Si trasforma in una schermaglia tra opposizione e maggioranza la serata pubblica sul futuro della struttura. E oggi tutti attendono l’assessore regionale Tosi

Scontro politico sull’ospedale

17/09/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Due teschi neri dip­in­ti su un lenzuo­lo bian­co con scrit­to: «No all’ospedale, spazio ai cimi­teri». Cam­mi­nan­do su ques­ta specie di tap­peto ben poco propizia­to­rio si entra in sala civi­ca dove alle 21, l’altra sera (giovedì 15 set­tem­bre) il Grup­po dife­sa salute (Gds) ha orga­niz­za­to l’incontro «Qual è il futuro del­la san­ità nel nos­tro ter­ri­to­rio ?». Pote­va essere un’occasione per dis­cutere i capisal­di di una battaglia da portare avan­ti per la dife­sa di quel che res­ta dell’ospedale di Capri­no, invece la ser­a­ta si è trasfor­ma­ta in un duel­lo politi­co tra due fazioni. Da un lato le mino­ranze con il Gds, dall’altro gli ammin­is­tra­tori locali che oggi incon­tr­eran­no l’assessore regionale alla San­ità, , il quale illus­tr­erà cosa la Regione intende fare del noso­comio. La con­dan­na a morte di ques­ta strut­tura sem­bra prati­ca­mente sanci­ta dopo che, il 31 agos­to, l’ultima sen­ten­za del Tar Vene­to ha boc­cia­to il ricor­so del Comune con­tro la delib­era di giun­ta 1015/04 che prevede zero posti let­to entro il giug­no prossi­mo. È il pri­mo ricor­so per­so dal 1995, tre era­no sta­ti vin­ti in pas­sato, due al Tar nel 2000 e nel 2001, l’altro al Con­siglio di Sta­to nel 2003. Ques­ta vol­ta la gius­tizia dà ragione alla Regione. Come dice la stes­sa sen­ten­za del Tar si va ver­so la «log­i­ca di rete (…) che con­siste nel preferire la dis­at­ti­vazione com­ple­ta di intere strut­ture piut­tosto che sem­plice­mente ridurre i posti let­to». La sala giovedì sera è stra­col­ma, ci sono soprat­tut­to anziani. La gente vuole sen­tire quan­to diran­no sia i pro­mo­tori dell’ assem­blea sia i loro ammin­is­tra­tori. I pri­mi sono Mario Sev­eri­no, pres­i­dente del Gds, e il con­sigliere di oppo­sizione Anto­nio Gas­pari: sono sedu­ti al tavo­lo e accan­to a loro ci sono il difen­sore civi­co regionale Vit­to­rio Bot­toli, i con­siglieri region­ali del­la Margheri­ta Gus­ta­vo Franchet­to e dei Ds Flavio Bon­fante, il pres­i­dente del comi­ta­to ospedali di Valeg­gio Lui­gi Tosoni. In pri­ma fila, tra il pub­bli­co, stan­no le mag­gio­ranze tra cui i sin­daci di Capri­no Ste­fano San­dri, di Affi Car­la De Beni, anche pres­i­dente del­la con­feren­za dei sin­daci, il pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana del Bal­do Cipri­ano Castel­lani, l’assessore al bilan­cio di Riv­o­li Flavio Frez­za. Ma ci sono pure l’ex sin­da­co di Capri­no Maria Tere­sa Girar­di e Faus­to Chin­car­i­ni, per ora pres­i­dente del Cir­co­lo anziani. L’atmosfera è bol­lente. Le notizie più calde le por­ta Franchet­to, arriva­to da Venezia dove di «Ospedale di Capri­no si è par­la­to anche oggi (ieri ndr)». Antic­i­pa quel­lo che molto prob­a­bil­mente rib­adirà sta­mat­ti­na Tosi. In sin­te­si: «La pro­gram­mazione regionale non si toc­ca, si ragiona sul­la dis­mis­sione dell’edificio, che ver­rebbe dato