Per favorire il ritorno della lacustre

Scala di monta a Torbole

11/10/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

La pescosità del Gar­da trenti­no è sen­si­bil­mente più bas­sa rispet­to a quel­la del bas­so lago e ciò è dovu­to, pen­sa la provin­cia, anche ad una minore azione di ripopo­la­men­to. Dopo ven­t’an­ni, di con­cer­to col Vene­to, sono riprese le sem­i­ne nel lago sec­on­do un pro­gram­ma annuale. Pri­ma del­la fine del 2000 saran­no immes­si 4000 luc­ci fra i 6 ed i 9 cen­timetri, 50.000 alborelle pari a cir­ca 2 quin­tali, 4000 carpe fra i 9 ed i 12 cen­timetri ed altret­tante tinche fra i 6 ed i 9 cen­timetri. Il pro­gram­ma prevede per i due anni suc­ces­sivi un incre­men­to del­la quan­tità di alborelle sem­i­nate (fino a 4 quin­tali nel 2002), e dosi pres­soché costan­ti di luc­ci e di tinche. Per­al­tro le buone inten­zioni del­la provin­cia non si fer­mano alla spe­sa, tut­to som­ma­to mod­es­ta, di 21 mil­ioni di avan­not­ti, ma riguardano anche inter­ven­ti volti a recu­per­are, nei lim­i­ti del pos­si­bile, le con­dizioni per uno svilup­po autonomo del­la fau­na itti­ca. E’ il caso del sopral­lu­o­go di provin­ciali e tec­ni­ci del­l’Enel per ver­i­fi­care la pos­si­bil­ità di ripristinare a Tor­bole una scala di mon­ta per la tro­ta lacus­tre che ha bisog­no di risalire il fiume per trovare le con­dizioni adat­te alla posa delle uova. Da otto­bre a dicem­bre, alle foci del Sar­ca, c’è un divi­eto di posa delle reti, pro­prio per favorire l’even­tuale risali­ta delle trote. Per le lacus­tri ed il si pen­sa alla ripro­duzione arti­fi­ciale con suc­ces­si­va sem­i­na. Anco­ra: ver­ran­no recin­tate porzioni di are­nile per per­me­t­tere la fre­ga delle alborelle, rifat­ti i can­neti e risis­te­m­ate le alghe per il luccio.

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