Controlli e multe in vista contro le emissioni fuori norma

Scatta il Piano anti-rumore

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Di Luca Delpozzo
Ennio Moruzzi

La cap­i­tale del Gar­da si avvia a varare defin­i­ti­va­mente il “piano del rumore”. Il prog­et­to arri­va in por­to dopo un «viag­gio» decisa­mente lun­go. Infat­ti dal momen­to dell’attribuzione dell’incarico effet­tua­to dal­la Giun­ta Roc­ca sono trascor­si ormai 5 anni men­tre risale ad oltre due anni fa la pri­ma adozione. «Stu­di ed accer­ta­men­ti, com­pre­sa la map­patu­ra delle attiv­ità già esisten­ti nel cen­tro, sono sta­ti con­clusi e dunque riten­go di pot­er pro­porre il prog­et­to all’approvazione defin­i­ti­va in autun­no — con­fer­ma l’assessore all’Ecologia Gio­van­ni Venieri -. Il “piano del rumore” per la cit­tà cos­ti­tu­isce lo stru­men­to fon­da­men­tale per pot­er avviare un’azione di dis­in­quina­men­to acus­ti­co del vas­to ter­ri­to­rio. Azione impor­tante se si con­sid­era la vocazione tur­is­ti­ca del­la cit­tà. Desen­zano insom­ma non può pre­scindere dall’esigenza di offrire agli ospi­ti un sog­giorno “vivace” e stuzzi­cante, anche nelle ore not­turne, ma altresì notte tran­quille. Rag­giun­gere un equi­lib­rio è appun­to il non facile com­pi­to affida­to al Piano. Il prog­et­to divide il ter­ri­to­rio in zone a mag­giore o minore inci­den­za acus­ti­ca. L’analisi, affi­da­ta allo stu­dio dell’ing. Avanzi di Bres­cia, è par­ti­ta pro­prio dal­la rumor­osità esistente. I deci­bel sono risul­tati ele­vati un po’ dap­per­tut­to, soprat­tut­to in via Mar­coni dove era­no 74, in via Dal Molin (74), sul lun­go­la­go (61). La rumor­osità è stret­ta­mente col­le­ga­ta a strade e traf­fi­co quin­di alla , a fer­rovia ed autostra­da. Altre cause sono dovute alla pre­sen­za di indus­trie ed aziende. Il Piano sud­di­vide il ter­ri­to­rio in 4 zone. La pri­ma, mag­gior­mente pro­tet­ta, inglo­ba il Mon­tecorno e l’ospedale. Qui i deci­bel non pos­sono super­are la soglia di 40 di notte e 50 di giorno. La sec­on­da com­prende larga parte del ter­ri­to­rio ed è clas­si­fi­ca­ta area a prevalen­za res­i­den­ziale dove i lim­i­ti sal­go­no a 45 deci­bel di notte e 55 di giorno. La zona di tipo mis­to con­fluisce nell’area ad inten­sa attiv­ità urbana dove i deci­bel pos­sono salire a 55 di notte e 65 di giorno. Al piano sono state fat­te numerose osser­vazioni. Dod­i­ci sono quelle deposi­tate in Comune a fir­ma dei Ver­di. Questi crit­i­cano il non inser­i­men­to in zona uno, cioè la più pro­tet­ta, delle strut­ture sco­las­tiche, cosa che pone, ad avvi­so dei Ver­di, pesan­ti ipoteche sul­la vivi­bil­ità futu­ra di Desen­zano. Non rite­ni­amo cor­ret­to arren­der­si al rumore, sosten­gono. Pro­pon­gono di ricon­durre alla zona 2 le strade interne all’abitato su cui insistono le attrez­za­ture sco­las­tiche (via Michelan­ge­lo, Giot­to, Fos­co­lo) così che le scuole ricadano in zona 1. A San Mar­ti­no del­la Battaglia i Ver­di non con­di­vi­dono il fat­to che l’intera area edi­fi­ca­ta risul­ti clas­si­fi­ca­ta come zona 3 o 4 cioè dove più ele­vati sono i lim­i­ti di rumor­osità. Il Comune, su espres­sa richi­es­ta dell’Assessorato, ha effet­tua­to anche un’indagine sul­la pre­sen­za dei pic­coli inse­di­a­men­ti arti­gianali. L’idea è quel­la di prevedere per loro una «dero­ga» innalzan­do di una classe (da zona 2 a zona 3) i lim­i­ti di rumor­osità. Si trat­terebbe di un provved­i­men­to che riguar­da una deci­na di pic­cole aziende. Purtrop­po nul­la si potrà fare nei con­fron­ti delle Fer­rovie per­ché una legge del ’99 indi­vid­ua una zona di neu­tral­ità da rumore per ben 250 metri di dis­tan­za dal bina­rio. Insom­ma non si potrà costrin­gere l’azienda Fer­rovie ad instal­lare la bar­ri­era antiru­more. Ed è questo un fat­to grave per­ché il ter­ri­to­rio di Desen­zano è intera­mente attra­ver­sato dal­la -Venezia. «Purtrop­po è cosi — con­fer­ma l’assessore Venieri -. In atte­sa dell’approvazione defin­i­ti­va del Piano, l’Ufficio inter­viene ogni­qual­vol­ta vi siano seg­nalazioni. Inter­ve­ni­amo con ordi­nanze e con­travven­zioni anche per impor­ti ril­e­van­ti». Ma solo il varo defin­i­ti­vo del Piano potrà con­sen­tire di por mano ai «Piani di risanamento».

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