Il direttore lancia alcune proposte. Soluzione? L’archivio comunale al Torcolo

Sempre più reperti. Museo troppo piccolo

19/01/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Cavaion Veronese

Ad ogni anno che pas­sa, Cavaion si con­fer­ma un ter­ri­to­rio estrema­mente inter­es­sante dal pun­to di vista arche­o­logi­co per la ric­chez­za di inse­di­a­men­ti che van­no dall’età del bron­zo fino al tar­do medio­e­vo. Dopo i ritrova­men­ti del­la necrop­oli romana di Bosse­ma nel 1993, l’ultimo rin­ven­i­men­to risale all’autunno scor­so in uno sca­vo pres­so la chieset­ta di San­ta Croce, conosci­u­ta popo­lar­mente come «cesè­ta de la léor» (chieset­ta del­la lep­re), pos­ta fra Vil­la ed il con­fine con : una sepoltura che ha mes­so in luce uno scheletro avvolto in un sudario, data­to tra il V e l’VIII sec­o­lo. Lo sca­vo arche­o­logi­co cui han­no parte­ci­pa­to numerosi uni­ver­si­tari ital­iani, tedeschi e spag­no­li, è sta­to finanzi­a­to dal comune di Cavaion e diret­to dal pro­fes­sor Gian Pietro Bro­gi­o­lo dell’ di Pado­va. «Oltre allo scheletro, nel­la chieset­ta sono sta­ti rin­venu­ti anche un’epigrafe romana e sei strati di pavi­men­tazione che tes­ti­mo­ni­ano l’edificazione del­la chieset­ta su di una prece­dente , di cui sono sta­ti riu­ti­liz­za­ti in parte mat­toni e pezzi di colonne», spie­ga il seg­re­tario comu­nale Gian­ni Tamà, appas­sion­a­to di arche­olo­gia. Il rin­ven­i­men­to è sta­to reso pos­si­bile in base alla redazione di una car­ta arche­o­log­i­ca del ter­ri­to­rio di Cavaion, real­iz­za­ta nel 1998 da Bro­gi­o­lo e dai suoi col­lab­o­ra­tori, uti­liz­zan­do anche foto aeree oltre a rilievi e stu­di archivis­ti­ci. Il diret­tore del arche­o­logi­co di Cavaion Mario Parolot­ti, sod­dis­fat­to di quest’ultimo ritrova­men­to, tiene però a sot­to­lin­eare come tut­ti questi nuovi reper­ti e quel­li che potran­no venir trovati in futuro anche in altri scavi e siti arche­o­logi­ci, fac­ciano fat­i­ca a trovare pos­to nell’attuale Museo, inau­gu­ra­to nel 1990, che si deve accon­tentare di quat­tro sale già colme di ogget­ti esposti, col­lo­cate nel piano inter­ra­to del Munici­pio. «È ormai nec­es­sario», dice Parolot­ti, «ampli­are il museo per ospitare nuove espo­sizioni e mate­ri­ali che abbi­amo in depos­i­to in casse, tramite lo sposta­men­to dell’archivio comu­nale, che ora occu­pa una sala annes­sa al Museo, nell’edificio ristrut­tura­to del Tor­co­lo, come ha pro­pos­to il seg­re­tario Tamà». L’amministrazione comu­nale ha deciso per ora di effet­tuare il pri­mo pas­so spo­stan­do l’archivio assieme alla nel palaz­zo del Tor­co­lo, recen­te­mente restau­ra­to e per far questo, nei pri­mi mesi del 2002 si avvar­rà anche di un obi­et­tore di coscien­za appe­na entra­to in servizio.

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