Scodellati dall'Apt i dati delle presenze da gennaio a giugno: inglesi a casa per la guerra, tedeschi per la recessione. Meneghelli non è allarmato: «La concorrenza del Garda va peggio»

Semestre turistico da dimenticare:-4,6%

23/07/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Dalle impres­sioni «ad occhio», empiriche — che comunque ben dif­fi­cil­mente sbagliano — ai dati uffi­ciali, che con­fer­mano un anda­men­to molto fiac­co del­la sta­gione tur­is­ti­ca: nel pri­mo semes­tre di quest’an­no le pre­sen­ze di ospi­ti nel­l’Al­to Gar­da (che com­prende i comu­ni di Riva, Nago-Tor­bole, Arco, Ten­no, Dro e Drena) sono calate. In ter­mi­ni sta­tis­ti­ci aggre­gati, rispet­to al 2002, di un 4,6 per cen­to (pari a 46.640 per­not­ta­men­ti in meno: o in alber­go, o in una strut­tura extra-alberghiera). Era­no state — sem­pre le pre­sen­ze e sem­pre nel pri­mo semes­tre — 1.010.284 lo scor­so anno; si sono fer­mate a quo­ta 963.644 quest’an­no, tor­nan­do — sep­pur di poco — sot­to i liv­el­li del 2001. A col­le­gar­si al gri­do d’al­larme di ieri del ris­tora­tore Enzo Benedet­ti (che ha mes­so sot­to accusa il tur­is­mo dei pull­man) è come se ogni cor­ri­era che ha pun­ta­to sul­l’Al­to Gar­da, si fos­se por­ta­ta appres­so, ogni vol­ta, due-tre sedili vuoti.A riferire i dati, un po’ pre­oc­cu­pa­to ma non cer­to abbat­tuto (e vedremo dopo per­chè), è il pres­i­dente del­l’Apt del Gar­da Trenti­no, Enio Meneghel­li, come sem­pre disponi­bile a met­tere alla luce del sole il trand del tur­is­mo locale e a ragionar­ci su pacata­mente. Ma pri­ma di avven­tu­rar­ci nei com­men­ti, vale la pena di riferire altri numeri, dis­ag­gre­gan­do il dato gen­erale del calo turistico.Ad esem­pio: è sta­to gen­er­al­iz­za­to su tut­to il ter­ri­to­rio altog­a­rde­sano? La rispos­ta è sì, ma con alterne for­tune. Riva denun­cia (e sti­amo sem­pre par­lan­do di pre­sen­ze semes­trali totali, vale a dire di «per­not­ta­men­ti») un ‑5,9%, Nago-Tor­bole un ‑2,7%, Arco un ‑2,1%, Ten­no un ‑14,8%, Dro e Drena un ‑16,2%. Le chiusure di un paio d’al­berghi (a Riva il Lido, a Dro il Mira­mon­ti) han­no un cer­to rilie­vo, ma da sole non gius­ti­f­i­cano le note dolenti.A spie­gare bene i motivi del calo, sono le cifre rel­a­tive alle nazion­al­ità dei nos­tri ospi­ti. E’ qui che si capisce che, a fronte di un calo molto con­tenu­to del­la clien­tela ital­iana, a tradire mag­gior­mente la ricettiv­ità (soprat­tut­to alberghiera) del­l’Al­to Gar­da sono sta­ti gli ingle­si (101.194 pre­sen­ze con­tro le 116.806 del­lo scor­so anno: ‑13,4%) e i tedeschi (488.190 pre­sen­ze con­tro le 512.477 del 2002: ‑4,7%). Ma se per il mer­ca­to bri­tan­ni­co la deba­cle è chiara­mente da attribuire alla pri­mav­era e ai suoi «ven­ti di guer­ra», per il mer­ca­to tedesco il dis­cor­so è diver­so: in Ger­ma­nia è sta­ta la crisi eco­nom­i­ca — non anco­ra super­a­ta come invece sono sta­ti superati i tim­o­ri del volo aereo — a far cam­biare le abi­tu­di­ni a uno dei popoli più vacanzieri del mondo.«Sul fronte ger­man­i­co — spie­ga Enio Meneghel­li — il prob­le­ma, purtrop­po, non è quel­lo di con­vin­cere la clien­tela a scegliere il Gar­da trenti­no, ma di con­vin­cer­la sem­plice­mente a par­tire. La fles­sione che reg­is­tri­amo noi non è nem­meno parag­o­nabile a quel­la, ben più mar­ca­ta, che denun­ciano posti come la Croazia, il sud del­la Fran­cia, la Spagna e le Baleari. Qui si par­la di un 15–20% in meno. La nos­tra con­tenu­ta crisi ci dà ragione del­la polit­i­ca di diver­si­fi­cazione e di desta­gion­al­iz­zazione che abbi­amo perse­gui­to negli ulti­mi anni. Temo che anche il resto del­la sta­gione non sarà al ful­mi­co­tone, per­chè purtrop­po in Ger­ma­nia la con­giun­tu­ra si prospet­ta sfa­vorev­ole per almeno un altro anno. Ovvi­a­mente andremo al con­trat­tac­co. Come Trenti­no spa, a liv­el­lo provin­ciale, ci sti­amo già attrez­za­do per una pro­mozione a tap­peto che dividerà la Ger­ma­nia in tre aree. In Baviera e Baden-Wurten­berg — regioni di tur­is­mo molto maturo — pun­ter­e­mo a speci­fi­ci pac­chet­ti; nel­la zona di Berli­no e del­la Ruhr raf­forz­er­e­mo un’of­fer­ta lega­ta al prodot­to già conosci­u­to; nel resto del­la Ger­ma­nia fare­mo conoscere la nos­tra ter­ra come il pri­mo lem­bo di Mediter­ra­neo per chi cala da nord».E’ un allarme questo 2003 fiac­co fiac­co? «Non direi — con­clude Meneghel­li — Anche in pas­sato abbi­amo avu­to dei momen­ti di fles­sione, ma se guardiamo i dati degli ulti­mi quindi­ci anni, il tur­is­mo, sul Gar­da trenti­no, è cresci­u­to di qua­si il 25%. L’im­por­tante è non allentare l’impegno».