Voto della Giunta regionale destinato a influenzare la trasformazione dell’area tra il Garda e la montagna

Sei «città» nel futuro del lago

Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo

La giun­ta regionale ha adot­ta­to, nel­la sedu­ta di ieri, il doc­u­men­to pre­lim­inare del «Piano di area del Gar­da ». Un atto che avvia for­mal­mente il per­cor­so di piani­fi­cazione del ter­ri­to­rio garde­sano e che con­sen­tierà agli enti inter­es­sati di pro­gram­mare azioni con­cer­tate e condivise.Progetto este­so: al dis­eg­no pro­gram­ma­to­rio sono infat­ti inter­es­sati la Provin­cia scalig­era, la Comu­nità mon­tana del Bal­do e i Comu­ni di Affi, Bar­dolino, Brenti­no Bel­luno, Bren­zone, Capri­no Veronese, Castel­n­uo­vo del Gar­da, Cavaion Veronese, Coster­mano, Fer­rara di Monte Bal­do, Gar­da, Lazise, Mal­ce­sine, Pas­tren­go, Peschiera, Riv­o­li Veronese, San Zeno di Mon­tagna, Tor­ri del Bena­co oltre a Valeg­gio sul Mincio.Gli obi­et­tivi che il piano, nelle inten­zioni almeno, inten­derebbe rag­giun­gere sono di favorire strate­gie ed inter­ven­ti per spe­cial­iz­zare l’offerta tur­is­ti­ca, cul­tur­ale e ambi­en­tale del­la «Cit­tà lin­eare del Gar­da-Bal­do», aumen­tan­done la com­pet­i­tiv­ità, la capac­ità strate­gi­ca e orga­niz­za­ti­va dei ter­ri­tori, nel rispet­to del­la sto­ria e delle tradizioni locali e incen­ti­vare un tur­is­mo «del­la natu­ra», oltreché cul­tur­ale, in gra­do di desta­gion­al­iz­zare gli afflussi.«Sono par­ti­co­lar­mente con­tento per il con­cretiz­zarsi di questo piano», ha sot­to­lin­eato l’assessore all’urbanistica e politiche del ter­ri­to­rio, Ren­zo Mran­gon, «per­ché da oggi sarà pos­si­bile avviare un per­cor­so di riqual­i­fi­cazione eco­nom­i­ca e cul­tur­ale di un’area che rap­p­re­sen­ta una stra­or­di­nar­ia risor­sa non solo per il Vene­to, ma per tut­to il paese». «Il Piano», pros­egue, «si pre­sen­ta assai arti­co­la­to e cos­ti­tu­isce un pat­ri­mo­nio di infor­mazioni e pro­poste che può essere recepi­to in vario modo dagli stru­men­ti urban­is­ti­ci comu­nali. Cer­ta­mente», ha pre­cisato, «lo stru­men­to crea un “sis­tema” tra risorse e oppor­tu­nità che, se adeguata­mente pro­mosse attra­ver­so inizia­tive di pro­mozione ter­ri­to­ri­ale o esem­pi di buona pras­si, con­tengono le indi­cazioni strate­giche per uno svilup­po sosteni­bile dell’area».Il con­cet­to ispi­ra­tore del­la deci­sione mat­u­ra­ta nel­la giun­ta vene­ta appare sem­plice, quan­to, comunque, non facile da real­iz­zare. «L’area del Gar­da», ha con­clu­so Marangon, «è una realtà che va preser­va­ta e poten­zi­a­ta in un con­testo di visione com­p­lessi­va del ter­ri­to­rio e il Piano con­sen­tirà alla Provin­cia di Verona e alla di dialog­a­re con la Provin­cia di Bres­cia e le Regioni Lom­bar­dia e Trenti­no Alto Adi­ge per con­certare politiche comu­ni di gestione».Il Piano, inoltre, indi­vid­ua in par­ti­co­lare le spe­cial­iz­zazioni urbane, ovvero dei pos­si­bili sce­nari di svilup­po per le cit­tà dell’area, ipote­si che gli ammin­is­tra­tori potran­no decidere di svilup­pare in vario modo. Così Affi è vista come «cit­tà degli affari», da rior­ga­niz­zare met­ten­do in relazione il cen­tro affari e l’area com­mer­ciale-direzionale; Bren­zone è indi­ca­ta come la «cit­tà dei pro­fu­mi e dei suoni», per­ché asso­cia la val­oriz­zazione dei per­cor­si lun­go lago al recu­pero e alla riscop­er­ta degli spazi ret­rostan­ti carat­ter­iz­za­ti dal­la pre­sen­za di ele­men­ti del pae­sag­gio storico.Caprino è indi­ca­ta come la «cit­tà dei sog­ni» per la pre­sen­za di numerose ville e parchi roman­ti­ci; Mal­ce­sine è indi­ca­ta come la «cit­tà slow» da spe­cial­iz­zare per un tur­is­mo a diret­to con­tat­to con la natu­ra; Peschiera è sta­ta indi­ca­ta come la «cit­tà del­la cul­tura e delle relazioni» per la sua impor­tante posizione al cen­tro degli scam­bi tra l’area veronese, bres­ciana e man­to­vana; Riv­o­li è indi­ca­ta, per il con­testo in cui si tro­va e per le con­no­tazioni di val­ore stori­co asso­ciate in par­ti­co­lare alla pre­sen­za del Forte Wohlge­muth e dei campi di battaglia napoleoni­ci, come la «cit­tà del­la conoscen­za storico-ambientale».Prada invece sarebbe «por­ta di mez­zo» tra il lago e la mon­tagna, pun­to di acces­so priv­i­le­gia­to per le escur­sion­is­mo di mon­tagna e la vis­i­tazione del cir­cuito delle mal­ghe; la con­tra­da di Pradonego e le con­trade di Fer­rara Monte Bal­do, infine, rap­p­re­sen­tano dei siti di val­ore stori­co da recu­per­are per real­iz­zare dei cir­cuiti di eccel­len­za final­iz­za­ti a val­oriz­zare l’ambiente geo­logi­co e botan­i­co del Bal­do e sal­va­guardare un pat­ri­mo­nio architet­ton­i­co e di tradizioni.

Parole chiave: -