Getti d'acqua ad alta pressione ed un sistema di filtri e pompe sotto la soletta della nuova passeggiata lungolago. La proposta elaborata dal Comune deve essere accettata dall'Enel

Schiume: sciolte o inviate al depuratore

15/10/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Poco ma sicuro: l’am­min­is­trazione comu­nale alla fine di questo mese porterà all’in­con­tro con Provin­cia ed Enel sulle schi­ume nel lago una pro­pos­ta d’in­ter­ven­to capace di risol­vere in via defin­i­ti­va il prob­le­ma delle mac­chie vis­cide e gial­las­tre che fuori­escono dal­la centrale.Le schi­ume, sec­on­do la pro­pos­ta elab­o­ra­ta dal­l’ar­chitet­to Dona­ti­ni e trasmes­sa all’am­min­is­trazione comu­nale, dovran­no sparire pri­ma di finire nel­lo spec­chio d’ac­qua davan­ti alla cen­trale. Per ottenere questo risul­ta­to si parte dal­la pre­vista costruzione d’u­na solet­ta a sbal­zo sul lago, tale da allargare d’u­na deci­na di metri lo spazio del­la passeg­gia­ta lun­go­la­go. Sot­to la solet­ta è pos­si­bile inter­venire in maniera effi­cace. Per tut­ta la larghez­za dei 4 scarichi delle tur­bine ver­ran­no instal­lati get­ti d’ac­qua ad alta pres­sione, che han­no due fun­zioni: quel­la di elim­inare quan­ta più schi­u­ma sarà pos­si­bile, scioglien­dola, e quel­la di con­vogliarne la parte resid­ua (un 20% sec­on­do gli esper­ti) ver­so un cilin­dro di cemen­to arma­to del diametro di 9 metri, posizion­a­to sot­to la nuo­va passeg­gia­ta a fian­co del canale di sboc­co a lago del rio che pre­cipi­ta, in con­dizioni di grande piovosità, dalle pen­di­ci del­la Roc­chet­ta. La demolizione del­la schi­ume con get­ti d’ac­qua a pres­sione, con­tin­uerà anche all’in­ter­no del cilin­dro, nel­la cui parte cen­trale ver­ran­no posizion­ate pompe a mem­brana che servi­ran­no a con­vogliare in una con­dot­ta a lago, con sboc­co in pro­fon­dità, le acque dopo il trat­ta­men­to e, attra­ver­so un altro tubo, a spin­gere le schi­ume sep­a­rate dal­l’ac­qua nel­la con­dut­tura fog­nar­ia che corre lun­go via Cis. Sic­come le schi­ume non sono cos­ti­tu­ite da inquinan­ti, c’è totale com­pat­i­bil­ità con il sis­tema dei depu­ra­tori: l’u­ni­ca pre­cauzione da adottare sarà quel­la di evitare che trop­pa acqua rel­a­ti­va­mente puli­ta finis­ca nelle con­dut­ture delle acque nere. Il moti­vo del­lo scari­co in pro­fon­dità è iden­ti­co e inver­so: sic­come è impos­si­bile evitare che un po’ di schi­u­ma riman­ga nel­la tubazione diret­ta a lago, è meglio lib­er­ar­la molti metri sot­to la super­fi­cie, in maniera che si dis­sol­va pri­ma di venire a gal­la. L’ap­pa­ra­to sarà com­ple­ta­to, sem­pre sot­to la solet­ta e quin­di del tut­to invis­i­bile dal­l’ester­no, da una robus­to sbar­ra­men­to gal­leg­giante capace di impedire sul serio che le mac­chie gial­las­tre finis­cano, anche in min­i­ma parte, nel­lo spec­chio d’ac­qua davan­ti al por­to. L’in­con­tro fra le par­ti, provin­cia, comune ed Enel, annun­ci­a­to per fine mese servirà ad accertare se la soluzione pro­pos­ta dai rivani potrà andar bene anche all’Enel, o se l’ente pro­pri­etario del­la cen­trale (e respon­s­abile in ulti­ma anal­isi delle schi­ume) avrà elab­o­ra­to una pro­pos­ta egual­mente effi­ciente e migliore. Nel caso che tut­ti siano d’ac­cor­do sarà pos­si­bile pas­sare al con­fron­to sui costi: la provin­cia ha già det­to d’essere dis­pos­ta a fare la sua parte.