Sale dalla Valfredda a Naole: al lavoro fino all’estate due squadre dei Servizi forestali

Sarà sistemato il «sentiero Ottaviani»

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
B.B.

Con­to alla roves­cia per il «Sen­tiero Lino Otta­viani», che si arrampi­ca per oltre due chilometri da Val­fred­da (alti­tu­dine 1328) a Boc­ca di Naole (1650) nel comune di Fer­rara di Monte Bal­do. È tra gli inter­ven­ti pri­or­i­tari del Servizio fore­stale regionale di Verona che entro l’estate lo rimet­terà a nuovo.Il per­cor­so era sta­to val­oriz­za­to per ricor­dare Otta­viano, fun­zionario del Servizio fore­stale di Verona, diret­tore dei lavori sul Monte tra gli anni Ottan­ta e Novan­ta, man­ca­to nel 2001 dopo una lun­ga malat­tia. Per indi­care ques­ta via in modo par­ti­co­lare era­no sta­ti costru­iti dei gra­di­ni, defin­i­ti da tronchi di larice, che han­no però per­so ogni fun­zion­al­ità essendosi creati dis­liv­el­li ecces­sivi, affos­sa­men­ti e deviazioni.«Abbiamo inizia­to a lavo­rar­ci in otto­bre, por­tan­do in quo­ta altri tronchi di castag­no», fa sapere Anna Pao­la Per­az­zo­lo, fun­zionario del Servizio fore­stale regionale di Verona, attuale respon­s­abile dei cantieri sul Bal­do. «A giug­no, quan­do lassù le tem­per­a­ture saran­no più miti, ripren­der­e­mo lavo­ran­do. Lo fare­mo nei giorni feri­ali», assi­cu­ra, «evi­tan­do il fine set­ti­mana per non creare intral­cio quan­do molti tur­isti ed escur­sion­isti arrivano sul Bal­do». La sis­temazione si farà seguen­do però prin­cipi diver­si da quel­li usati in pas­sato, dato che la strut­tura del sen­tiero è sta­ta ripen­sa­ta e riv­ista pro­po­nen­do un cam­mi­na­men­to che seguirà la «pie­ga» pre­sa nat­u­ral­mente nel tem­po dal sen­tiero. «Non ripristiner­e­mo i vec­chi gra­di­ni e non ne fare­mo di nuovi», infor­ma. «dato che, come si nota soprat­tut­to all’inizio del sen­tiero, ten­dono ad affos­sar­si cre­an­do dis­liv­el­li difficoltosi».Entro agos­to il per­cor­so dovrebbe essere ter­mi­na­to: «In tem­po anche per una pic­co­la cer­i­mo­nia di inau­gu­razione e con l’occasione per ricor­dare questo caro col­le­ga», chi­ude Per­az­zo­lo. L’opera, in ammin­is­trazione diret­ta, costerà cir­ca 10mila euro e sarà cura­ta da due squadre boschive.

Parole chiave:

Commenti

commenti