Full immertion con il prof. Mario Comoglio, della Università Pontificia di Roma

Scuola, già si parla di valutazioni… ma dei “prof”

Di Sergio Bazerla

Deve anco­ra com­in­cia­re la scuo­la, e già si par­la di val­u­tazioni. Due giorni di full immer­sion per oltre cen­toven­ti docen­ti chia­mati a miglio­rare l’ap­prendi­men­to per i loro allievi dell’Istituto com­pren­si­vo “Fal­cone  Borselli­no” di Bar­dolino, e degli omologhi di Gar­da e Capri­no Veronese.

A ten­er­li incol­lati alle sedie  del­la sala con­feren­ze dell’Hotel Grit­ti è sta­to il pro­fes­sore Mario Comoglio, ordi­nario emer­i­to del­la Uni­ver­sità Pon­ti­f­i­cia Sale­siana di Roma, prin­ci­pale pro­mo­tore dell’introduzione del Coop­er­a­tive Learn­ing nel­la scuo­la ital­iana e nel­la prat­i­ca del­la val­u­tazione in classe dell’insegnante.

Per Comoglio è un ritorno a Bar­dolino in quan­to negli anni pas­sati ha relazion­a­to pro­prio gli inseg­nan­ti del Fal­cone-Borselli­no sul­la valen­za del Coop­er­a­tive Learn­ing.

Argo­men­to di questi due giorni così impor­tante — spie­ga la diri­gente del Fal­cone-Borselli­no Emanuela Antoli­ni – è la val­u­tazione per l’apprendimento e for­ma­ti­va, ovvero un meto­do di inseg­na­men­to per miglio­rare l’apprendimento, la moti­vazione ad appren­dere e respon­s­abi­liz­zare gli stu­den­ti nel loro apprendi­men­to. Per noi, per i docen­ti, per gli stu­den­ti è deter­mi­nante l’approccio all’apprendimento e di con­seguen­za per i docen­ti la val­u­tazione dei sin­goli”.

L’argomento è sta­to introdot­to in misura teor­i­ca invi­tan­do a riflet­tere, da parte degli inseg­nan­ti, su pratiche di val­u­tazione in classe che han­no effet­ti neg­a­tivi. Comoglio ha sot­to­lin­eato come certe pratiche comu­ni degli inseg­nan­ti in classe, invece di favorire e miglio­rare la sti­ma di sé, il deside­rio di appren­dere e di pro­gredire, han­no avu­to sui ragazzi effet­ti del tut­to con­trari. Dal­la rif­les­sione si sono appro­fon­dite e ricer­cate soluzioni pratiche con la pre­sen­tazione di tec­niche e pro­ce­dure di appli­cazione, in classe, le quali eviti­no gli effet­ti neg­a­tivi di una prat­i­ca val­u­tazione che allon­tana gli stu­den­ti dal deside­rio di miglio­rare l’apprendimento. I docen­ti han­no appro­fon­di­to, attra­ver­so un lavoro di grup­po, tec­niche applica­tive che han­no “effet­ti pos­i­tivi”: aiu­to rec­i­pro­co, respon­s­abi­liz­zazione, dis­cus­sione, coin­vol­gi­men­to e auto­va­l­u­tazione.

Intorno a questo tema, a queste tec­niche che il pro­fes­sore Comoglio ha ampia­mente espos­to – sog­giunge Emanuela Antoli­ni – noi intrapren­di­amo una stra­da impor­tante per i nos­tri allievi. È mio impeg­no a guidare, sostenere in questo nuo­vo anno sco­las­ti­co tut­ti gli inseg­nan­ti nel­la ricer­ca e nell’applicazione del­la prat­i­ca di questo inno­v­a­ti­vo stru­men­to. Ovvi­a­mente – con­clude la diri­gente –a fine anno sco­las­ti­co fare­mo una seria ver­i­fi­ca sull’applicazione e sug­li effet­ti che dovrebbe sicu­ra­mente apportare sia per i docen­ti che per gli allievi”.