Festival del balletto 2013 al Teatro Romano di Verona.

Serate magiche al Teatro Romano

08/10/2013 in Danza
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Di Redazione

Qua­si impos­si­bile recen­sire le tre ser­ate del Fes­ti­val del bal­let­to al Teatro Romano di Verona. Spiego subito il per­ché. Tralas­cian­do la bravu­ra del­la Com­pag­nia del Malandain Bal­let Biar­ritz, che da anni è ormai ospite fis­sa del­la rasseg­na, ci rife­ri­amo al Gala del 23 giug­no e alle numerose ser­ate dei Momix.

Per­ché qua­si impos­si­bile? Per­ché nel caso delle due ser­ate si è trat­ta­to di veri e pro­pri even­ti “uni­ci”. Ll cele­bre grup­po dei Momix nel nuo­vo spet­ta­co­lo dal­l’em­blem­ati­co tito­lo “Alche­my”, ha ricon­fer­ma­to, se ce ne fos­se sta­to bisog­no, la tradizionale bravu­ra che da anni con­quista pub­bli­co di ogni genere.

Sul pal­cosceni­co si è rin­no­va­ta una magia ances­trale con cor­pi che si inter­se­ca­vano, che gio­vano in mille modi tra dan­za, atlet­i­ca e stile circense nel miglior sen­so del­la paro­la. Il grande core­ografo Moses Pendle­ton ogni vol­ta stupisce per la sua fer­vi­da fan­ta­sia, che si è esplic­i­ta­ta in ben undi­ci ser­ate da tut­to esauri­to.

Non par­liamo, poi, del Gala del 23 giug­no, uni­ca ser­a­ta con­no­ta­ta da un’apo­teosi. ln prim­is per­ché si fes­teggia­va l’ad­dio alle scene di Mara Galeazzi, étoile del Roy­al Bal­let di Lon­dra.  Sec­on­do noi non ha asso­lu­ta­mente esauri­to le sue anco­ra validis­sime poten­zial­ità, cos­ti­tu­ite da tec­ni­ca adaman­ti­na, lan­gui­di abban­doni, classe da vendere. In secundis, per­ché attorno a lei, nos­tra glo­ria nazionale all’es­tero, si è mosso un cor­po di bal­lo dalle carat­ter­is­tiche uniche. Dan­za­tori quali: Gary , Edward Wat­son, Thi­a­go Soares, Steven Mcrae, Sarah Lamb, Mar­i­anela Nunez, han­no incan­ta­to il numero­sis­si­mo pub­bli­co con le loro evoluzioni, vari­azioni, dimostran­do come si può facil­mente pas­sare dal mod­er­no al tip-tap con una sol­i­da dose di preparazione clas­si­ca. Pub­bli­co in delirio.

Ser­a­ta mem­o­ra­bile. La dan­za è mor­ta? Tut­t’al­tro. Viva la dan­za!

(Michele Nocera)

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