a­to il sin­da­co, che, per l’e­mozione, si è pure con­fu­so, chia­man­do­lo De Gre­go­rio, come il miti­co ciclista gre­gario nel­lo sketch di Ugo Tog­nazzi. «Siamo a buon pun­to nel­la stesura del cal­en­dario — ha det­to il pri­mo cit­tadi­no -. Per quan­to riguar­da l’Es­tate musi­cale del­la riv­iera occi­den­tale, invece, ci penserà anco­ra la ». Dopo Gior­gia, Fran­co Bat­tia­to e Ivano Fos­sati, giun­ti nel 2000, quest’an­no toc­cherà dunque a De Gre­gori, che ver­rà a cantare il suo «Cuo­co di Salò». «E qui si fa l’I­talia e si muore. Dal­la parte sbagli­a­ta, in una grande gior­na­ta. E si muore. Se quest’ac­qua di lago fos­se acqua di mare, quan­ti pesci potrei cucinare, stasera. Anche il cuo­co può essere utile, in una bufera. Anche in mez­zo a un naufra­gio si deve man­gia­re». La tuta . In con­siglio si è anche assis­ti­to a una diver­tente par­ente­si: «Io sono un sin­da­co operaio, per­chè riman­go in munici­pio tut­to il giorno e, a volte, anche di notte», ave­va esclam­a­to Cipani, parafrasan­do Sil­vio Berlus­coni, in una delle ultime riu­nioni del con­siglio. L’al­tra sera, pri­ma che la sedu­ta iniziasse, il diessi­no Vin­cen­zo Zam­bel­li, mec­ca­ni­co, gli ha regala­to una tuta blu. Nuo­vis­si­ma. Sen­za il filo di una mac­chia d’un­to. «La accet­to come sti­mo­lo a lavo­rare anco­ra di più», ha rispos­to il sin­da­co, che l’ha tenu­ta sul tavo­lo fino al ter­mine del­la lun­ga ser­a­ta. Il rim­pas­to . Come annun­ci­a­to da tem­po, la Giun­ta ha cam­bi­a­to asset­to. Ora la comu­ni­cazione uffi­ciale. Giuseppe Mongiel­lo, ex numero uno tra Ric­car­do Mar­chioro e Gio­van­ni Cigognetti, ex pro­fes­sore di Let­tere all’Is­ti­tu­to tec­ni­co «Bat­tisti», dal­lo scor­so dicem­bre pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, ha rin­un­ci­a­to alla car­i­ca di asses­sore alla Pub­bli­ca istruzione e alla Cul­tura. Con­tin­uerà a guidare la Civi­ca rac­col­ta del dis­eg­no, sostenu­ta finanziari­a­mente anche dal­la Ammin­is­trazione provin­ciale. «Arri­va il momen­to in cui bisogna cedere la mano — ha det­to Mongiel­lo -. Il nuo­vo ruo­lo mi grat­i­fi­ca. Riman­go con­sigliere sem­plice. Cercherò di man­care il meno pos­si­bile, in sol­i­da­ri­età di spir­i­to con la mag­gio­ran­za di cen­trode­stra». Nico­la Scot­ti, che si occu­pa di Bilan­cio e Polizia urbana, è sta­ta pro­mosso vicesin­da­co. Il geome­tra Gabriele Cominot­ti, fidan­za­to con la figlia del sin­da­co, ha rad­doppi­a­to gli incar­ichi: allo Sport ha aggiun­to la Pub­bli­ca istruzione. Cipani, invece, si è pre­so la Cul­tura. New entry: il geome­tra Alber­to Colom­bo, asses­sore all’Ambiente. Si occu­perà di ecolo­gia, parchi, agri­coltura, rap­por­ti con l’azien­da spe­ciale per lo smal­ti­men­to dei rifiu­ti, ecc. Qualche ritoc­co anche fuori dal­la giun­ta. Alber­to Mari­no, medico di base, è il nuo­vo pres­i­dente del arche­o­logi­co, ora ospi­ta­to nel retro del­l’uf­fi­cio Iat, ma che, ha affer­ma­to il sin­da­co, «vor­rem­mo portare nel Fon­da­co Coen, vici­no alla , facen­do­lo diventare il Museo del , cre­an­do pure una sala con­feren­ze e una mul­ti­me­di­ale per le sco­laresche». Cominot­ti e Bar­bara Bot­ti sono entrati nel­la com­mis­sione statu­to e rego­la­men­ti. La vigna . E’ sta­to con­ces­so un aumen­to di vol­ume­tria all’ho­tel-ris­torante di Ser­gio Bas­set­ti, la Vigna, sit­u­a­to sul lun­go­la­go. Ver­ran­no real­iz­zate alcune camere in più. Il Piano rego­la­tore con­sen­ti­va un ampli­a­men­to di 560 metri cubi ma il prog­et­to, approva­to dal­la Comu­nità mon­tana e del­l’Asl, venne inizial­mente boc­cia­to dal Servizio beni ambi­en­tali del­la Regione. Il sopral­zo, sep­pure modesto, era spro­porzion­a­to rispet­to agli altri edi­fi­ci vici­ni. La com­mis­sione edilizia, quel­la urban­is­ti­ca e gli esper­ti ambi­en­tali (Mau­ro Armelli­ni e Mar­co Mozzi) han­no suc­ces­si­va­mente svolto numerosi sopral­lu­oghi, stu­dian­do un inser­i­men­to più mor­bido. Alla fine è giun­to l’ok (voto unanime di tut­ti i con­siglieri), con l’ob­bli­go di «uni­for­mare la sago­ma alle falde del Duo­mo». Il sopral­zo del­l’ho­tel sarà leg­ger­mente arretra­to, e il col­mo del tet­to abbas­sato. La Comu­nità mon­tana ha sta­bil­i­to una serie di prescrizioni.

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