Lunedì partirà una lettera-intimazione indirizzata in Provincia. Prima mossa di una possibile causa per danni ambientali Il Comune, avverte un parere legale, può tutelare anche l'immagine

Schiume nel lago, Malossini si è stufato

03/08/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

La lun­ga sta­gione del­la pazien­za (forse trop­pa) è des­ti­na­ta a chi­ud­er­si domani mat­ti­na, quan­do il sin­da­co Cesare Mal­ossi­ni, nel suo uffi­cio affac­cia­to sui por­ti rivani, firmerà il pri­mo vero «atto di guer­ra» sul fronte delle orrende schi­ume gen­er­ate dal­lo scari­co del­la Centrale.L’atto di guer­ra è una let­tera-inti­mazione ind­i­riz­za­ta a vari uffi­ci provin­ciali per richia­mar­li alle loro com­pe­ten­ze: che sono quelle di tute­lare l’am­bi­ente. Una mossa che giuridica­mente (il sin­da­co si è avval­so del­la con­sulen­za del­l’avvo­ca­to Mau­ro Vec­chi­et­ti) si può definire «cos­ti­tuzione di mora» e che in ter­mi­ni più pro­saici sig­nifi­ca più o meno questo: «badate che non sop­porter­e­mo oltre neg­li­gen­za ed imper­izia e che quin­di potremo «rived­er­ci» — in caso di man­ca­ta soluzione dei prob­le­mi — nelle com­pe­ten­ti sedi giudiziarie».Dalla con­sulen­za legale ordi­na­ta nelle scorse set­ti­mane, dopo ripetute apparizioni di gigan­tesche schi­ume di alga cen­trifu­ga­ta nel gol­fo di Riva, il Comune ha infat­ti appre­so che ci potreb­bero essere gli estre­mi per tirare in bal­lo le norme anti-inquina­men­to. Tali norme infat­ti — sec­on­do dei prece­den­ti già appro­dati in pro­ced­i­men­ti civilis­ti­ci — non tute­lano soltan­to nei con­fron­ti di inquina­men­ti pregiudizievoli per la salute, ma sono estendibili anche a casi in cui (come le orrende ma innocue schi­ume del­la Cen­trale) il dan­no è di immag­ine e quin­di, di rif­lesso, «in sol­doni» per un’e­cono­mia tur­is­ti­ca come quel­la rivana. Se quin­di la let­tera-ulti­ma­tum che par­tirà lunedì non dovesse pro­durre qualche risul­ta­to con­cre­to, il Comune di Riva sarebbe tito­la­to, in mossa suc­ces­si­va, a tentare la car­ta del ris­arci­men­to dan­ni: l’avver­ti­men­to infat­ti sarà ampia­mente documentabile.Perchè una let­tera alla Provin­cia e non all’Enel, che — con la Cen­trale — è la soci­età che mate­rial­mente scar­i­ca nei por­ti rivani le indesider­abili schi­ume? Prob­a­bil­mente per tre motivi, tut­ti vali­di. Intan­to è la Provin­cia che stac­ca per i pro­dut­tori elet­tri­ci la con­ces­sione a sfruttare l’ac­qua del lago di Ledro e a scari­car­la nel Gar­da col suo con­tenu­to di alghe cen­trifu­gate inguard­abili. Poi c’è da con­sid­er­are che la Provin­cia è com­pe­tente pri­maria per quan­to riguar­da la tutela ambi­en­tale. Infine è da met­tere in con­to che, pro­prio con l’Enel, il Comune di Riva è impeg­na­to in questi ulti­mi giorni in una trat­ta­ti­va che dovrebbe portare ad una sis­temazione del lun­go­la­go D’An­nun­zio abbina­ta alla real­iz­zazione di una vas­ca di decantazione delle alghe scar­i­cate dal­la centrale.Potrebbe fun­zionare ques­ta vas­ca: e allo­ra l’Enel uscirebbe bril­lante­mente dal­la verten­za. Per la Provin­cia, invece, è comunque oppor­tuno un «forte richi­amo», che riguar­da non solo le schi­ume, ma tut­ti gli altri guai del lago.Piacerà di sicuro ai rivani questo Mal­ossi­ni final­mente poco «tra­p­at­to­ni­ano».