Alle due scuole elementari e le due materne di Nago Torbole si sta chiudendo un ciclo di fervida attività teatrale.

Scuola di teatro per bambini

27/04/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Stefano Ischia

Con la con­vin­ta sper­an­za che pos­sa ripeter­si, alle due scuole ele­men­tari e le due mater­ne di Nago Tor­bole si sta chi­u­den­do un ciclo di fer­vi­da attiv­ità teatrale. Un prog­et­to che ha coin­volto i quat­tro isti­tu­ti in un colpo solo. E in maniera vig­orosa. Tre anni, ques­ta la dura­ta, in cui i bim­bi han­no impara­to a entrare in sce­na, a pren­dere coscien­za del pro­prio cor­po, ad amare il teatro, a rap­p­re­sentare sul pal­co la loro vita, i loro sen­ti­men­ti, le loro pau­re e le loro aspi­razioni; a creare con le loro mani e con la loro testa;a con­frontar­si con se stes­si e con gli altri. Quat­tro scuole dis­tinte che, però, han­no fat­to per­no attorno a un uni­co rac­con­to che per quest’an­no pren­de­va il tito­lo “II viag­gio nel­la notte blu”. Anal­iz­za­to, sezion­a­to, stu­di­a­to sot­to ogni ango­latu­ra. Ogni per­son­ag­gio con le sue carat­ter­is­tiche e le sue ten­sioni, scru­ta­to fin nel fon­do del­l’an­i­mo. Ogni classe ci ha lavo­ra­to sopra e ha espres­so con la dan­za, con la pit­tura, con dia­pos­i­tive, con rac­con­ti una parte del­la sto­ria, rac­colti, poi, nel­la gior­na­ta del­lo spet­ta­co­lo conclusivo.Le scuole sono diven­tate una fuci­na, una palestra, tut­to gra­zie alla disponi­bil­ità delle inseg­nan­ti ma anche di Pao­la Ruf­fo coor­di­na­trice del­lo staff, com­pos­to da alcu­ni esper­ti, che nel cor­so degli anni sco­las­ti­ci si sono affi­an­cati ai docen­ti per lavo­rare con gli alun­ni. E ciò è sta­to pos­si­bile anche gra­zie all’asses­so­ra­to alla cul­tura di Flavio Pom­per­maier che ha finanzi­a­to l’iniziativa.Tre anni, dunque, ded­i­cati al viag­gio: mito­logi­co, il pri­mo (‘97-‘98’), con l’Odis­sea; fan­tas­ti­co, lo scor­so anno, con “il viag­gio intorno al mon­do in ottan­ta giorni” e nelle pau­re quest’an­no con “II viag­gio nel­la notte blu” che è rius­ci­to a far inda­gare gli allievi sulle loro pau­re, sui loro desideri e sui loro sog­ni accom­pa­g­nati da un lupo ami­co. Col lupo han­no scop­er­to le mer­av­iglie del­la notte. Un mon­do appar­ente­mente tene­broso che nasconde sor­p­rese stu­pende. Attorno a ques­ta sto­ria inscenan­ti ed équipe di esper­ti han­no mes­so in gio­co gli sco­lari attra­ver­so le ombre cine­si, i pupazzi, il teatro cor­poreo e la dan­za, la dan­za delle civette ad esem­pio. Ricerche ed esper­i­men­ti: sui col­ori e le sfu­ma­ture dal­l’al­ba al tra­mon­to. E i bim­bi han­no sem­pre qual­cosa da dire da riv­e­lare. Un doppio spet­ta­co­lo con­clu­si­vo (metà sco­lari spet­ta­tori e metà attori e poi vicev­er­sa), tenu­tosi nei giorni scor­si alla casa del­la Comu­nità di Nago, ha coro­na­to le fatiche di un intero anno sco­las­ti­co e ha pre­sen­ta­to anche ai gen­i­tori il prodot­to di un’in­ten­sa attiv­ità educa­ti­va. Una mostra tenu­ta aper­ta per una deci­na di giorni ha, infine, reso pub­bli­co quan­to fat­to dai bimbi.E tut­ti alla fine, mal­gra­do inevitabili con­trat­tem­pi, sono sta­ti feli­ci dei risul­tati. I bim­bi, i gen­i­tori e gli inseg­nan­ti. “Vol­e­va­mo porre le basi all’in­ter­no del­la scuo­la per­ché bim­bi e inseg­nan­ti si avvic­i­nassero al mon­do del teatro — ha rifer­i­to Pao­la Ruf­fo — e mi pare ci siamo rius­ci­ti. La capac­ità di met­ter­si in sce­na è frut­to di un per­cor­so in cui più che il prodot­to fini­to con­ta il per­cor­si in sé”.Anche le inseg­nan­ti si sono dichiarate sod­dis­fat­te: “I bim­bi han­no potu­to ritrovar­si tra di loro — ha det­to una maes­tra — impara­re cose nuove, nuovi spun­ti e nuovi sti­moli, basti pen­sare al dis­cor­so cor­poreo con la danza”.