Sondaggio preventivo per valutare la fattibilità di un parcheggio sotterraneo. Sotto piazza d’Armi probabile un abitato romano

Scavi a caccia di reperti

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Sono iniziati i lavori di sca­vo in piaz­za d’Armi: da alcu­ni giorni le ruspe sono al lavoro per le indagi­ni arche­o­logiche richi­este dal Comune per val­utare la pos­si­bil­ità di real­iz­zare un parcheg­gio sot­ter­ra­neo e di risis­temare la piaz­za. «È la pri­ma vol­ta che l’area viene sot­to­pos­ta ad una sim­i­le indagine», dice il sin­da­co , «d’altra parte è nec­es­sario capire pri­ma cosa si tro­va sot­to il piaz­za­le e poi affrontare ogni val­u­tazione urban­is­ti­ca e di ». Piaz­za Fer­di­nan­do di Savoia, o piaz­za d’Armi come viene chia­ma­ta, é oggi la prin­ci­pale area a parcheg­gio del cen­tro stori­co. Sui suoi lati si affac­ciano la chiesa di San Mar­ti­no; la caser­ma XXX Mag­gio con l’area che fa parte dell’ex carcere mil­itare; l’edificio che, sino a due anni fa, ospi­ta­va la scuo­la ele­mentare del capolu­o­go. Il piaz­za­le ha anche ospi­ta­to il mer­ca­to set­ti­manale sino al momen­to in cui l’amministrazione comu­nale, anche allo­ra gui­da­ta da Chin­car­i­ni, decise il suo sposta­men­to fuori dal cen­tro stori­co: un cam­bi­a­men­to moti­va­to da ragioni di sicurez­za e dall’impossibilità di far accedere velo­ce­mente even­tu­ali mezzi di soc­cor­so in caso di neces­sità. «La posizione del­la piaz­za, così cen­trale oggi ma sem­pre a ridos­so dell’abitato del paese, la rende di sicuro inter­esse arche­o­logi­co», sot­to­lin­ea Eva Di Loren­zo, con­sigliere del­e­ga­to alla cul­tura e ai beni architet­toni­ci, «non è un caso che negli anni scor­si, a fian­co del­la chiesa, siano sta­ti ritrovati i resti del­la casa di epoca romana attual­mente esposti al pub­bli­co». «Per questo esistono diverse ipote­si su quel­lo che potrebbe trovar­si sot­to; a scavi con­clusi sapre­mo se e cosa si tro­va sot­to piaz­za d’Armi». Tra le ipote­si si par­la di una trac­cia del­la via Gal­li­ca, che entra­va in piaz­za d’Armi e arriva­va al ponte Bel­gioioso, i cui resti sono vis­i­bili nelle acque esterne ai Bas­tioni, tra il ponte dei Voltoni e l’isolotto del Man­drac­chio. Ma sono anche in tan­ti, a Peschiera, a ricor­dare gli anni in cui a fian­co del­la chiesa c’era l’asilo; la deci­sione delle suore di dotare di alta­l­ene lo spazio all’aperto portò alla luce numerosi resti umani. «Quel­li iniziati sono scavi pre prog­et­to, fat­ti anche per deter­minare quale tipo di suc­ces­si­vo lavoro può essere affronta­to in quel­la zona. È indub­bio che l’area pre­sen­ta un ris­chio arche­o­logi­co più che pre­sun­to», con­fer­ma Brunel­la Bruno, del­la Soprint­en­den­za arche­o­log­i­ca che segue i lavori, «lo dimostra­no gli stu­di e i dati del­la car­tografia stor­i­ca e le notizie sul­la nasci­ta del­la chiesa di San Mar­ti­no». L’architetto fa rifer­i­men­to alla pre­sen­za di un abi­ta­to che potrebbe esser­si sovrap­pos­to a un preesistente inse­di­a­men­to romano; un sec­on­do ris­chio è rap­p­re­sen­ta­to dal­la pos­si­bile pre­sen­za di un’area cimi­te­ri­ale. «Gli scavi del 1999», con­tin­ua la Bruno, «han­no mes­so in luce anche edi­fi­ci medievali; la car­tografia del Sorge local­iz­za nell’area del­la piaz­za un fos­sato, quin­di un man­u­fat­to ben strut­tura­to. Dunque un’ampia rosa di pos­si­bil­ità, che fa pen­sare alla neces­sità di inda­gare tut­ta la super­fi­cie e per un peri­o­do di tem­po dif­fi­cil­mente pre­ven­tivabile; dopo aver tolto la pavi­men­tazione e gli strati più recen­ti, cercher­e­mo di portar­ci sul­la pri­ma strut­tura che risul­ti intat­ta, qualunque sia la sua pos­si­bile datazione».

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