Via libera alle licenze edilizie, e quindi ai piani di lottizzazione, agli ampliamenti della zona artigianale, alla realizzazione dei centri commerciali.

Semaforo verde alle licenze edilizie

07/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Via lib­era alle licen­ze edilizie, e quin­di ai piani di lot­tiz­zazione, agli ampli­a­men­ti del­la zona arti­gianale, alla real­iz­zazione dei cen­tri com­mer­ciali. E’ fini­to il tor­men­tone causato dal­la boc­ciatu­ra da parte del­la Corte Cos­ti­tuzionale del prin­ci­pio del silen­zio-assen­so appli­ca­to, come si ricorderà, dal­la pas­sa­ta giun­ta leghista al piano rego­la­tore di Lona­to. Nei giorni scor­si, come ril­e­va il sin­da­co Moran­do Peri­ni, l’am­min­is­trazione comu­nale ha acquisi­to alcu­ni autorevoli pareri legali sul­la mate­ria. Pareri che sono sta­ti tut­ti favorevoli rispet­to al que­si­to che era sta­to soll­e­va­to all’in­do­mani del­la sen­ten­za del­la Supre­ma Corte: il piano rego­la­tore era vigente o no? E anco­ra, le licen­ze edilizie rilas­ci­ate a suo tem­po, nonchè quelle in pred­i­ca­to di esser­lo, pote­vano essere con­sid­er­ate legit­time? Un paio di domande, insom­ma, che sono rimaste sospese per un mese las­cian­do una scia di per­p­lessità e di pre­oc­cu­pazioni tra i pri­vati cit­ta­di­ni, gli arti­giani e i costrut­tori. Per­chè, nel frat­tem­po, l’am­min­is­trazione ave­va gius­ta­mente «con­ge­la­to» tutte le licen­ze in sospe­so e bloc­ca­to l’at­tiv­ità con­sul­ti­va del­la com­mis­sione edilizia. Questo per evitare che potessero insorg­ere altri guai. Invece, come si dice­va, i legali del Comune han­no rispos­to affer­ma­ti­va­mente: la sen­ten­za del­la Corte Cos­ti­tuzionale non ha prodot­to quegli effet­ti dev­as­tan­ti che si ipo­tiz­za­vano all’in­do­mani del­la notizia giun­ta da Roma. E da ieri, ricor­da anco­ra Moran­do Peri­ni, il Comune ha com­in­ci­a­to a rilas­cia­re le con­ces­sioni edilizie, men­tre l’at­tiv­ità del­la com­mis­sione ripren­derà tra pochi giorni. Il cen­tro com­mer­ciale dei Cam­pag­no­li, tan­to dis­cus­so, potrà quin­di ripren­dere il suo iter, così come gli ampli­a­men­ti di alcune aziende arti­giane ai Moli­ni. La vicen­da risale a ben 7 anni fa. Nel­l’ot­to­bre del 1994, infat­ti, il con­siglio comu­nale a mag­gio­ran­za leghista approva­va il nuo­vo stru­men­to urban­is­ti­co. Il suc­ces­si­vo dicem­bre il piano veni­va deposi­ta­to in regione per la sua approvazione. Il sin­da­co Man­lio Man­to­vani, con una deci­sione sen­za prece­den­ti in Italia, face­va appli­care il prin­ci­pio del silen­zio-assen­so sul­l’ap­provazione, essendo trascor­si infrut­tu­osa­mente oltre 180 giorni. Il piano veni­va pub­bli­ca­to sul bol­let­ti­no del­la Regione il 23 agos­to 1995, uni­ca cit­tad­i­na in Italia ad avere com­pi­u­to ques­ta scelta. La ques­tione, a questo pun­to, s’in­fila­va sul bina­rio del con­tenzioso giuridico