Cavalli: «Ora freniamo l’abbandono»

Seimila borghi rurali «I più ricchi d’Europa»

12/06/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
p.gor.

«Bres­cia è la provin­cia con il pat­ri­mo­nio architet­ton­i­co rurale più ric­co d’Europa, con le sue 6mila cascine e borghi rurali». Paro­la dell’archietto Dezio Pao­let­ti, che per con­to del­la Fon­dazione Civiltà Bres­ciana ha cura­to (insieme ai col­leghi Isidoro Mar­co Iade­ma, Anto­nio Rubagot­ti, Lucia Moran­di­ni, Emilio Sal­va­tore, Gabriele Arche­t­ti) il «Cen­si­men­to Cascine Bres­ciane» volu­to dal­la Provin­cia di Brescia.Ieri a palaz­zo Bro­let­to la pre­sen­tazione uffi­ciale del­la ricer­ca, svol­ta in 104 comu­ni bres­ciani (com­pre­si nei ter­ri­tori non apparte­nen­ti alle comu­nità mon­tane) sud­di­visi in 5 porzioni ter­ri­to­ri­ali: la Bas­sa estrema (da Vil­lachiara a Visano), la fas­cia inter­me­dia dei fontanili (da San Zeno a Orz­in­uovi), l’Alta Pia­nu­ra (da Palaz­zo­lo a Mus­co­l­ine), la Valte­n­e­si e il Bas­so Gar­da e la Fran­ci­a­cor­ta. Obbi­et­ti­vo del­la ricer­ca: indi­vid­uare tra le migli­a­ia di cascine i cen­to tesori architet­toni­ci più rap­p­re­sen­ta­tivi, che entr­eran­no di dirit­to nel «gotha» dei beni da tute­lare e con­ser­vare (anche se per Pao­let­ti sareb­bero 133 le cascine di impor­tan­za mon­u­men­tale da tute­lare «assolutamente»).«Questa inizia­ti­va — com­men­ta sod­dis­fat­to il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li — in tem­pi bre­vi ha volu­to appro­fondire i capisal­di delle nos­tre radi­ci, del­la nos­tra sto­ria, del­la nos­tra cul­tura ter­ri­to­ri­ale. L’abbandono delle cascine ver­i­fi­catosi dal dopoguer­ra in poi ha por­ta­to al lim­ite del­la scom­parsa questo pat­ri­mo­nio; da qui la nos­tra inizia­ti­va, per val­utare i beni da val­oriz­zare e tentare di porre un freno a questo proces­so di dis­per­sione». Ora che si è a coscen­za di questo pat­ri­mo­nio immen­so (entro fine anno ver­rà pub­bli­ca­to lo stu­dio com­ple­to, com­pre­si­vo di pic­coli gioiel­li annes­si alle gran­di cascine, quali le colom­baie, le san­telle, i man­u­fat­ti irrigui, i silos stori­ci, i filari e le col­ture mon­u­men­tali), «Dob­bi­amo pen­sare a stru­men­ti urban­is­ti­ci da inserire nel Piano Ter­ri­to­ri­ale di Coor­di­na­men­to Provin­ciale — ha aggiun­to Francesco Maz­zoli, il nuo­vo asses­sore provin­ciale al Ter­ri­to­rio — per val­oriz­zar­lo e tute­lar­lo. I comu­ni nei loro nuovi Pgt dovran­no ten­erne con­to». Sia chiaro, nè la Provin­cia, nè altri enti pub­bli­ci sono in gra­do di acquistare i più impor­tan­ti di questi gioiel­li architet­toni­ci: «Ma l’importante è che sop­prav­vi­vano — aggiunge Maz­zoli — e che le ristrut­turazioni fat­te da pri­vati siano fat­te in modo rispet­toso». Le cascine cat­a­lo­gate ver­ran­no inserite nel sis­tema infor­mati­co ter­ri­to­ri­ale e sche­date con mod­el­lo Sir­bec, apparte­nente al sis­tema infor­ma­tiv­co regionale dei Beni Cul­tur­ali del­la Regione. Una ulte­ri­ore «garanzia» di sop­prav­viven­za per molte cascine.