Parolini non ha dubbi, ora tocca alla Regione. Il «caso» Gardesana. Sopralluogo dei politici sulla frana della Rocchetta

«Serve una legge speciale»

04/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Al ter­mine del sopral­lu­o­go, le impres­sioni che si coglievano tra il nugo­lo di politi­ci pre­sen­ti ieri pomerig­gio a Limone era­no anz­i­tut­to due. La pri­ma con­sis­te­va nel­la scon­ta­ta pre­sa di posizione da parte di tut­ti, a favore del­l’aper­tu­ra del­la Garde­sana a sud di Riva, dove dal­la Roc­chet­ta è cadu­ta una frana il 22 dicem­bre. La statale è tut­to­ra invasa dal mate­ri­ale fra­noso, e la Provin­cia di Tren­to non intende met­ter­vi mano, dato che pro­ced­erà alla costruzione di un tun­nel alter­na­ti­vo di 1250 metri, del cos­to 75 mil­iar­di. Favorevoli al tun­nel, quin­di, ma com­pat­tez­za nel dichiarare la neces­sità (e l’ur­gen­za) del­l’aper­tu­ra del­la Garde­sana dopo la mes­sa in sicurez­za. A questo con­vinci­men­to è anda­ta acco­stan­dosi, da parte di molti — e qual­cuno lo ha anche det­to — la per­p­lessità del­la situ­azione di Nanzel, a sud di Limone (frana del 18 novem­bre). Qui si sta lavo­ran­do e il traf­fi­co può tran­sitare a sen­so uni­co alter­na­to, rego­la­to da semaforo. Il pas­sag­gio è pat­tuglia­to da volon­tari e da vig­ili. Ebbene, dopo avere osser­va­to dal lago lo «spet­ta­co­lo» di Nanzel, c’è chi ha avu­to un sus­sul­to: «E io sono pas­sato da lì?» ha aggiun­to. Vin­cen­zo Ces­chi­ni, geol­o­go, con­sigliere a Riva e nel­la , spie­ga che «la frana del­la Roc­chet­ta è cadu­ta dal­la sopras­tante stra­da del Ponale, che è anda­ta a sua vol­ta sbri­ci­o­la­ta. La con­for­mazione di ques­ta roc­cia è cal­care dolomiti­co e dolo­mia. I rischi mag­giori? Le fes­sure, l’ef­fet­to gelo-dis­ge­lo, le infil­trazioni di piog­gia. Diver­sa è la situ­azione di Nanzel, dove la roc­cia (che si dis­tingue per il carat­ter­is­ti­co col­ore rosso) non è for­ma­ta dal­la dolo­mia ed è mar­cia». Per inciso, quan­do si stac­cano e cadono mas­si di alcu­ni metri cubi, rag­giun­gono la veloc­ità di 80–90 chilometri orari e potreb­bero creare dan­ni anche ai tun­nel arti­fi­ciali. A parere del­l’es­per­to, ipote­si di inter­ven­to sul­la frana del­la Roc­chet­ta sono pos­si­bili, ma «pri­ma bisogna fare saltare il mas­so che sovras­ta la car­reg­gia­ta, quin­di pro­cedere con la mes­sa in opera di micropali, e poi approntare la sede stradale. Nat­u­ral­mente, il trat­to di stra­da in ques­tione è da coprire con gal­le­ria arti­fi­ciale». Costi? Attorno ai 2 mil­iar­di. Dal­l’aspet­to tec­ni­co a quel­lo politi­co. L’asses­sore provin­ciale : «La frana del­la Roc­chet­ta non è di enor­mi dimen­sioni e l’in­ter­ven­to di ripristi­no del­la può essere effet­tua­to indipen­den­te­mente dal­la costruzione del­la nuo­va gal­le­ria». Alla richi­es­ta dei tren­ti­ni («anche i bres­ciani fac­ciano la loro parte»), Paroli­ni pre­cisa che «si stan­no spenden­do 6 mil­iar­di in alcu­ni pun­ti del­la Garde­sana, sem­pre a garanzia del­la sicurez­za. L’Anas dovrebbe inve­stire altri 40 mil­iar­di nel 2002, per opere che chieder­e­mo di antic­i­pare». Ma, a riguar­do, va reg­is­tra­ta una dis­cor­dan­za tra l’opin­ione del­la Provin­cia che, assieme alla Comu­nità mon­tana, chiede di spendere questi sol­di a Nanzel. L’Anas, invece, preferirebbe inter­venire a For­bisi­cle (altro luo­go in cui si sta lavo­ran­do in questo peri­o­do). Si aggiun­ga che la statale 45 bis (uni­ta­mente alla statale 42) resterà in ges­tione all’Anas anche dopo il 1 luglio di quest’an­no, con­trari­a­mente a quan­to accadrà per le altre strade statali. L’asses­sore tor­na, quin­di, a toc­care un tas­to ormai logoro e reit­er­a­to: «Ser­vono inter­ven­ti rad­i­cali. Per la stra­da va stu­di­a­to un piano com­p­lessi­vo e bisogna pren­dere in mano il prog­et­to già elab­o­ra­to alcu­ni anni orsono dal­la Comu­nità mon­tana. La Garde­sana è una stra­da uni­ca e, per venirne a capo, bisogna pro­cedere con una legge spe­ciale per il trat­to Gargnano-Riva, in modo da assi­cu­rare chi tran­si­ta. Poi si por­rà il dis­cor­so dei chilometri da Salò a Gargnano, con annes­so dis­a­gio a causa del pas­sag­gio nei cen­tri abi­tati». Nel frat­tem­po, Paroli­ni ha assi­cu­ra­to l’im­peg­no del­l’asses­so­ra­to ai Trasporti a sostenere il servizio di traghet­ti del­la . Gli ammin­is­tra­tori bres­ciani guardano intan­to — e con qualche appren­sione — al prossi­mo appun­ta­men­to, in agen­da per mart­edì a Tren­to: il pres­i­dente del­la Provin­cia autono­ma ha con­vo­ca­to un ver­tice sul caso Garde­sana, cui parteciper­an­no anche i sin­daci di Riva (Cesare Mal­ossi­ni) e Limone (Bat­tista Mar­tinel­li). Ma l’as­sise sarà pre­ce­du­ta e accom­pa­g­na­ta da altri impor­tan­ti appun­ta­men­ti. A Riva han­no con­vo­ca­to, per la set­ti­mana prossi­ma, un Con­siglio comu­nale stra­or­di­nario, pro­prio per par­lare di via­bil­ità. Riva (Bres­ciaog­gi ne ha rifer­i­to nel­l’edi­zione di ieri) appog­gia le posizioni bres­ciane, favorevoli alla ria­per­tu­ra del­la Garde­sana, in sicurez­za. Ma, con­fer­ma l’asses­sore regionale Fran­co Nicoli Cris­tiani, «matur­erà, a giorni, anche una pre­sa di posizione del pres­i­dente del­la , Rober­to Formigo­ni. Pre­ced­erà l’in­con­tro di Tren­to», al quale ora tut­ti guardano con un cer­to batticuore.