Assemblea in Comune con gli esponenti delle associazioni economiche e sociali. Il grido d’allarme degli albergatori «Rischiamo di perdere visitatori esteri»

Senza ospedale turismo in crisi

18/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Obi­et­ti­vo fare fronte com­pat­to per tenere des­ta l’attenzione sull’ospedale di Val di Sog­no. È quan­to emer­so nel cor­so del­la riu­nione pub­bli­ca indet­ta dall’amministrazione comu­nale e svol­ta nel tar­do pomerig­gio di ieri in sala con­sil­iare pre­sen­ti gli espo­nen­ti delle asso­ci­azioni eco­nom­i­co-sociali dell’alto lago. Il sin­da­co Giuseppe Lom­bar­di, come già pre­an­nun­ci­a­to nei giorni scor­si, ha illus­tra­to le moti­vazioni che spin­gono i comu­ni di Mal­ce­sine e Bren­zone a ricor­rere al Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale con­tro la delib­era adot­ta­ta del­la Giun­ta vene­ta. Delib­era che prevede per l’ospedale d’eccellenza del cen­tro garde­sano la chiusura nel giug­no del 2004. Ricor­so redat­to dall’avvocato Sala di Verona e che ver­rà pre­sen­ta­to entro i pri­mi dieci giorni di feb­braio. «Un incon­tro anche per smuo­vere le cat­e­gorie eco­nomiche e sen­tire le loro pro­poste», ha spie­ga­to a mar­gine dell’assemblea l’assessore ai Liv­io Conci­ni, «i com­mer­cianti, alber­ga­tori e le altre attiv­ità col­le­gate al tur­is­mo devono sapere che sen­za l’ospedale e il servizio di pron­to soc­cor­so il set­tore tur­is­ti­co subirà delle for­ti fles­sioni». Con­cet­to ben chiaro al pres­i­dente dell’Unione garde­sana alber­ga­tori verone­si Giuseppe Loren­zi­ni. «Una realtà tur­is­ti­ca come la nos­tra che in un anno reg­is­tra 9 mil­ioni di pre­sen­ze non può fare a meno di strut­ture ospedaliere come Mal­ce­sine e Capri­no. Si las­cia sen­za pron­to soc­cor­so nel giro di 60 chilometri una vas­ta area geografi­ca pri­van­do gli abi­tan­ti e le migli­a­ia di tur­isti del dirit­to alla tutela del­la salute. Qual è la log­i­ca? Per­ché togliere due ospedali sul Gar­da e con­cen­trar­li nel tri­an­go­lo Verona-Bus­solen­go-Vil­lafran­ca? È nos­tro dirit­to», con­tin­ua Loren­zi­ni, «di cit­ta­di­ni e di impren­di­tori che dan­no lavoro a oltre set­temi­la per­sone, conoscere le moti­vazioni. Chi­ud­ere Mal­ce­sine vuol dire colpire il tur­is­mo. I nos­tri rap­p­re­sen­tan­ti politi­ci in Par­la­men­to e in Regione devono dimostrare di mer­itare i voti che han­no rac­colto da noi». Al fian­co di Loren­zi­ni annuisce e con­cor­da il locale pres­i­dente dell’associazione alber­ga­tori Ugo Trec­ca­ni. Ascol­ta con atten­zione Michela Bar­zoi, seg­re­taria del­la Nuo­va Asso­ci­azione com­mer­cianti eser­centi di Mal­ce­sine (Nacem). «La nos­tra realtà di zona iso­la­ta neces­si­ta del­la pre­sen­za di un pron­to soc­cor­so vali­do come l’attuale. Il tut­to in relazione anche al grande svilup­po che han­no nel nos­tro Comune sport come la moun­tain-bike e il para­pen­dio». «L’ospedale è vis­to in maniera diver­sa rispet­to al pas­sato quan­do era dis­tac­ca­to dal­la comu­nità e i dis­abili poliomieliti­ci era­no guar­dati con sospet­to», ha ricorda­to Rober­to Bassi pres­i­dente dell’associazione dis­abili motori già sce­sa in piaz­za per difend­ere il cen­tro di Val di Sog­no e pron­to a con­tin­uare la protes­ta civile con­tro la delib­era del­la Giun­ta Galan.

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