L'abbandono scolastico in un intervento del professor Claudio Giovanardi, docente di Didattica della lingua italiana

Scuola, più abbandoni al Sud e nelle isole

03/09/2000 in Curiosità
Di Luca Delpozzo
Dr. DADA & superEva

Sono sta­ti 29.166 gli stu­den­ti che han­no abban­do­na­to le aule nel­l’an­no sco­las­ti­co 1999/2000. Un fenom­e­no defini­to “pre­oc­cu­pante” dal­lo stes­so min­istro del­la Pub­bli­ca istruzione, Tul­lio De Mau­ro. Il tas­so di dis­per­sione sco­las­ti­co più alto si reg­is­tra in Sicil­ia e in Sardeg­na. I gio­vani che evadono l’ob­bli­go sco­las­ti­co o inter­rompono la fre­quen­za, sono — sec­on­do i dati del Min­is­tero — in prevalen­za maschi e vivono nei quartieri poveri ed emar­ginati delle metropoli, del sud Italia (Napoli, Paler­mo, Cata­nia) e, in qualche caso, del Nord-Est e han­no gen­i­tori con un bas­so tito­lo di stu­dio e con pro­fes­sioni dequal­ifi­cate. Così, se nel­la scuo­la del­l’ob­bli­go i “dis­per­si” sono in disce­sa, nel­la scuo­la supe­ri­ore, il fenom­e­no sarebbe tut­t’al­tro che trascur­abile: tra gli isti­tu­ti più investi­ti dal prob­le­ma ci sono quel­li pro­fes­sion­ali. Dal­lo stu­dio su “La dis­per­sione sco­las­ti­ca, una lente sul­la scuo­la” real­iz­za­to dal min­is­tero del­la Pub­bli­ca istruzione emerge che nelle scuole ele­men­tari la media delle inter­ruzioni è del­lo 0,31 per cen­to pari a una cifra indica­ti­va di 20mila bam­bi­ni, nelle medie infe­ri­ori sale all’1,52 per cen­to, nel­la supe­ri­ore al 10 per cen­to come val­ore medio. Fra gli ind­i­rizzi, le per­centu­ali più ele­vate di inter­ruzione apparten­gono agli isti­tu­ti pro­fes­sion­ali dove su 100 stu­den­ti, 12,4 non con­cludono l’an­no di cor­so, seguono l’istruzione artis­ti­ca (11,48), l’istruzione tec­ni­ca (10,75) e, infine, i licei e le magis­trali (8,79).