I proprietari dell’unica via d’accesso alla pieve dei Santi Fermo e Rustico negano al Comune il diritto di passaggio. È la minaccia dei confinanti, in lite per l’uso della strada

Se vai in chiesa chiamo la polizia

23/07/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Enrico Giardini

Non c’è pace alla chiesa dei San­ti. La stra­da che por­ta alla pieve del XII sec­o­lo inti­to­la­ta ai san­ti Fer­mo e Rus­ti­co, restau­ra­ta negli ulti­mi 10 anni e inau­gu­ra­ta il 28 aprile scor­so, non è anco­ra per­cor­ri­bile. I pro­pri­etari di due trat­ti di stra­da vic­i­nale che cor­rono dietro e a fian­co alla chiesa e all’annesso romi­to­rio (in cor­so di restau­ro) — uni­co pos­si­bile col­lega­men­to con la stra­da provin­ciale Lazise Cavaion — pre­tendono dal Comune, che possiede il fon­do su cui insiste la chiesa, che non passi­no di lì per­sone non autor­iz­zate. E così si bloc­cano i restau­ri al romi­to­rio. I pro­pri­etari del­la stra­da — uno ne possiede una fet­ta larga un metro e mez­zo, vici­no a un fon­do, l’altro i restanti tre metri e mez­zo — han­no invi­a­to il 16 luglio una let­tera al legale del Comune tramite il loro legale, lamen­tan­do che dipen­den­ti di imp­rese, incar­i­cate dall’amministrazione, con camion e altri mezzi accedano e sosti­no sul loro ter­reno, provo­can­do «notev­ole dis­tur­bo ai sog­gior­nan­ti nelle case con rumori, immis­sione di gas di scari­co dei motori e soll­e­va­men­to di polveri». Lamen­tano anche «l’intrusione di per­sone non autor­iz­zate». Fan­no pre­sente che in man­can­za di provved­i­men­ti, chieder­an­no «l’intervento dell’autorità giudiziaria, anche in sede penale». In questo modo i pro­pri­etari inten­dono impugnare la sen­ten­za del tri­bunale di Verona con cui era sta­ta accol­ta la doman­da di cos­ti­tuzione di una servitù di pas­sag­gio pedonale e car­raio per accedere alla chiesa. Il tri­bunale ave­va fis­sato in 22 mil­ioni di vec­chie lire l’indennità da cor­rispon­dere ai pro­pri­etari. La vicen­da si trasci­na da anni. Già nel 1998 il Comune ave­va stip­u­la­to una con­ven­zione, del­la dura­ta di 15 mesi, con i pro­pri­etari, per con­sen­tire il pas­sag­gio dei mezzi mec­ca­ni­ci dell’impresa De Car­li che svol­ge­va i restau­ri e oggi ha dovu­to inter­rompere i lavori al romi­to­rio. I restau­ri dell’intero com­p­lesso sono sta­ti avviati e gesti­ti a par­tire dal 1992 dall’associazione cul­tur­ale Francesco Fontana, di Lazise, che ha rac­colto don­azioni da pri­vati per oltre 150mila euro e impeg­na­to forze volon­tarie per portare a ter­mine il prog­et­to. Oggi la chiesa è anche luo­go di rac­col­ta delle opere e degli scrit­ti che par­lano di Lazise e con­ser­vano la sto­ria del­la cit­tà. Scadu­ta la con­ven­zione, l’amministrazione ha chiesto di poter­la rin­no­vare, rite­nen­do che l’accesso a un luo­go di pro­pri­età pub­bli­ca, pre­sente fin dall’antichità, deb­ba essere con­sen­ti­to. I pro­pri­etari dei fon­di con­fi­nan­ti attra­ver­sa­ti dal­la stra­da vic­i­nale col­le­ga­ta con la provin­ciale, inter­pel­lati dal Comune, non han­no volu­to cos­ti­tuire una servitù di pas­sag­gio in favore dei fon­di di pro­pri­età comu­nale, per con­sen­tire appun­to il pas­sag­gio pedonale e car­raio. Il Comune ha quin­di cita­to in giudizio i pro­pri­etari e, con la sen­ten­za del 2 aprile scor­so, con cui è sta­ta accol­ta la doman­da per cos­ti­tuire la servitù di pas­sag­gio pedonale e car­raio per accedere alla chiesa, con l’indennità di 11mila euro da ver­sare ai pro­pri­etari, pare­va che il caso fos­se chiu­so. Ma così non è. «Sec­on­do il legale dei due pro­pri­etari», dice Ser­gio Mar­coni, dell’associazione Francesco Fontana che dal 1994 ha dal Comune una con­ces­sione ven­ten­nale per il recu­pero del­la chiesa, «la sen­ten­za non è esec­u­ti­va, ma soltan­to dichiar­a­ti­va, anche se l’amministrazione comu­nale l’ha già reg­is­tra­ta e entr­erà in vig­ore ai pri­mi di set­tem­bre. Ora i pro­pri­etari inten­dono impugnare quel­la sen­ten­za. Una cosa è cer­ta, comunque: la pieve dei San­ti Fer­mo e Rus­ti­co è una chiesa, non un’ex chiesa come viene obi­et­ta­to, ed è sem­pre sta­ta pro­pri­età del Comune. Il fat­to è che dal 1970, da quan­do sono state costru­ite le abitazioni del vil­lag­gio dei San­ti, vici­no alla chiesa, non è mai sta­to spec­i­fi­ca­to il dirit­to di pas­so ver­so la chieset­ta, come per le case del vil­lag­gio. Non mi pare che ci sia dub­bio, comunque, che la chiesa è preesistente al vil­lag­gio e quin­di il dirit­to di acced­ervi dal­la stra­da è più che legittimo».