Il 21 marzo più che sancire ufficialmente l'inizio della primavera, ha segnato per Malossini e Matteotti la fine di un incubo

Scarico dei sassi a lago: c’è l’ok dalla provincia

22/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Il 21 mar­zo più che san­cire uffi­cial­mente l’inizio del­la pri­mav­era, ha seg­na­to per Mal­ossi­ni e Mat­teot­ti la fine di un incubo: ieri pomerig­gio infat­ti una con­feren­za di servizio in provin­cia ha sanzion­a­to che il mate­ri­ale prove­niente dal­lo sca­vo del tun­nel di Sper­one può finire in fon­do al lago. Fino­ra c’era sta­to l’assen­so politi­co da parte del­la giun­ta provin­ciale e c’era la log­i­ca a dire che una quan­tità di sas­si pre­si in spon­da al lago e get­tati al di sot­to del liv­el­lo del­l’ac­qua non pos­sono con­cor­rere in alcun modo ad inquinare il Gar­da. Resta­va sem­pre aper­to l’in­ter­rog­a­ti­vo sui pos­si­bili intral­ci di natu­ra buro­crat­i­ca, leg­gi e leg­gine, dis­po­sizioni e com­mis­sioni, a tenere i rivani sul filo del rasoio. Ave­vano anche fat­to la voce grossa, ripe­tendo con dras­ti­ca certez­za che dopo il 31 mag­gio nes­sun camion cari­co di sas­si sarebbe più tran­si­ta­to per le vie cit­ta­dine, Canel­la, largo Invi­o­la­ta, viale per­ni­ci e Dami­ano Chiesa diret­to alla dis­car­i­ca, con licen­za di tran­sitare in sen­so inver­so anche su viale Tren­to, a cos­to di bloc­care lo sca­vo. Resta­va sem­pre al fon­do, un pizzi­co di pre­oc­cu­pazione, accu­mu­la­ta giorno dopo giorno man a mano che le pere­gri­nazioni a Tren­to face­vano sco­prire altri osta­coli, pic­coli ma insis­ti­ti. Ora la lib­er­azione. La riu­nione dei respon­s­abili di tut­ti i servizi provin­ciali chia­mati a sorveg­liare sul­l’­opera, han­no dato il ben­estare. Scari­care den­tro il lago, da ieri è pos­si­bile. Restano da pre­cis­are i tem­pi tec­ni­ci del cam­bio di per­cor­so dei camion che, sec­on­do antic­i­pazioni da con­fer­mare, dovreb­bero far scivolare il mate­ri­ale den­tro il lago da uno scari­co posizion­a­to pres­s­apoco all’al­tez­za delle scalette che col­le­ga­vano il lun­go­la­go alla statale. Le oper­azioni di scari­co dovreb­bero com­portare anche una totale indisponi­bil­ità del trat­to di vec­chia stra­da com­pre­so fra il biv­io del bar Nazionale ed il biv­io del­la Ponale per la sos­ta delle autovet­ture in atte­sa di imbar­car­si sui traghet­ti del­la in parten­za da piaz­za Cate­na. Non ci sono lim­i­tazioni per quel che riguar­da la quan­tità: finirà a lago tut­ta la roc­cia nec­es­saria per real­iz­zare il prog­et­to che l’uf­fi­cio tec­ni­co del comune ha pre­dis­pos­to in tem­pi bre­vis­si­mi e che ora è sta­to approvato.

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