In vista della prossima sagra di Sant’Eurosia E’ una stesura degli anni ’40 opera di una compagnia poi sciolta

Sedena: tutti alla ricerca della ballata scomparsa

21/08/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Lonato

Negli anni ’40, a Sede­na di Lona­to venne fon­da­ta una com­pag­nia teatrale for­ma­ta preva­len­te­mente da abi­tan­ti del pos­to che, spin­ti dall’entusiasmo per alcu­ni per­son­ag­gi, nelle lunghe sere d’inverno si davano appun­ta­men­to in via Reparè, in una casci­na abi­ta­ta da Gio­van­ni Fac­chet­ti, conosci­u­to dai più col sopran­nome di «Simù», per impara­re e recitare un bal­la­ta dal tito­lo «El bal dei mori». Ora il Grup­po sporti­vo Sede­na 93, che sta lavo­ran­do come ogni anno per orga­niz­zare la sagra di Sant’Eurosia, lan­cia un appel­lo per­chè ques­ta pag­i­na del­la sto­ria del­la frazione non vada per­sa. Come? Cer­can­do doc­u­men­ti scrit­ti o spar­ti­ti musi­cali riguardan­ti questo bal­lo, che mag­a­ri qual­cuno con­ser­va anco­ra sen­za saper­lo in sof­fit­ta. Il Grup­po sporti­vo, che fes­teggia i nove anni di attiv­ità, vor­rebbe rius­cire a ripro­porre il testo sec­on­do l’antica stesura: sarebbe una bel­la sor­pre­sa se, pro­prio in occa­sione del­la fes­ta di Sant’Eurosia, in pro­gram­ma da ven­erdì a domeni­ca, la ricer­ca potesse andare a buon fine. A met­tere in pie­di la com­pag­nia teatrale di Sede­na, negli anni del­la Sec­on­da guer­ra mon­di­ale, fu pro­prio Gio­van­ni Fac­chet­ti, reduce dal­la guer­ra d’Africa. La com­pag­nia con­ta­va ven­ti ele­men­ti, un suona­tore per le prove e due per gli spet­ta­coli uffi­ciali. Lo stru­men­to usato era la fis­ar­mon­i­ca, gli accom­pa­g­na­men­ti venigano ese­gui­ti dai bal­leri­ni che bat­te­vano le nac­chere legate alle ginoc­chia. Tut­ti era­no vesti­ti con cos­tu­mi, e in buona parte dei casi gli inter­preti ave­vano la fac­cia truc­ca­ta di nero, per­chè pro­pri di mori si parla­va. Il suona­tore per le prove era Ange­lo Berti­ni, sopran­nom­i­na­to el bis­tecc, sede­nese doc, di pro­fes­sione con­tadi­no, bar­bi­ere e suona­tore. Era famoso anche il suo asi­no. Le musiche uffi­ciali, invece, veni­vano suonate dai fratel­li Ange­lo e Pao­lo Paghera, det­ti anche i «Nobei». «La pri­ma andò in sce­na — spie­ga in una nota stor­i­ca Oli­vo Fer­rari­ni — nell’anno 1942 nel teatro Astra di Lona­to. Fu un grande suc­ces­so con il tut­to esauri­to, e l’incasso in benef­i­cen­za per le forze armate. Erava­mo in piena guer­ra, e purtrop­po, per vari motivi legati all’evento bel­li­co la com­pag­nia dovette sospendere gli spet­ta­coli. Si ricom­pose nell’immediato dopoguer­ra…». Nel 2002, quan­do ben poche era­no le sper­anze di trovare qualche tes­ti­mo­ni­an­za scrit­ta, è sta­ta invece scop­er­ta in Giuseppe Berti­ni la memo­ria stor­i­ca di quell’evento, di quel­la bal­la­ta dei mori. E con ques­ta trac­cia si apre la nuo­va ricerca.