Garda e Brenzone replicano a Malcesine sull’inutilità dei fuochi d’artificio. «Servono a richiamare gente ma anche la cultura va tutelata»

«Senza i botti non è vera festa»

21/11/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Malcesine

La polem­i­ca, o meglio la mic­cia, l’ha acce­sa Fer­di­nan­do Sbizzera asses­sore al bilan­cio di Mal­ce­sine. «I fuochi d’artificio? Questi sì che sono sol­di but­tati al ven­to», ha com­men­ta­to l’esponente politi­co dell’alto lago nel difend­er­si dall’interrogazione con­sil­iare fir­ma­ta dal rap­p­re­sen­tante di mino­ran­za Mat­teo Sep­pi con­trario ai cen­to mil­ioni di vec­chie lire spe­si dal Comune per un’opera di Finot­ti. Scul­tura, «Don­na a tar­taru­ga con ser­pen­tel­lo», che la Giun­ta ret­ta da Giuseppe Lom­bar­di ha acquis­ta­to dal noto artista di Som­macam­pagna per dare una immag­ine di qual­ità al paese e offrire un pun­to di richi­amo per il tur­ista in visi­ta alla «per­la del lago». Una deci­sione aper­ta ai giudizi più dis­parati, la ripro­va le polemiche emerse, che rimane comunque rispet­ta­bile e nel­lo stes­so tem­po opin­abile come d’altronde la volon­tà dei Comu­ni d’investire cospicue somme di bilan­cio nei fuochi pirotec­ni­ci. «Cer­to se pen­si­amo alla gente che nel mon­do muore di fame ci tro­vi­amo di fronte a spese super­flue», affer­ma con ani­mo aper­to a gran­di oriz­zon­ti l’assessore al tur­is­mo di Gar­da Anto­nio Pasot­ti. «Calan­do invece la dis­cus­sione nell’ambito delle man­i­fes­tazioni si trat­ta di una pro­mozione inevitabile se non indis­pens­abile. Non si può ter­minare un grande even­to, una sagra, sen­za i tradizion­ali fuochi d’artificio: da soli han­no il potere di richia­mare la mas­sa di gente che in atte­sa dei bot­ti con­suma nei bar, nei ris­toran­ti, fa spe­sa nelle ban­car­elle. In due parole: crea indot­to». Comune di Gar­da che nel cor­so dell’ultimo anno ha «fuma­to» cir­ca quar­an­ta mil­ioni in fuochi d’ar­ti­fi­cio. «Sol­di ben spe­si», pre­cisa Davide Bendinel­li sin­da­co del cen­tro bena­cense e asses­sore provin­ciale al tur­is­mo. «Nei pae­si a vocazione tur­is­ti­ca è gius­to inve­stire in questo set­tore per­ché s’innesca un indot­to diret­to. Sen­za par­lare del­la pub­blic­ità nei giorni prece­den­ti alla man­i­fes­tazione. Dif­fi­cile pen­sare ad un palio dell’Assunta (15 agos­to ndr) sen­za i tradizion­ali bot­ti che richia­mano in paese migli­a­ia e migli­a­ia di per­sone». «A scan­so d’equivoci vor­rei pre­cis­are», con­tin­ua il pri­mo cit­tadi­no di Gar­da, «che a Mal­ce­sine han­no fat­to bene ad acquistare la scul­tura di Nov­el­lo Finot­ti: han­no arric­chi­to il pat­ri­mo­nio comu­nale dal pun­to di vista cul­tur­ale. Se potes­si, se il bilan­cio me lo per­me­ttesse, farei entrambe le cose: fuochi d’artificio e opere d’arte. Intan­to per il 2003 abbi­amo inten­zione di affi­dare l’incarico al mae­stro Toni Fer­to­nani per dipin­gere un murales nel­la sala civi­ca». Un artista che nel 1988 ha arric­chi­to e dato val­ore alla parete del­la sala con­sigliare del munici­pio di Bren­zone. «E’ sta­ta una bril­lante idea dei miei pre­de­ces­sori nell’ambito del­la ristrut­turazione del munici­pio», fa pre­sente il sin­da­co Gio­van­ni Zap­palà che tra un’opera d’arte e i fuochi d’artificio non ha dub­bi. «Opterei per la pri­ma soluzione. La stat­ua rimane i fuochi dura­no lo spazio di quindi­ci minu­ti. Il nos­tro Comune non spende comunque un solo euro per i bot­ti. E’ il comi­ta­to feste che con l’incasso delle sagre decide d’investire nei fuochi d’ar­ti­fi­cio». Giochi pirotec­ni­ci che non mancher­an­no un po’ ovunque a , in par­ti­co­lare sul­la Riv­iera degli Olivi. Soprat­tut­to a Gar­da, bel­li e inter­minabili come sem­pre. Tan­to, gra­zie all’accordo di pro­gram­ma per tra gli Olivi a Gar­da, paga la Regione.

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