In scena a Sirmione “Guardiana” di Francesca Merloni con Gianmarco Tognazzi

10/07/2017 in Teatro
Di Redazione

Guardiana” è uno spet­ta­co­lo di musi­ca e poe­sia, scrit­to ed inter­pre­ta­to dal­la poet­es­sa Francesca Mer­loni, con le musiche orig­i­nali del pianista Remo Anzovi­no, la parte­ci­pazione di Gian­mar­co Tog­nazzi, che cura anche la regia, e le scenografie di Bruno Ceccobelli.

La con­trap­po­sizione poet­i­ca e nar­ra­ti­va tra l’io fem­minile e l’io maschile, tra due indi­vidui che si amano e sono alla ricer­ca delle parole che pos­sano sub­li­mare il loro sen­ti­men­to – dial­o­go che il pub­bli­co ascol­ta coi toni di un duplice monol­o­go – ha nel­la musi­ca la terza voce, anch’essa pro­tag­o­nista fon­da­men­tale del­la pièce, in un crescen­do di sen­sazioni in gra­do di rapire lo spettatore.

Dopo il suc­ces­so del­lo spet­ta­co­lo in tut­ta la Peniso­la (Cas­tel del Monte, Taran­to, Castel­lo di Cop­er­ti­no, Man­to­va, Rim­i­ni, Raven­na, For­lì, il , Novafel­tria, San Gine­sio, Sar­nano, Pesaro, Desen­zano, Gargnano, Sirmione, Roma), il tour di “Guardiana” giunge a Roc­ca Scalig­era di Sirmione, in Piaz­za Castel­lo 1, alle ore 21.30. Si accede esclu­si­va­mente con­tat­tan­do la redazione de “Il Cig­no GG Edi­zioni” (tel. 06 6865493 o e‑mail: redazione@ilcigno.org). Al ter­mine del­lo spet­ta­co­lo ci sarà l’in­con­tro con gli artisti ed un brin­disi con i vini del­la “Tog­naz­za”.

Il tour pros­eguirà il 24 luglio a Toscolano Mader­no, il 25 al Museo di Salò, il 26 al Museo Dioce­sano di Bres­cia, il 27 luglio a Tor­ri del Bena­co, il 7 set­tem­bre a Melfi, l’8 ad Ari­ano Irpino, il 9 ad Egnazia, il 21 a Vil­lacidro, in Sardegna.

Per , pres­i­dente del­la Fon­dazione Vit­to­ri­ale degli Ital­iani, che ha scrit­to la pre­fazione al libret­to di sce­na (la pri­ma edi­zione reca­va una pre­fazione di Rober­to Saviano), i ver­si di Guardiana “sono bel­li, e for­ti, e nuovi, mai banali nel par­lare dell’amore che si inter­ro­ga. Guar­date, e leggete, in queste pagine le immag­i­ni e le sto­rie dei pro­tag­o­nisti. Una poet­es­sa mag­nifi­ca, che ride e che non crea soltan­to poe­sia, ma anche poe­sia in azione, un attore di tut­to capace, un com­pos­i­tore che è anche avvo­ca­to, e non poten­do mutare la legge inno­va la musi­ca, uno scenografo mist­i­co-filosofi­co, un orga­niz­za­tore colto che sa come far ren­dere la cul­tura. Tut­ti diver­si, ma tut­ti bel­li, cre­ativi, sim­pati­ci, da far venire voglia di frequentarli”.

‘Guardiana’ è a tut­ti gli effet­ti un’opera lir­i­ca con­tem­po­ranea – ha dichiara­to Zichichi – dove per liri­co si intende un libret­to scrit­to da una poet­es­sa, in cui l’in­ter­pre­tazione ver­bale è melo­dia vocale, gra­zie ad una recitazione emozio­nante. Lo spet­ta­co­lo è un nuo­vo tipo di opera con­tem­po­ranea, in cui le musiche sono cal­i­brate sulle parole e, di fat­to, si ascol­ta la poe­sia, accom­pa­g­na­ta dalle note musi­cali, che non sono un sem­plice sot­to­fon­do, ma ne strut­tura­no la com­po­nente emotiva”.

Il rap­por­to con la musi­ca in ques­ta nuo­va ver­sione dell’opera è essen­ziale – ha sot­to­lin­eato Francesca Mer­loni –. La mia ricer­ca per­son­ale è sta­ta quel­la di con­sid­er­are le parole come “suono” e trovare il loro sen­so più pro­fon­do. Nel­la riscrit­tura dell’opera, pri­ma mag­gior­mente incen­tra­ta su un monol­o­go, sono sta­ta spin­ta da Gian­mar­co Tog­nazzi e Remo Anzovi­no a scri­vere per loro e su di loro. È sta­to un divenire cre­ati­vo com­pi­u­to anche sul pal­co, tra una pro­va e l’altra. L’u­ni­ver­so maschile, spes­so così “altro” per noi donne – soprat­tut­to se innamorate – si è riv­e­la­to un impul­so per me molto fecondo “.

Guardiana – ha aggiun­to Gian­mar­co Tog­nazzi – mi dà la pos­si­bil­ità di inter­pretare il mio ruo­lo affi­dan­do­mi total­mente alla poe­sia; ed è ques­ta per me una espe­rien­za nuo­va per­ché mi fa entrare in un ter­ri­to­rio sco­mo­do, mi fa sen­tire l’emozione che è nelle per­sone, mi apre al ris­chio di inter­pretabil­ità e quin­di mi fa sco­prire una nuo­va parte di me. L’ampiez­za dei modi di inter­pretare un ruo­lo che la poe­sia è capace di offrire è tale che ci si può sen­tire inadeguati, per­ché la poe­sia è tal­mente uni­ver­sale che chi ascol­ta può dar­le il sig­ni­fi­ca­to che preferisce, in base al pro­prio sta­to d’animo. È ques­ta incertez­za che fa perdere “il dominio” che un attore ha sul suo pub­bli­co. Ed è una sfi­da che non ho potu­to fare a meno di cogliere”.

È un lavoro molto maturo, che toc­ca tutte le corde del cuore e che prevede, in chi ascol­ta, un bagaglio di vis­su­to molto inten­so – ha dichiara­to il pianista e com­pos­i­tore Remo Anzovi­no – ; l’elemento inter­es­sante è il mis­tero che si intravede e che las­cia allo spet­ta­tore la pos­si­bil­ità d’interpretare ‘Guardiana’ in modo asso­lu­ta­mente per­son­ale; la musi­ca fa quin­di da con­trotesto, il pianoforte si fa orches­tra e le parole si fan­no voci sull’orchestra; la com­po­sizione del­la par­ti­tu­ra musi­cale è fat­ta di equi­lib­ri tra ele­men­ti colti e popo­lari, dove nul­la è las­ci­a­to al caso; per questo sono par­ti­co­lar­mente felice di essere sta­to accolto in questo prog­et­to asso­lu­ta­mente inno­v­a­ti­vo e sper­i­men­tale del­la casa editrice Il Cigno.