Scoperta di una serie di affreschi risalenti con tutte probabilità al 1400 nella chiesa Parrocchiale

Sensazionale scoperta artistica a Padenghe

21/11/2001 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Chiara Marini

La cit­tad­i­na di Padenghe si è ulte­ri­or­mente arric­chi­ta sot­to il pro­fi­lo artis­ti­co e cul­tur­ale. Dopo la scop­er­ta di una serie di affres­chi risalen­ti con tut­ta prob­a­bil­ità al 1200 nel­la chieset­ta roman­i­ca di Sant’Emiliano, anche la chiesa par­roc­chiale di ha sve­la­to alcune preziose immag­i­ni stilis­ti­ca­mente data­bili, sec­on­do una pri­ma val­u­tazione degli esper­ti, al 1400. La scop­er­ta dell’apparato dec­o­ra­ti­vo è sta­ta fat­ta dagli operai addet­ti alla ristrut­turazione dell’edificio; il par­ro­co don Bruno Negret­to, subito avver­ti­to, ha a sua vol­ta inter­pel­la­to il pro­fes­sor Gian­car­lo Quaglia, stu­dioso e arche­ol­o­go, il quale, ad un pri­mo esame, ha con­fer­ma­to la rar­ità degli affres­chi che, per altro, potreb­bero non essere i soli pre­sen­ti nel­la par­roc­chiale. Risposte più pre­cise in mer­i­to al ritrova­men­to potreb­bero essere for­nite prossi­ma­mente da una serie di indagi­ni diag­nos­tiche, sulle cui oppor­tu­nità e metodolo­gie si sta già dis­cu­ten­do alla soprint­en­den­za dei beni artis­ti­ci e cul­tur­ali di Bres­cia, Man­to­va e Cre­mona. Le anal­isi del caso, tra cui l’infrarosso, rilievi fotogram­metri­ci, anal­isi strut­turali degli intonaci e prove chim­i­co-fisiche, saran­no even­tual­mente affi­date al cen­tro stu­di e ricer­ca sul restau­ro con sede a Desen­zano, già coin­volto per inter­ven­ti al san­tu­ario del­la Madon­na del Carmine di San Felice del Bena­co e a Vil­la Brunati a Riv­oltel­la del Garda.

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