Mucca pazza, stop agli allarmismi: ora il trend dei consumi è in ripresa. Mantelli: «Certificare la nostra produzione è la sola risposta da dare ai detrattori»

Segnali incoraggianti dal convegno sul morbo della Bse

18/03/2001 in Manifestazioni
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Negli ulti­mi sette giorni le ven­dite di carne nel­la nos­tra provin­cia sono disc­re­ta­mente salite. Il trend di cresci­ta dei con­su­mi sta quin­di ripren­den­do, sep­pur tim­i­da­mente. Lo sostiene Giampao­lo Man­tel­li, asses­sore provin­ciale all’a­gri­coltura, inter­venu­to ieri pomerig­gio ad un dibat­ti­to sul mor­bo del­la «muc­ca paz­za» e sul con­fron­to fra la realtà sci­en­tifi­co-san­i­taria e quel­la del­l’in­for­mazione a Poz­zolen­go, nel­l’àm­bito delle man­i­fes­tazioni orga­niz­zate per la Fiera di dal­l’Am­min­is­trazione comu­nale. Tut­ti d’ac­cor­do, comunque, su una con­sid­er­azione: «muc­ca paz­za» non può con­tin­uare a rap­p­re­sentare una minac­cia, un incubo per i con­suma­tori e per gli stes­si all­e­va­tori e pro­dut­tori. Fra il mon­do sci­en­tifi­co e quel­lo politi­co non sem­bra esser­ci più un abis­so. Al mas­si­mo, un pic­co­lo fos­sato. Da Poz­zolen­go ieri sera è giun­ta un’al­tra spal­la­ta all’in­cred­i­bile caso del­l’ence­falopa­tia spongi­forme bov­ina, che ha get­ta­to nel caos il mon­do dei con­suma­tori e nel­la dis­per­azione la nos­tra pro­duzione di carne. Pri­ma Loris Alb­o­rali, diret­tore del­l’is­ti­tu­to Zoopro­fi­lat­ti­co di Bres­cia, poi Man­tel­li, quin­di il diret­tore di «Bres­ciaog­gi» Mau­r­izio Cat­ta­neo e, infine, Francesco Fer­rari, pres­i­dente del­la Com­mis­sione Agri­coltura del­la Cam­era, han­no saputo offrire un quadro ras­si­cu­rante sul­la qual­ità del­la nos­tra carne e sul mes­sag­gio che i media sono ora chia­mati a lan­cia­re. Alb­o­rali, in par­ti­co­lare, ha pre­cisato che nel­la nos­tra provin­cia ci sono almeno 500 mila bovi­ni: 200 mila da carne, i restanti da lat­te. Le ven­dite in pochi mesi sono calate del 70 per cen­to, mal­gra­do «quel che si con­suma sul­la nos­tra tavola sia carne asso­lu­ta­mente non a ris­chio». Infat­ti, i bovi­ni di oltre 30 mesi ven­gono tes­ta­ti ed adibiti al con­sumo solo se l’e­si­to dei test è neg­a­ti­vo. Dei vitel­li si sa. Altro tabù da sfatare, la peri­colosità del midol­lo osseo. Spes­so si è con­fusa ques­ta parte di carne con il midol­lo spinale, quel­lo sì a ris­chio. Come le par­ti interne. Per Mau­r­izio Cat­ta­neo, la vicen­da muc­ca paz­za è sta­ta ulte­ri­or­mente com­pli­ca­ta dal­la vic­i­na sca­den­za elet­torale: trop­po spes­so invece di fare infor­mazione le dichiarazioni assumen­vano carat­tere pro­pa­gan­dis­ti­co. Errori, però, commes­si anche dai media, che han­no trop­po spes­so cav­al­ca­to voci non con­fer­mate. Una dife­sa appas­sion­a­ta del­la nos­tra ed un duro attac­co al com­por­ta­men­to del Gov­er­no nel­la vicen­da «Muc­ca paz­za» da Giampao­lo Man­tel­li, che ha annun­ci­a­to l’im­mi­nente aper­tu­ra di un cen­tro di incener­i­men­to degli ani­mali alla fine del loro ciclo. «Cer­ti­fi­care le nos­tre fil­iere di pro­duzione — ha con­clu­so l’asses­sore provin­ciale — è la sola rispos­ta da dare al con­suma­tore e ai detrat­tori». Francesco Fer­rari ha infine dife­so l’op­er­a­to del Gov­er­no «per aver saputo trovare una lin­ea d’e­qui­lib­rio tra salute umana e sal­va­guardia del­la pro­duzione bov­ina». Al con­veg­no era­no pre­sen­ti tra gli altri il sin­da­co di Poz­zolen­go Belli­ni, l’asses­sore Saet­ti, il sin­da­co di Pon­ti sul Min­cio Rebuschi e il pres­i­dente della

Parole chiave: -