Animata discussione tra il locale Gruppo e gli amministratori comunali e comunitari. Il sindaco Festa: «Abbiamo fatto due proposte, scartate senza motivo»

Sede dell’antincendio: non c’è accordo

30/01/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Incon­tro ani­ma­to l’altra sera tra gli uomi­ni del Grup­po anti­ncen­dio di Gargnano, il sin­da­co del Comune garde­sano Mar­cel­lo Fes­ta, e due asses­sori del­la Comu­nità Mon­tana Par­co, Alessan­dro Andreat­ta e Ser­gio Fava. Era­no pre­sen­ti anche un fun­zionario del­la Comu­nità Par­co, Ser­gio Castelli­ni, e il capogrup­po anti­ncen­dio di Limone, Giampao­lo Girar­di. Due gli argo­men­ti sul tavo­lo del­la dis­cus­sione, aper­ta dal capogrup­po locale, Gabriele Pasi­ni: la nuo­va situ­azione riferi­ta ai com­pen­si per i volon­tari dei grup­pi anti­ncen­dio e il prob­le­ma del­la sede per i volon­tari di Gargnano. Il grup­po rac­coglie 25–30 per­sone (sui 250 volon­tari com­p­lessivi che oper­a­no nel­la zona dell’Alto Gar­da) e dispone di un fuoristra­da, un mod­u­lo per 5 quin­tali di acqua, 8 sof­fi­a­tori oltre all’attrezzatura spic­ci­o­la. Da anni, questo mate­ri­ale è cus­todi­to in locali di pro­pri­età dell’oratorio di Navaz­zo, in una stan­za attigua alla sede del cam­po di cal­cio. Capi­to­lo com­pen­si. Castelli­ni ha chiar­i­to la nor­ma­ti­va: fino allo scor­so anno la Regione riconosce­va a cias­cun volon­tario una deci­na di euro all’ora, quan­do era impeg­na­to nel­lo speg­n­i­men­to delle fiamme. Cifra che veni­va comunque paga­ta in ritar­do, sogget­ta a ritenu­ta d’acconto e da dichiarare sul 730. Di recente, però, la Regione ha dovu­to adeguar­si a una legge nazionale del 1991, sec­on­do la quale il volon­tario deve prestare gra­tuita­mente la sua opera, men­tre un rim­bor­so spese for­fet­tario (cir­ca la metà rispet­to al prece­dente) ver­rà riconosci­u­to al grup­po di apparte­nen­za. Per il 2003 non dovreb­bero esser­ci prob­le­mi per quan­to riguar­da l’assicurazione, vis­to che la «posizione» Inail resterà aper­ta. Fin qui tut­to è fila­to via lis­cio. La dis­cus­sione si è ani­ma­ta quan­do si è inizia­to a par­lare del­la sede: in prat­i­ca lo sta­bile nel quale cus­todire l’at­trez­zatu­ra. «Un anno e mez­zo fa, il Comune ave­va avan­za­to due pro­poste — ha spie­ga­to il sin­da­co — le fontane dimesse di Liano un nuo­vo sta­bile in prossim­ità dei capan­noni arti­gianali di Navaz­zo». L’ipotesi delle fontane non è sta­ta accol­ta dal­la Comu­nità mon­tana, che ver­rebbe coin­vol­ta nel­la spe­sa e che per le fontane dell’Alto Gar­da ha allo stu­dio ‑ha rifer­i­to Ser­gio Fava- un piano di recu­pero. Nuo­va pro­pos­ta: l’edificio dell’ex lat­te­ria turn­ar­ia, di cui da poco tem­po è pro­pri­etario il Caseifi­cio Alpe del Gar­da di Tremo­sine, che lo met­terebbe a dis­po­sizione. Ipote­si scar­ta­ta tra le polemiche, con Mar­cel­lo Fes­ta che pas­sa dal fioret­to alla scia­bo­la: «È una pre­sa per il naso: abbi­amo avan­za­to pro­poste da oltre un anno e le vedi­amo scar­tate sen­za saperne nul­la. In Comu­nità Mon­tana conoscono in quali con­dizioni ver­sano le fontane di Liano? Per quan­to tem­po dob­bi­amo restare ospi­ti dell’oratorio? Che cosa prog­et­ta l’ufficio tec­ni­co del­la Comu­nità Mon­tana? Chiedi­amo anche che la Comu­nità inter­ven­ga nel­la spe­sa di fronte a un prog­et­to per­ché noi fac­ciamo fat­i­ca a fare tornare i con­ti del nos­tro bilan­cio». Fava, che rico­pre la car­i­ca sia di con­sigliere comu­nale a Gargnano che di asses­sore in Comu­nità Par­co, sul­la ques­tione ha prefer­i­to per­cor­rere la stra­da del­la medi­azione: «Ci impeg­ni­amo a vision­are le fontane di Liano. Nel frat­tem­po, il Comune ela­bori un prog­et­to e quan­ti­fichi la spe­sa, poi noi parteciper­e­mo alla real­iz­zazione del­la strut­tura. I ter­mi­ni eco­nomi­ci li vedremo. Sicu­ra­mente il nos­tro intendi­men­to è di non pren­dere nes­suno per il naso. Nel­la maniera più asso­lu­ta». La deci­sione, quin­di, è sta­ta rin­vi­a­ta, con l’impegno di ritrovar­si in aprile.