Un libro scritto da Michele Nocera in tournée da oggi in Italia

Sempre libera…”: Maria Callas interpreta Verdi

08/10/2000 in Cultura
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Di Luca Delpozzo

Un libro in tournée. Come i due gran­di artisti che ne sono i per­son­ag­gi, i pro­tag­o­nisti asso­lu­ti. “Sem­pre lib­era…”, scrit­to da Michele Nocera, au-tore di mostre e biografie di can­tan­ti liri­ci, se ne andrà infat­ti in giro per l’I­talia e per l’Eu­ropa per esse-re pre­sen­ta­to in occa­sione di spet­ta­coli ed appuntamenti.Nel suo vol­ume, Nocera offre una min­uziosa ricer­ca sulle inter­pre­tazioni di nelle opere ver­diane. Fotografie, doc­u­men­ti, recen­sioni, spar­ti­ti, molti dei qua-li inedi­ti, rac­colti con cer­tosi­na pazien­za dal­l’au­tore, che si è avval­so anche del con­trib­u­to di due gran­di cri-tici: Gian­car­lo Lan­di­ni e Gior­gio Gualerzi. Tut­to questo fa del­la pub­bli­cazione un’in­ter­es­sante e notev­ole gui­da del per­son­ag­gio ver­diano di Maria Callas.Prima tap­pa del­la sua tournée sarà il Teatro Regio di Par­ma, 1’8 otto­bre 2000, un omag­gio al “Cig­no di Bus­se­to”. Quin­di, sarà la vol­ta di Roma e , pres­so gli stu­di del­la Rai, Pari­gi, anco­ra il capolu­o­go lom­bar­do, poi Sirmione (dove Maria Callas visse nel­la sua vil­la gli anni forse più sereni del­la sua vita assieme a “Tit­ta Menegh­i­ni), Verona, Firen­ze e Desen­zano del Garda.Infine, in occa­sione del­la mostra itin­er­ante “Ver­di e Travi­a­ta”, l’opera di Nocera andrà in giro nei mag­giori teatri ital­iani: Novara, Milano, Carpi, Carpi, Gen­o­va, Napoli, Bari, Tra­pani e poi Lugano e Luino.Sirmione (Bs) — Ad oltre ven­t’an­ni dal­la morte (16 set­tem­bre 1977, Pari­gi), Maria Callas con­tin­ua a bril­lare come stel­la di pri­ma grandez­za nel fir­ma­men­to del­la lir­i­ca. Nata a New York il 2 dicem­bre 1923, il cele­bre sopra­no trascorse, accan­to al mar­i­to Gio­van Bat­tista Menegh­i­ni, gli anni dal 1954 al 1959 nel­la vil­la di Sirmione per riposare lon­tana dai fras­tuoni mon­dani. Anche se saltu­ar­i­a­mente, fre­quen­ti furono le sue per­ma­nen­ze nel­la peniso­la cat­ul­liana. Una vol­ta dis-se: “Per pot­er godere appieno di questo par­adiso ter­restre Tit­ta (così con­fi­den­zial­mente Maria chia­ma­va il mar­i­to) ed io abbi­amo pen­sato di pas­sare i nos­tri ulti­mi giorni ed es-sere sepolti”. In realtà le vicende umane por­tarono la can-tante lon­tano dal mar­i­to che, comunque, è sepolto nel cimi-tero locale.La vil­la dove risiede­va, una tipi­ca costruzione dei ‘pri­mi’ anni del ‘900, sit­u­a­ta in uno dei pun­ti più panoram­i­ci e sug­ges­tivi di Sirmione, era appartenu­ta alla mam­ma del con-te Nuv­o­let­ti, imparentate­si poi con la famiglia Agnel­li. Nel­l’im­me­di­a­to dopoguer­ra venne ven­du­ta alla famiglia Mari noni di Verona. Il comm. Menegh­i­ni l’ac­quistò nel 1953 ap-por­tan­dovi notevoli mod­i­fiche. In un pri­mo momen­to Maria non ne rimase par­ti­co­lar­mente affas­ci­na­ta, ma poi se ne innamorò a tal pun­to che non vol­e­va più andarsene. Ad un ami­co, pochi giorni pri­ma del­la sua morte, con­fidò: “Ho tan­ta nos­tal­gia di Sirmione.…”.Maria Callas e Sirmione: un grande con­nu­bio. Nel­la peniso­la cat­ul­liana il cele­bre sopra­no, accan­to al mar­i­to, ha vis-suto quin­di i suoi momen­ti più spen­sierati, dife­sa da ogni sor­ta di dis­tur­bo e clam­ore mon­dano. L’au­tore del libro, Michele Nocera, ne con­ser­va un ricor­do vivis­si­mo. “Fre­quen-tava — dice — spes­so la mia famiglia e con mia sorel­la Mad-dale­na in par­ti­co­lare intrat­tenne un rap­por­to affet­tu­oso a tal pun­to che spes­so invi­a­va car­to­line dai luoghi dove can­ta­va. Alla nasci­ta del­la mia pri­ma nipote Angela ci ven-ne a trovare recan­do un gran maz­zo di rose bianche per mia cog­na­ta Lidia (8 agos­to 1958). Era una don­na dol­cis­si­ma — con­tin­ua Nocera — indife­sa, bisog­nosa d’af­fet­to. A Sirmione ha las­ci­a­to un ricor­do indelebile. Tan­to è sta­to scrit-to su di lei, sul rap­por­to con il mar­i­to; tan­to è sta­to dis­tor­to. A che le chiede­va come mai por­tasse i capel­li così lunghi, rispon­de­va: “…per avvic­i­n­ar­mi all’età di Titta”.

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