Smontaggio finito nonostante il ghiaccio, entro fine giugno sarà tutto nuovo e pronto

Seggiovia, lavori da record

Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

L’avvocato Mar­co Bis­ag­no, pres­i­dente del­la soci­età Pra­da Costa­bel­la Srl, con soci al 50 per cen­to i Comu­ni di San Zeno di Mon­tagna e Bren­zone, è sod­dis­fat­to dei lavori ese­gui­ti per il ripristi­no degli impianti di risali­ta. «Oggi sono vera­mente felice per­ché si è con­clusa la pri­ma fase dell’opera. È ter­mi­na­to lo smon­tag­gio del­la seg­giovia e cab­i­novia», spie­ga Bis­ag­no. E pros­egue: «Abbi­amo lavo­ra­to a tem­po pieno e in armo­nia con il con­siglio d’amministrazione, è qua­si un mira­co­lo quel­lo che abbi­amo ottenu­to. Le for­ti nevi­cate ci han­no mes­so a dura pro­va; la Cesi, dit­ta che ha ese­gui­to lo smon­tag­gio e che dovrà real­iz­zare anche il rimon­tag­gio degli impianti, ci ave­va chiesto una sospen­sione dei lavori a causa delle dif­fi­coltà dovute agli agen­ti atmos­feri­ci, ma noi non abbi­amo mol­la­to, abbi­amo cer­ca­to una soluzione e trova­to un mez­zo ter­restre spe­ciale che ci ha per­me­s­so di andare avan­ti con l’opera per essere pron­ti entro il 30 giug­no. In questo modo siamo addirit­tura in anticipo sui tem­pi tec­ni­ci». L’ultimo appal­to, quel­lo per la revi­sione dell’impianto, il più impor­tante, è sta­to asseg­na­to il 15 dicem­bre alla Graf­fer Seg­giovie srl di Tren­to, la stes­sa dit­ta che 40 anni fa ha real­iz­za­to la seg­giovia e cab­i­novia. «Da quel­la data», riprende Bis­ag­no, «ave­va­mo cinque mesi di tem­po per ulti­mare i lavori e oggi siamo asso­lu­ta­mente nei tem­pi pre­visti». Bis­ag­no sot­to­lin­ea anche la sod­dis­fazione per la delib­er­azione del­la giun­ta regionale di fine anno, con la quale è sta­to dato il via lib­era al finanzi­a­men­to di un mil­ione di euro, con il riconosci­men­to del­la pro­pri­età alla soci­età Pra­da Costa­bel­la Srl. «Questo riconosci­men­to», com­men­ta il pres­i­dente, «è molto impor­tante per­ché sem­pli­fi­ca enorme­mente l’erogazione del finanzi­a­men­to. Insom­ma, siamo davvero sod­dis­fat­ti per come sono andate le cose, abbi­amo sca­la­to una mon­tagna». L’ingegner Gio­van­ni Caset, diret­tore ai lavori per l’opera di ristrut­turazione degli impianti, descrive quan­to fat­to: «Sono state smon­tate le due stazioni motri­ci, le funi, le sedie e le cab­i­nette dei due impianti». Gli impianti infat­ti sono due per­ché, come spie­ga Caset, «un pri­mo tron­co che parte da quo­ta 1000 metri e arri­va a 1500 è com­pos­to dal­la cab­i­novia. Un sec­on­do tron­co, che pros­egue da quo­ta 1500 e arri­va a 1800, è com­pos­to dal­la seg­giovia. Le due par­ti, col­le­gate da una lin­ea, deter­mi­nano l’intero impianto, che sale per tre chilometri. Le stazioni motri­ci, sit­u­ate all’arrivo, ospi­tano le apparec­chia­ture di azion­a­men­to e coman­do e sono com­poste da un motore elet­tri­co e da un motore ausil­iario ter­mi­co ali­men­ta­to a diesel. Il motore è col­le­ga­to a un argano (un ridut­tore di veloc­ità) che trasmette il moto all’impianto tramite una puleg­gia motrice (una grossa ruo­ta). Tutte queste par­ti sono state smon­tate e por­tate alla dit­ta Graf­fer, la quale entro due mesi dovrà ricon­seg­nare le par­ti revi­sion­ate. Il rimon­tag­gio è pre­vis­to in un mese di lavoro». Pros­egue Caset: «Sono state smon­tate le stazioni di rin­vio e ten­sione a valle, le puleg­gie di rin­vio che ser­vono a far scor­rere le funi di acciaio, avvolte ad anel­lo su queste gran­di ruote. Sono sta­ti smon­tati anche il con­trappe­so e il car­rel­lo ten­di­tore. Tutte e due le funi saran­no sos­ti­tu­ite con funi nuove, come pure le cab­i­nette ed i seg­gi­oli­ni. Infine, per sostenere le funi ci sono piloni infis­si nel ter­reno, all’estremità dei piloni, all’altezza di 7–8 metri, ci sono le rul­liere che sosten­gono le funi. Alcune rul­liere ver­ran­no sos­ti­tu­ite». Un lavoro di fioret­to, su un ter­reno irrag­giun­gi­bile per la pen­den­za e il ghi­ac­cio. «Infat­ti», pros­egue Caset, «il mira­co­lo è sta­to fat­to gra­zie a un mez­zo ter­restre spe­ciale, a trazione inte­grale, con otto ruote motri­ci tutte cate­nate e con pun­zoni. Sen­za questo mez­zo non sarem­mo rius­ci­ti a trasportare a valle par­ti dell’impianto, dal peso di 25 quin­tali». La prossi­ma fase vedrà il rimon­tag­gio di tutte le par­ti delle stazioni e delle funi por­tan­ti e traen­ti. Nel frat­tem­po la dit­ta Eei di Vicen­za sta pro­ducen­do le opere elet­triche a servizio degli impianti di risalita.