Il futuro nosocomio dovrebbe sostituire quelli di Salò e di Fasano

Sei le specializzazioni previste e molti spazi alla riabilitazione

13/07/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Roè Vol­ciano — Sarà un ospedale sul mod­el­lo di quel­lo delin­eato a suo tem­po dall’ex min­istro del­la San­ità Verone­si. Vale a dire dis­tribuito su pochi piani, attor­ni­a­to da parcheg­gi e aiole, a misura d’uomo. All’interno molti servizi extra san­i­tari: bar, ris­torante, bib­liote­ca e sala let­tura. Anche se la com­mis­sione incar­i­ca­ta deve anco­ra vedere il prog­et­to pre­sen­ta­to dal­la «Bovis Lend Lease» e dal­la «Elyo Italia», rap­p­re­sen­tate rispet­ti­va­mente da Stephen Hock­a­day e Domeni­co Catanese, il nuo­vo ospedale di Roè Vol­ciano inizia ad avere un volto pre­ciso. Tre gli stu­di di prog­et­tazione coin­volti nell’operazione: stu­dio tec­ni­co Fer­rari, Lom­bar­dia inte­gra­ta e Nightin­gale, del quale fan­no parte Rober­to Fer­rari, Mike Nightin­gale, Vir­ginio Bro­ca­joli, Claire Sten­ton, Mar­co Balestri e Fil­ip­po Berni­ni; tut­ti ingeg­neri e architet­ti con alle spalle numerose real­iz­zazioni. Il grup­po Bovis Lend Lease-Elyo, che ha pre­sen­ta­to il prog­et­to all’Azienda ospedaliera di Desen­zano, si sta occu­pan­do per esem­pio di inter­ven­ti per l’ospedale di Bres­cia e su altri noso­co­mi di altre impor­tan­ti cit­tà ital­iane e straniere. Ma tor­ni­amo al nuo­vo polo di Roè, che dovrebbe avere una dotazione di cir­ca 120–130 posti let­to con una con­no­tazione preva­len­te­mente riabil­i­ta­ti­va. L’Azienda garde­sana ha ipo­tiz­za­to l’attivazione di sei spe­cial­iz­zazioni: Riabil­i­tazione fun­zionale, Med­i­c­i­na inter­na, Riabil­i­tazione car­di­o­log­i­ca, geri­atri­ca, Neu­rop­sichi­a­tria e cure pal­lia­tive. Ma all’elenco potreb­bero aggiunger­si il pun­to di pri­mo inter­ven­to e la diag­nos­ti­ca per immag­i­ni. Quan­to costerà la nuo­va strut­tura? E’ dif­fi­cile per ora azzardare una cifra, ma si par­la di una som­ma com­pre­sa tra i 50 e i 70 mil­iar­di, che potrebbe crescere sen­si­bil­mente col pas­sare degli anni. Anche se l’impegno del grup­po ita­lo-inglese par­la chiaro: entro 36 mesi l’ospedale di Roè Vol­ciano sarebbe pron­to «chi­avi in mano». Poi, lo stes­so accor­do che dovrà essere approva­to e rat­i­fi­ca­to sia dall’Azienda ospedaliera sia dal­la Regione, prevede una ges­tione da parte del grup­po per 26 anni. Il project financ­ing prevede infat­ti che un sogget­to pri­va­to pos­sa pre­sentare un prog­et­to per la costruzione di una strut­tura, e che pos­sa ottenere l’affidamento del­la ges­tione del­la stes­sa. Ovvi­a­mente in capo all’azienda desen­zanese, pro­pri­etaria dei ter­reni e dell’immobile, resterebbe la ges­tione san­i­taria. Al pri­va­to, invece, tut­ti gli altri servizi: rac­col­ta e smal­ti­men­to rifiu­ti, pulizia, ener­gia elet­tri­ca, bar, ris­torante ecc. Il futuro ospedale si esten­derà su una super­fice di cir­ca 32 mila metri quadri, 13 mila dei quali des­ti­nati al pre­sidio san­i­tario vero e pro­prio. Non sono per ora disponi­bili altri par­ti­co­lari, per­chè come si dice­va la com­mis­sione di esper­ti dell’azienda diret­ta da Ange­lo Fos­chi­ni deve anco­ra aprire il volu­mi­noso prog­et­to e iniziare a sfogliar­lo. Poi toc­cherà al Comune rilas­cia­re l’eventuale con­ces­sione edilizia, e infine, la dovrà approvare il piano definitivo.

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