Dopo la siccità, il lago adesso è troppo pieno e le piogge e il disgelo potrebbero provocare un’esondazione: oggi incontro a Parma

Scatta l’allarme per il livello del Benaco

Di Luca Delpozzo
g.b.

È sta­ta con­vo­ca­ta per ques­ta mat­ti­na, a Par­ma, la Com­mis­sione tec­ni­ca che dovrà delib­er­are l’au­men­to del­la capac­ità di usci­ta del­lo sbar­ra­men­to di Salionze: il provved­i­men­to servirà per con­tenere l’au­men­to del liv­el­lo delle acque del lago che ieri mat­ti­na, sec­on­do i dati uffi­ciali del­l’Au­torità di baci­no del Po — ente com­pe­tente per la ges­tione delle acque garde­sane — era di 138 cen­timetri sul­lo zero idro­met­ri­co. Sem­pre ieri era già sta­to aumen­ta­to il liv­el­lo di usci­ta dal­la diga, por­tan­do­lo da 63 ad 80 metri cubi al sec­on­do; ma le con­dizioni meteo di questi giorni sem­bra­no non dare tregua e la situ­azione richiede cor­ret­tivi anche in vista del dis­ge­lo (in quo­ta c’è anco­ra tan­tis­si­ma neve). Sul prob­le­ma è inter­venu­to ieri anche il prefet­to di Verona, Francesco Gio­van­nuc­ci, che ha scrit­to a tutte le autorità inter­es­sate dal prob­le­ma del liv­el­lo delle acque; nel doc­u­men­to Gio­van­nuc­ci richia­ma «par­ti­co­lare per­son­ale atten­zione per l’esame del prob­le­ma e per l’adozione delle nec­es­sarie deter­mi­nazioni al fine di garan­tire con­dizioni di sicurez­za alle popo­lazioni riv­ierasche». Il doc­u­men­to è la rispos­ta alla seg­nalazione, data­ta anch’es­sa 5 mag­gio, del sen­a­tore allo stes­so prefet­to con una let­tera invi­a­ta da Roma in cui si fa pre­sente che «in data odier­na, alle ore 11.30, il liv­el­lo delle acque è di cm. 142 sopra lo zero idro­met­ri­co. Tale misura, in ques­ta sta­gione, è com­pro­va­to pos­sa recar dan­no al buon fun­zion­a­men­to del col­let­tore e pos­sa cos­ti­tuire peri­co­lo per spi­agge e lun­go­laghi». E in effet­ti il liv­el­lo delle acque così alto e le con­tin­ue piogge han­no già causato qualche prob­le­ma al sis­tema di col­let­ta­men­to sub­lacuale e al col­let­tore con­sor­tile di Peschiera. «I liv­el­li del lago ci penal­iz­zano», com­men­ta Vit­tori­no Zanet­ti, pres­i­dente del­l’ che gestisce la spon­da veronese del­la con­dot­ta sub­lacuale. «Ma non si trat­ta cer­to di una novità: in questi casi c’è un sot­to­livel­la­men­to delle fog­na­ture comu­nali che imbar­cano acque bianche, pio­vane in questo caso, in quan­tità ben mag­giore rispet­to a quan­to non fac­ciano abit­ual­mente». «E questo è il nos­tro grande prob­le­ma anzi, è il prob­le­ma del lago: le reti fog­nar­ie dei Comu­ni sono miste men­tre il col­let­tore è sta­to costru­ito per depu­rare solo le acque nere. In questi momen­ti, però, all’impianto, e pri­ma anco­ra nel­la tubazione del­la con­dot­ta, arri­va un quan­ti­ta­ti­vo di liqua­mi di gran lun­ga supe­ri­ore alla por­ta­ta. E questo per­ché non c’è divi­sione tra acque bianche e nere». «Persi­no l’ac­qua che scende dalle gronde delle case», con­tin­ua Zanet­ti, «e che una vol­ta fini­va in stra­da, ora viene rac­col­ta e scar­i­ca­ta nel­la fog­natu­ra. A questo pun­to alcu­ni sver­sa­men­ti a lago diven­tano qua­si inevitabili. Una situ­azione sul­la quale abbi­amo cer­ca­to più volte di aprire un dibat­ti­to con i Comu­ni: tut­ti com­pren­di­amo la dif­fi­coltà nel met­tere mano ai sis­te­mi fog­nari, soprat­tut­to dei cen­tri stori­ci». «Ma le soluzioni tec­no­logiche attuali sono moltepli­ci ed è sem­pre più urgente pren­dere una qualche deci­sione: l’am­pli­a­men­to del col­let­tore con­sor­tile da solo non può bastare; occorre seder­ci tut­ti intorno a un tavo­lo», con­clude il pres­i­dente del­l’Ags, «e vedere cosa e come si può fare per sal­vare il Gar­da ed evitare di trovar­ci, anche in tem­pi bre­vi, con prob­le­mi idri­ci seri sia in ter­mi­ni qual­i­ta­tivi che quantitativi».