Comune e Garda Uno declinano le responsabilità sul mal funzionamento delle tubature. Ed esistono ancora sbocchi abusivi dalla provenienza ignota

Scarichi a lago, è polemica

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Al momen­to ci sono due diver­gen­ti val­u­tazioni sulle respon­s­abil­ità degli scarichi a lago che stan­no cre­an­do seri grat­ta­capi all’amministrazione comu­nale di Desen­zano e pre­oc­cu­pazioni per le asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste, tra le quali il Par­co .L’azienda Gar­da Uno, in rispos­ta ai que­si­ti riv­olti dal comune di Desen­zano pro­prio sul­la pre­sen­za di immis­sioni fog­nar­ie che finis­cono diret­ta­mente o no nel lago di Gar­da nel­la zona del­la Zat­tera, dà una pro­pria inter­pre­tazione e cioè che la rete degli scar­i­ca­tori di piena facen­ti parte del sis­tema di col­let­ta­men­to del Gar­da Uno non può essere chia­ma­ta sul ban­co degli impu­tati per gli sver­sa­men­ti a lago di mate­ri­ale male­odor­ante ed inquinante.Di parere oppos­to, invece, la val­u­tazione che for­nisce il Comune il quale sostiene come i «suoi scar­i­ca­tori siano a pos­to per­ché è tal­mente notev­ole la quan­tità di mate­ri­ale inquinante che appare impens­abile che esso sca­tur­isca dalle pro­prie tubazioni». E allo­ra gli uffi­ci comu­nali han­no risped­i­to al mit­tente la relazione con la richi­es­ta che ne ven­ga pre­sen­ta­ta una nuo­va. Non si trat­ta di un brac­cio di fer­ro tra i due enti, almeno si spera. Per­ché sono trascor­si diver­si mesi dall’appello lan­ci­a­to dagli ambi­en­tal­isti sen­za che, fino­ra, siano sta­ti rag­giun­ti risul­tati apprez­z­abili, del tipo «il lago è tor­na­to ad essere pulito».Nel frat­tem­po, sia la Provin­cia che lo stes­so Comune si sono inter­es­sati alla vicen­da ma non si com­prende, come mai esis­tano anco­ra — come è sta­to accer­ta­to dal sopral­lu­o­go degli agen­ti di palaz­zo Bro­let­to nel set­tem­bre scor­so – scarichi a lago di cui non si conoscono prove­nien­za e pater­nità. Una delle con­seguen­ze di questi scarichi abu­sivi potrebbe essere sta­ta la morìa di diver­si uccel­li acquati­ci e pesci rin­venu­ti sul­la spi­ag­gia del­la Madon­na del­la Vil­la e dell’ex Vil­la Bober. Che poi il prob­le­ma di un pre­sun­to difet­toso fun­zion­a­men­to del col­let­tore garde­sano non sia esclu­si­va­mente local­iz­za­to tra Desen­zano e Sirmione (ma non dimen­tichi­amo­ci nem­meno Padenghe e la Valte­n­e­si) è con­fer­ma­to dal «rap­por­to per la val­u­tazione ambi­en­tale strate­gi­ca» real­iz­za­to dai Comu­ni di Peschiera e di Castel­n­uo­vo, il quale, pur rimar­can­do l’aumento del­la popo­lazione tur­is­ti­ca in estate ed una dif­fusa urban­iz­zazione delle coste, denun­cia «un car­ente sis­tema di col­let­ta­men­to delle acque reflue che rac­coglie ed invia all’impianto di depu­razione indis­tin­ta­mente acque nere e acque bianche». «Tale sis­tema – con­tin­ua il rap­por­to – soprat­tut­to nel peri­o­do esti­vo, carat­ter­iz­za­to sia da un mag­gior cari­co antrop­i­co, sia da una più alta piovosità, pre­sen­ta fre­quen­ti even­ti di sat­u­razione e con­seguente sver­sa­men­to in lago dei reflui».Secondo gli esper­ti che han­no redat­to il rap­por­to strate­gi­co, le cause del­la pesante urban­iz­zazione, opera di piani rego­la­tori scellerati, si riflet­tono anche in una «inadeguatez­za del sis­tema di depu­razione, soprat­tut­to nel peri­o­do esti­vo, nel rispettare i nuovi ter­mi­ni leg­isla­tivi rel­a­tivi alle carat­ter­is­tiche dell’impianto».