L’assessore dei Ds fu condannato. Il prefetto scrive al sindaco: «È sospeso»

Sbizzera fuori dal Comune

12/11/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Fer­di­nan­do Sbizzera non è più asses­sore e con­sigliere al Comune di Mal­ce­sine. Lo ha comu­ni­ca­to il sin­da­co Giuseppe Lom­bar­di con una let­tera agli altri con­siglieri che incom­in­cia con la notizia di una nota spedi­ta dal prefet­to al pri­mo cit­tadi­no e data­ta 6 novem­bre 2006. «Con quel­la nota», scrive Lom­bar­di, «il sot­to­scrit­to è sta­to infor­ma­to che il sign­or Sbizzera Fer­di­nan­do è sta­to con­dan­na­to in pri­mo gra­do per uno dei reati che prevede l’automatica sospen­sione di dirit­to alle cariche ricop­erte». La sen­ten­za in ques­tione risale all’estate 2005, quan­do il giu­dice di Man­to­va Bor­to­la­to ritenne Sbizzera, pres­i­dente di una com­mis­sione per un con­cor­so all’Ulss 22, respon­s­abile di aver accetta­to un quadro del val­ore di 226 euro da un parte­ci­pante che poi arrivò quar­to. E gli inflisse un anno e quat­tro mesi di reclu­sione. Il sin­da­co Lom­bar­di conosce­va la vicen­da già all’epoca del­la con­dan­na per­ché, il 19 luglio 2005, durante un dibat­ti­to in con­siglio comu­nale, si tro­vò la ques­tione di fronte. Gliela pose il capogrup­po di mino­ran­za del­la lista Uni­ti per Mal­ce­sine Mat­teo Sep­pi che disse chiara­mente di aver sper­a­to che dal sin­da­co sarebbe arriva­to un chiari­men­to sul­la con­dan­na, ripor­ta­ta sug­li arti­coli dei quo­tid­i­ani locali.A quel pun­to il seg­re­tario comu­nale Ceca­to fece notare che il caso del­la con­dan­na all’assessore, emes­sa in nome del popo­lo ital­iano, era, com’è scrit­to nel ver­bale di delib­era di quel giorno, di «carat­tere pri­va­to e richiederebbe un dibat­ti­to a porte chiuse». Ma lo stes­sa Sbizzera spiegò di non avere alcun prob­le­ma a chiarire. Aggiunse di essere asso­lu­ta­mente inno­cente, che la pena era sta­ta sospe­sa e che alla comu­nità di Mal­ce­sine non avrebbe «reca­to nes­sun noc­u­men­to». Sep­pi chiese le dimis­sioni dell’assessore, ma il sin­da­co sot­to­lineò la trasparen­za dell’operato dell’amministrazione dicen­do che l’ex sin­da­co Furi­oli non si dimise, ma fu costret­to a far­lo con «appos­i­to decre­to prefet­tizio». Così, Lom­bar­di dichiarò di assumer­si «ogni respons­d­abil­ità in mer­i­to al fat­to che l’assessore Sbizzera riman­ga al suo pos­to». Il con­sigliere di mino­ran­za Lam­par­el­li uscì dall’aula dopo una sev­era dichiarazione con­tro il sin­da­co. Sep­pi e un altro col­le­ga del­la mino­ran­za non parte­ci­parono al voto per­ché in aula era pre­sente Sbizzera. Gli altri tredi­ci approvarono la delibera.La legge prevede che, dopo la sen­ten­za di con­dan­na di un pub­bli­co ammin­is­tra­tore, la sen­ten­za sia spedi­ta alla prefet­tura che a sua vol­ta provvede a inviare la let­tera di sospen­sione all’ente. «Ora però noi fare­mo un’interrogazione al prefet­to», ha det­to Sep­pi, «per sapere se Sbizzera era sospe­so di dirit­to al momen­to del­la con­dan­na e se tut­ti gli atti ammin­is­tra­tivi che vedono la sua parte­ci­pazione sono comunque vali­di. Pre­sumo che la sospen­sione non sia retroat­ti­va, comunque noi ver­i­ficher­e­mo la legit­tim­ità degli atti».Sbizzera affron­terà prossi­ma­mente il proces­so d’appello. Sec­on­do l’accusa, Enri­co Spano, inves­ti­ga­tore pri­va­to di Marmiro­lo, ave­va rice­vu­to la richi­es­ta da Nico­la Codog­no­la, di Bon­fer­raro di Sorgà, di essere sicuro di super­are il con­cor­so per vet­eri­nario dell’Asl a Vil­lafran­ca. Sem­pre sec­on­do l’accusa, Spano si era riv­olto a un’intermediaria, Donatel­la Rossig­no­li, impren­ditrice di Som­macam­pagna, per con­vin­cere Sbizzera a far pas­sare Codog­no­la, in cam­bio del quadro d’argento. Per la procu­ra, il can­dida­to arrivò quar­to, ma già si sape­va che uno dei vinci­tori avrebbe rin­un­ci­a­to per­ché ave­va già vin­to un altro con­cor­so. Per l’avvocato Anto­nio Domeni­co Sel­la, difen­sore di Sbizzera, l’assessore non ha mai commes­so il reato e la sua estraneità ai fat­ti sarebbe sta­ta dimostra­ta in appello.