Cresce l’attenzione dopo il convegno di Desenzano. L’idea è inserirle nell’elenco mondiale dei siti di grande valore

Serve un piano di settore per la tutela delle limonaie

Di Luca Delpozzo
m.t.

Un impeg­no a tenere viva «l’at­ten­zione sulle limon­aie garde­sane» giunge all’in­do­mani del con­veg­no tenu­tosi a Desen­zano per inizia­ti­va del­la Com­mis­sione Pari Oppor­tu­nità e del Comune di Desen­zano. Una sol­lecitazione, come riv­ela Maria Ida Ger­mon­tani, pres­i­dente del Con­siglio comu­nale di Desen­zano, volu­ta da tut­ti i parte­ci­pan­ti del­la tavola roton­da del con­veg­no per­chè «tutte le ammin­is­trazioni e le isti­tuzioni pren­dano, per quan­to di loro com­pe­ten­za, urgen­ti inizia­tive per la tutela, la con­ser­vazione e la val­oriz­zazione delle limon­aie garde­sane». Le autorità, inoltre, dovran­no «pro­muo­vere e finanziare un piano di set­tore per le limon­aie final­iz­za­to alla definizione di stru­men­ti nor­ma­tivi, alla real­iz­zazione di prog­et­ti esem­plari, alla definizione di linee gui­da e di cri­teri di inter­ven­to e di ges­tione, alla real­iz­zazione di un Eco­museo del pae­sag­gio delle limon­aie». E, infine, «ten­er viva l’at­ten­zione sulle limon­aie garde­sane attra­ver­so con­veg­ni, incon­tri, man­i­fes­tazioni, mostre atti a sol­lecitare tali inter­ven­ti e di pre­dis­porre l’op­por­tu­na doc­u­men­tazione per inserire questo pae­sag­gio nel­l’e­len­co del­l’Her­itage at risk com­pi­la­to dal­l’I­co­mos o nel­la World Mon­u­ments List of 100 Most Endan­gered Sites (la lista mon­di­ale dei siti di grande val­ore) e di ver­i­fi­care la pos­si­bil­ità dis­eg­nalar­lo agli organi com­pe­ten­ti per il suo inser­i­men­to nel­la lista del Pat­ri­mo­nio del­l’U­man­ità del­l’Unesco». Ricor­diamo che in quest’ul­ti­ma pres­ti­giosa lista fan­no parte le inci­sioni rupestri di Capo di Ponte. In effet­ti, le limon­aie del Gar­da rap­p­re­sen­tano un sis­tema di col­ture e di architet­ture uni­co al mon­do. Lo sta­to di degra­do in cui molte di esse si trovano ha fat­to così scattare l’al­larme anche se va riconosci­u­to, per dovere d’in­for­mazione, che la Comu­nità mon­tana molto ha fat­to e con­tin­ua a fare sul­la stra­da del­la loro tutela e val­oriz­zazione. Il ris­chio, in ogni caso, di vedere le limon­aie del Gar­da «ricon­ver­tite» in oper­azioni urban­is­tiche non pro­prio cristalline esiste. Non sono man­cati gli esem­pi. Come quel­lo in cui un ex asses­sore regionale del­la Lom­bar­dia venne inda­ga­to, assieme ad oper­a­tori garde­sani, di avere in qualche modo edi­fi­ca­to in una limonaia.