Domani l’arrivo di insegnanti e studenti nell’ambito del progetto Comenius

Scuole a confronto:ospiti dall’Est europeo

07/11/2007 in Attualità
A Salò
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Domani pomerig­gio, giovedì, al liceo Enri­co Fer­mi di Salò arriver­an­no le del­egazioni di cinque isti­tu­ti stranieri, nell’ambito del prog­et­to Come­nius, com­poste da stu­den­ti, pro­fes­sori e diri­gen­ti: i polac­chi del «Gim­nazjum N. 4» di Tarnów e del «Zespol Szkol Pon­adg­im­nazial­nyk» di Kleczew, i tedeschi del­lo «Staatlich­es Gym­na­si­um Am Lin­den­berg» di Ilme­nau, gli unghere­si del «Tanc­sics Mihaly Gim­naz­i­um» di Mór e gli slo­vac­chi del «Gym­naz­i­um Poltar» di Poltar.Il pro­gram­ma è davvero ric­co. Ven­erdì 9 novem­bre si svol­gerà la cer­i­mo­nia uffi­ciale, cui pre­sen­zier­an­no i sin­daci del­la zona e i rap­p­re­sen­tan­ti del ter­ri­to­rio. La gior­na­ta pros­eguirà con attiv­ità didat­tiche. Saba­to 10, in munici­pio, si ter­rà la cer­i­mo­nia di pre­mi­azione del con­cor­so «Il filo di Ari­an­na» a cui han­no parte­ci­pa­to i ragazzi del prog­et­to Come­nius. Pros­e­cuzione con la visi­ta alla cit­tà di Salò. Alle 19.30 cena uffi­ciale al cen­tro sociale «I pini», offer­ta dal comune.[FIRMA]DOPO LA GITA di domeni­ca a Verona, lunedì gior­na­ta di lavoro. I docen­ti si riu­ni­ran­no per scam­biar­si ed illus­trare le espe­rien­ze delle sin­gole scuole, con­frontare i risul­tati, pro­gram­mare l’attività del prossi­mo semes­tre, trac­cia­re le linee del suc­ces­si­vo incon­tro. Per gli stu­den­ti sono pre­viste invece attiv­ità didat­tiche. Nel pomerig­gio una cap­ati­na al fran­toio del­la Coop­er­a­ti­va agri­co­la di San Felice del Bena­co e alle can­tine Turi­na di Moni­ga. Mart­edì 13 novem­bre dopo i salu­ti finali e l’arrivederci, le del­egazioni pren­der­an­no la stra­da del ritorno. Prossi­mo appun­ta­men­to in Ger­ma­nia. Il prog­et­to Come­nius, che dura tre anni, fa parte di Socrates, un pro­gram­ma dell’Ue che mira a favorire la coop­er­azione nel cam­po del­l’istruzione. L’obiettivo prin­ci­pale è di incen­ti­vare la rec­i­p­ro­ca conoscen­za, avvic­i­nar­si alle cul­ture e alle lingue delle altre nazioni, incor­ag­gia­re i con­tat­ti tra allievi di diver­si pae­si e far crescere il con­cet­to di Comu­nità europea.AL PROGETTO che coin­volge il «Fer­mi» parte­ci­pano com­p­lessi­va­mente sei scuole. Ognuna real­iz­za al suo inter­no una serie di inizia­tive, sem­pre in stret­to con­tat­to con i part­ner, e sul­la base di final­ità con­cor­date. Ogni sei mesi cias­cun isti­tu­to, a turno, orga­niz­za un incon­tro del­la dura­ta di cinque-sei giorni, cui parte­ci­pano alun­ni, diri­gen­ti e inseg­nan­ti di tutte le scuole. Sta­vol­ta lo sbar­co sul lago di Gar­da. «Una vol­ta – ricor­da la pro­fes­sores­sa Sil­via Bis­so­lati — gli scam­bi cul­tur­ali con l’estero rap­p­re­sen­ta­vano un’attività inte­gra­ti­va, una sor­ta di option­al. Ora sono diven­tati parte inte­grante del nos­tro prog­et­to educa­ti­vo. Negli ulti­mi anni siamo andati un po’ ovunque: Aus­tria, Dan­i­mar­ca, Fin­lan­dia, Ger­ma­nia, Norve­g­ia, Polo­nia, Roma­nia, Rus­sia, Ser­bia, Slo­vac­chia, Unghe­ria, persi­no Sta­ti Uni­ti e Cina. E abbi­amo ospi­ta­to ragazzi di tante nazioni. La scuo­la potrebbe fun­zionare anche sen­za tali inizia­tive, garan­ten­do dig­ni­tosa­mente i servizi e i com­pi­ti che le sono attribuiti. Sarebbe però senz’anima, chiusa in se stes­sa, inca­pace di guardare oltre l’orizzonte locale».

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