Assenti in tutto l'alto lago gli attracchi per la sicurezza dei velisti

Senza difesa contro le bufere sul lago

05/07/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Piom­bano improvvise dal­la valle del­lo Sper­one. Pri­ma è tut­to un par­adiso di col­ori, poi s’ad­den­sano nuvolaglie, anner­iscono, sul lago cala un momen­to di silen­zio immo­bile, irreale, e poi parte il fin­i­mon­do. Lo san­no bene quel­li che nav­igano il Gar­da: quan­do suc­cede l’u­ni­ca cosa da fare è affret­tar­si al riparo ed aspettare che pas­si. E qui salta fuori l’ul­te­ri­ore prob­le­ma vis­to che in tut­to il Gar­da trenti­no, da Riva a capo Reamoll e dal­la parte veronese da Tor­bole fino a Navene, non esiste un attrac­co cui legare la bar­ca per il tem­po che pas­si la buri­ana. In più — fa osser­vare Ner­io Gio­vanazzi nel­l’in­ter­rogazione deposi­ta­ta in con­siglio provin­ciale — le tem­po­ralate sono sem­pre più fre­quen­ti: men­tre nel bas­so lago pon­tili ed ormeg­gi sono numerosi «nel­la zona trenti­na, in caso di emer­gen­za, la situ­azione potrebbe diventare molto peri­colosa». La cosa è tan­to più riprovev­ole in quan­to, a det­ta degli esper­ti, la soluzione sarebbe abbas­tan­za sem­plice e rel­a­ti­va­mente poco cos­tosa. I pos­si­bili pun­ti di attrac­co ci sono: la baia di con­fine, le due baie sopra e sot­to Tem­pes­ta, quel­la di Cal­ca­role e quel­la subito sot­to Corno di Bò lun­go la spon­da veronese, e dal­l’al­tra parte il gol­fo davan­ti alla foce del tor­rengte Ponale, il gol­fo di Sper­one e la baia al Pier. Basterebbe calare sul fon­do un «cor­po mor­to», ossia un rag­guarde­v­ole par­al­lelop­ipedo di cemen­to ed aggan­cia­r­gli, uti­liz­zan­do una robus­ta cate­na, una boa gal­leg­giante for­ni­ta degli appigli adat­ti per legarvi un’im­bar­cazione. «Cer­to è che questo prob­le­ma non può e non deve essere anco­ra trascu­ra­to. Ne va non solo del­l’im­mag­ine tur­is­ti­ca del Trenti­no e del­la capac­ità di offer­ta del­la provin­cia, ma del­la sicurez­za di col­oro che amano vivere appieno il lago». Con queste pre­messe Gio­vanazzi aus­pi­ca che la provin­cia deci­da, di con­cer­to con i vari sogget­ti inter­es­sati (i cir­coli veli­ci in pri­ma bat­tuta), di offrire ai velisti ques­ta ulte­ri­ore sicurez­za real­iz­zan­do la serie di attrac­chi «indis­pens­abili al fine di sal­va­guardare non tan­to le vacanze quan­to piut­tosto la vita dei fre­quen­ta­tori del ».

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