all’Ater (Azien­da ter­ri­to­ri­ale per l’edilizia res­i­den­ziale del­la Provin­cia di Verona) e avrebbe final­ità sociali, sul­la pos­si­bil­ità di real­iz­zare un nuo­vo cen­tro san­i­tario polifun­zionale all’avanguardia con pun­to di pri­mo inter­ven­to, servizio dial­isi, poliambu­la­to­rio, ambu­lan­za med­ical­iz­za­ta, piaz­zo­la per l’elisoccorso e il cosid­det­to ospedale di comu­nità, cioè un repar­to con 10 o 20 posti let­to», dice Franchet­to. Sono pre­messe già conosciute. Gli ammin­is­tra­tori non sve­lano se oggi chieder­an­no a Tosi qual­cosa in più e l’assemblea non arri­va a sti­lare una qual­si­asi lista di ipoteti­ci desider­a­ta comu­ni. «Il Comune orga­niz­za un incon­tro con Tosi a porte ben chiuse, anche se l’ospedale è dei cit­ta­di­ni e anche se noi vor­rem­mo sapere quale ne sarà per cer­to il futuro», affer­ma Sev­eri­no, «non ci dite cosa state deci­den­do sul­la nos­tra pelle» . E Gas­pari: «Quan­do erava­mo in ammin­is­trazione e andava­mo in Regione a dis­cutere noi infor­mava­mo la popo­lazione di quan­to si era det­to. Voi fate tut­to di nascos­to». «Sono meto­di diver­si», spie­ga San­dri, «siamo andati a Venezia decine di volte, ma con­sid­e­ri­amo il momen­to del­la trat­ta­ti­va del­i­ca­to. Abbi­amo par­la­to con il mas­si­mo diri­gente del dipar­ti­men­to san­ità, abbi­amo ottenu­to che l’assessore Tosi ven­ga qui. Ora la fase è del­i­catis­si­ma, se com­in­ciano a chi­ud­ere repar­ti e a trasferire per­son­ale per­diamo sem­pre più ter­reno e l’ultima scon­fit­ta legale ci toglie anche potere con­trat­tuale. Atten­di­amo comunque quel­lo che Tosi dirà domani (ogg ndr)». Inter­viene De Beni: «Da otto anni e mez­zo sono sin­da­co di Affi e con Maria Tere­sa Girar­di e anche Gas­pari e altri ammin­is­tra­tori ho vis­su­to la vicen­da ospedale. Sti­amo por­tan­do avan­ti un ragion­a­men­to comune nell’interesse del­la san­ità locale, ma ques­ta ser­a­ta è una dis­pu­ta solo polit­i­ca. Riten­go nor­male che certe trat­ta­tive si fac­ciano in tavoli ristret­ti, però l’obiettivo è sem­pre di agire nell’interesse del­la comu­nità che ci ha elet­ti». Frez­za, di Riv­o­li: «Ben vengano queste assem­blee per­ché noi ammin­is­tra­tori dob­bi­amo con­frontar­ci con i cit­ta­di­ni, ascoltare i loro pareri per por­tar­li nelle sedi isti­tuzion­ali idonee e difend­ere i loro dirit­ti. Ma occorre fare atten­zione a cer­ti con­cetti, non si può met­tere in dis­cus­sione quel­lo demo­c­ra­ti­co sec­on­do cui i sin­daci, elet­ti dalle popo­lazioni, le rap­p­re­sen­tano. Cercher­e­mo di portare a casa il meglio, la san­ità è fon­da­men­tale per ognuno di noi, tut­ti abbi­amo bisog­no che fun­zioni. A ciò pun­tano ora i sin­daci, sia di destra sia di sin­is­tra, pur con­sapevoli delle dif­fi­coltà». E San­dri: «Subito dopo l’incontro con Tosi informer­e­mo in assem­blea pub­bli­ca la cit­tad­i­nan­za. Intan­to met­ter­e­mo anco­ra l’accento sul fat­to che siamo zona mon­tana, che la san­ità deve ten­er con­to del gen­erale invec­chi­a­men­to del­la popo­lazione, e dare risposte adeguate nell’emergenza».

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