Ugo Da Como

Senatore, studioso e umanista: la sua figura al centro degli Atti

21/03/2003 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

Ugo Da Como (1869 — 1941), avvo­ca­to, par­la­mentare nelle file di Zanardel­li, uman­ista, autore di molte pub­bli­cazioni storiche, nacque a Bres­cia il 16 mar­zo 1869. La famiglia possede­va terre e una casa anche a Lona­to. Nel 1906 acquistò all’asta pub­bli­ca, e riportò a nuo­va vita, i resti di quel­la che a Lona­to fu, dal Quat­tro­cen­to, la dimo­ra dei rap­p­re­sen­tan­ti del­la Repub­bli­ca Vene­ta, parte del­l’im­po­nente roc­ca vis­con­tea edi­fi­ca­ta sin dal XII sec­o­lo, ulti­mo balu­ar­do del­la Serenis­si­ma Repub­bli­ca di Venezia. Morì il 5 set­tem­bre 1941 e nel tes­ta­men­to espresse la volon­tà che i pro­pri beni con­fluis­sero in una Fon­dazione allo scopo di gio­vare con le «rac­colte d’arte, di sto­ria, coi lib­ri, gli incun­aboli, i cod­i­ci, i mano­scrit­ti, agli stu­di, sveg­lian­do nei gio­vani l’amore alle conoscen­ze, nel­lo stes­so tem­po restando a deco­ro del Comune» di Lona­to e potesse «attrarre degli ospi­ti nel paese». Il 4 mag­gio 1942 il deside­rio del sen­a­tore Ugo Da Como fu conc­re­ta­to con la nasci­ta del­la Fon­dazione che por­ta il suo nome, eretta con decre­to reale. Per i ses­san­t’an­ni dal­la morte del­l’in­signe uman­ista, la Fon­dazione e l’As­so­ci­azione che ne por­tano il nome pro­mossero una gior­na­ta di stu­di, i cui atti sono sta­ti rac­colti nel nuo­vo Quader­no del­la Fon­dazione. Le relazioni cos­ti­tu­is­cono un fon­da­men­tale con­trib­u­to per la conoscen­za di Ugo Da Como e del suo tem­po, come si desume dal­la sem­plice seg­nalazione degli inter­ven­ti. Gli atti, che rispec­chi­ano l’ar­ti­co­lazione del con­veg­no, si aprono con l’in­ter­ven­to di Mario Tac­col­i­ni sul­la polit­i­ca, la soci­età e l’e­cono­mia nel­la Bres­cia tra Otto e Nove­cen­to. Seguono i sag­gi di Giulio Schi­an­ni­ni (L’età zanardel­liana a Bres­cia nel­l’archiv­io pro­fes­sion­ale di Ugo Da Como), Luciano Faverzani (La vita pub­bli­ca di Ugo Da Como), Gian­car­lo Pio­nna (Le gior­nate lonate­si di Ugo Da Como. Dalle prime fre­quen­tazioni al restau­ro del­la Casa del Podestà), Maria Zec­chi (Ugo Da Como giurista e bib­liofi­lo giuridi­co: un per­son­ag­gio poliedri­co), Lui­gi Amedeo Biglione Di Via­ri­gi (Il rig­ore e il meto­do di Ugo da Como stori­co). Il vol­umet­to è introdot­to dal­la pre­sen­tazione di Irmin­gard Fehrmann, pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione Ami­ci del­la Fon­dazione, e da Luciano Faverzani, vicepres­i­dente del­la Fon­dazione stes­sa. La Casa del Podestà a Lona­to, sede del­la Fon­dazione e mon­u­men­to tra i più insigni del ter­ri­to­rio, è cir­con­da­ta da gia­r­di­ni e fu abi­ta­ta dal sen­a­tore e dal­la moglie Anna Glisen­ti. Ugo Da Como ne dis­pose l’at­ten­to restau­ro recu­peran­do l’aspet­to quat­tro­cen­tesco. Si dis­tingue per unità e com­pletez­za dei ric­chissi­mi arre­di, anco­ra oggi col­lo­cati nel­la posizione volu­ta dagli antichi pro­pri­etari. Vero gioiel­lo è poi la , real­iz­za­ta intorno al 1920, in stile neori­nasci­men­tale, sep­a­ra­ta dal­la dimo­ra da un gia­rdi­no. Le sale ospi­tano cir­ca 52.000 titoli, 405 incun­aboli, 470 mano­scrit­ti e cod­i­ci miniati raris­si­mi, 49 let­tere che Ugo Fos­co­lo scrisse alla con­tes­sa bres­ciana Marzia Mar­ti­nen­go, dis­eg­ni del Tiepo­lo, pergamene e stampe che van­no dal XIII al XVIII sec­o­lo. In questi ulti­mi anni la Fon­dazione si è impos­ta all’at­ten­zione degli stu­diosi per la qual­i­fi­ca­ta attiv­ità di ricer­ca. Inoltre la stor­i­ca e sug­ges­ti­va dimo­ra è entra­ta nel cir­cuito dei mon­u­men­ti più pres­ti­giosi ed è vis­i­ta­ta da un pub­bli­co sem­pre più numeroso, che ne apprez­za la sin­go­lar­ità, spec­chio di un modo di vivere e di un gus­to assai lon­tano dalle mode dei giorni nos­tri.

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