Si è conclusa nei giorni scorsi la prima esperienza scolastica realizzata dal Gruppo di sostegno socio scolastico per stranieri a favore di un gruppo di giovani extracomunitari residenti a Padenghe.

Scuole per immigrati

Di Luca Delpozzo
Luigi Del Pozzo

Si è con­clusa nei giorni scor­si la pri­ma espe­rien­za sco­las­ti­ca real­iz­za­ta dal Grup­po di sosteg­no socio sco­las­ti­co per stranieri a favore di un grup­po di gio­vani extra­co­mu­ni­tari res­i­den­ti a Padenghe. Una inizia­ti­va volu­ta dall’Amministrazione comu­nale con la col­lab­o­razione del­la pre­side e dei docen­ti del­la Scuo­la Media per fornire un vali­do aiu­to a questi ragazzi nati all’estero. La Giun­ta gui­da­ta da Gian­car­lo Alle­gri, ha deciso di pren­dere a cuore il prob­le­ma per con­sen­tire a questi ragazzi un inser­i­men­to sco­las­ti­co profi­c­uo. Dif­fi­cile in effet­ti inserire un ragaz­zo straniero di 10 anni in una quin­ta ele­mentare sen­za che questi non abbia una sep­pur min­i­ma infar­i­natu­ra del­la nos­tra lin­gua; ecco quin­di che il con­sigliere con del­e­ga ai Servizi Albi­no Zuliani, ha volu­to venire incon­tro a queste per­sone nel ten­ta­ti­vo di alle­viare la dif­fi­cile fase di inser­i­men­to anche nel mon­do sco­las­ti­co. Cinque i ragazzi che han­no fre­quen­ta­to ques­ta specie di «doposcuo­la». D. H. B. 14enne prove­niente da Burk­i­na Faso (Africa) in Italia da cir­ca 1 anno fre­quen­ta la 1a media ed ha inizia­to il cor­so di sosteg­no il pri­mo dicem­bre 1999, entram­bi i gen­i­tori sono stranieri; E. R. 12 anni prove­niente dal Maroc­co ed è in Italia da 10 anni, entram­bi i gen­i­tori sono stranieri; B. 13 anni proviene dal­la Thai­lan­dia, con mam­ma tai­lan­dese e papà ital­iano, è in Italia da 8 anni; M. E. e S. due fratel­li di 12 e 11 anni prove­ni­en­ti dal Koso­vo con gen­i­tori entram­bi koso­vari, sono in Italia da 6 mesi; H. A., 13 anni prove­niente dal­la Cal­i­for­nia, in Italia da 6 mesi con madre ital­iana e padre amer­i­cano; C. R. 6 anni prove­niente dal­la Colom­bia con entram­bi i gen­i­tori stranieri. «Ogni ragaz­zo fre­quen­tante il cor­so — spie­ga l’insegnante di sosteg­no Ele­na Di Benedet­to — è sta­to esam­i­na­to sin­go­lar­mente in modo da pot­er indi­vid­uare il gra­do di com­pren­sione del­la lin­gua oltre che per evi­den­ziare even­tu­ali lacune nel pro­fi­lo gen­erale sco­las­ti­co dato che il cor­so oltre che il sup­por­to inten­de­va, ed intende, fornire un vero e pro­prio aiu­to nell’apprendimento delle materie da stu­di­are». In sostan­za un cor­so cuci­to su misura per ogni stu­dente vis­to che diver­so era sia per il liv­el­lo di conoscen­za del­la lin­gua ital­iana che il rap­por­to con lo stu­dio e la stes­sa classe di fre­quen­za. «L’unico obi­et­ti­vo uguale per tut­ti era quel­lo di ottenere l’inserimento di questi ragazzi nel­la soci­età ital­iana attra­ver­so lap­prendi­men­to del­la lin­gua e del­la cul­tura gen­erale». Ne seguiran­no altri a par­tire dal prossi­mo autun­no, È da seg­nalare il fat­to che — con grande sod­dis­fazione dell’insegnante — che nel pri­mo anno di sosteg­no, in poco più di sei mesi di lavoro, un alun­no ha potu­to arric­chire il pro­prio vocabo­lario per­son­ale di ben cinque­cen­to parole. E non è poco se si con­sid­era che il lessi­co quo­tid­i­ano medio è for­ma­to di cir­ca mille parole.