La proposta del presidente de’ «La Meridiana del Garda» per rilanciare il turismo locale. Frosi: «Ampliare il Desenzanino». Ma c’è il Piano regolatore

«Serve una vera spiaggia»

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

«Per rilan­cia­re il tur­is­mo di Desen­zano serve una vera spiaggia».Ne è con­vin­to Enri­co Frosi, pres­i­dente dell’associazione cul­tur­ale «La Merid­i­ana del Gar­da» ed ex asses­sore nel­la Giun­ta Anel­li. Ora Frosi lan­cia questo «appel­lo-denun­cia», sec­on­do il quale «la cit­tà di Desen­zano deve attrez­zarsi di una vera spi­ag­gia, dota­ta di tut­ti i servizi ed ogni mod­er­no com­fort. Una strut­tura che attual­mente man­ca a Desenzano».La zona priv­i­le­gia­ta, a parere di Enri­co Frosi, sarebbe «quel­la del Desen­zani­no, la cui spi­ag­gia andrebbe pro­l­un­ga­ta fino al pon­tile Fel­trinel­li, per­chè in quel­la zona il lago è poco pro­fon­do e l’intervento risul­terebbe più facile e meno oneroso».Da parte sua l’attuale Giun­ta di Desen­zano, gui­da­ta dal sin­da­co Pien­az­za, nel Piano rego­la­tore di fres­ca approvazione ha trac­cia­to tra gli obi­et­tivi di tutela pae­sis­ti­co ambi­en­tale il pos­si­bile recu­pero del sis­tema lago solo con «lim­i­tate trasfor­mazioni del sis­tema esistente, l’inedificabilità del­la fas­cia prospiciente al lago, la con­ser­vazione dei pro­fili, delle sagome e delle altezze».«Nel real­iz­zare la nuo­va spi­ag­gia — sec­on­do l’idea di Enri­co Frosi — si potrebbe final­mente allargare l’attuale passeg­gia­ta a lago di via Cesare Bat­tisti, che oggi, per dimen­sione e con­ser­vazione, si tro­va in uno sta­to pietoso».«Mi piac­erebbe vedere una passeg­gia­ta — dichiara Frosi nel suo pub­bli­co appel­lo — larga tra gli otto e i dieci metri, dove i bam­bi­ni pos­sano cor­rere in bici­clet­ta e le famiglie cam­minare tran­quil­la­mente sul lungolago».Le spi­agge di Desen­zano, com­p­rese le frazioni, sono quelle di Riv­oltel­la, la Spi­ag­gia d’Oro e il Desen­zani­no. Quest’ultima, dopo essere sta­ta al cen­tro di infi­nite polemiche sul­la sua ges­tione, ha trova­to final­mente negli ulti­mi anni un buon rilan­cio gra­zie alla coop­er­a­ti­va che la gestisce con seri­età e pro­fes­sion­al­ità. Frosi non mette in dis­cus­sione ques­ta soci­età, ma il fat­to che il Desen­zani­no, in quan­to spi­ag­gia del capolu­o­go, non può con­sid­er­ar­si sod­dis­facente, a causa del­la sua lim­i­ta­ta superficie.«Se Desen­zano vuole essere vera­mente una cit­tà del tur­is­mo bal­n­eare — è il parere di Frosi — occorre real­iz­zare un vero lido, dota­to di cab­ine per pot­er­si cam­biare, di servizi igien­i­ci dig­ni­tosi, di un bar-piadine­r­ia dove pot­er fare uno spunti­no e di una pisci­na a lago dove bam­bi­ni e adul­ti pos­sano nuotare. Una spi­ag­gia dota­ta di ombrel­loni e let­ti­ni di otti­ma qual­ità, con la sab­bia dove pot­er­si sdra­iare al sole, dove i bam­bi­ni pos­sano gio­care con palette e secchielli».In caso di allarga­men­to del lido, sug­gerisce anco­ra Frosi, «ci si dovrà attrez­zare per creare numerose aree con parcheg­gi inter­rati, nec­es­sari a sop­portare il preved­i­bile aumen­to dei veicoli».Per pot­er real­iz­zare il prog­et­to a cos­to zero per l’Amministrazione, Frosi sug­gerisce «un piano di project-financ­ing, vale a dire una col­lab­o­razione tra l’amministrazione comu­nale ed il privato».La situ­azione del set­tore tur­is­ti­co a Desen­zano, a parere di Frosi, «è a dir poco dram­mat­i­ca», dato che le 800 attiv­ità com­mer­ciali dipen­dono in gran parte dal­la cresci­ta del set­tore: solo il fine set­ti­mana la cit­tà di Desen­zano si popo­la di visitatori.Non è la pri­ma vol­ta che a Desen­zano si par­la di pro­poste di ampli­a­men­to del­la spi­ag­gia del Desen­zani­no, ma fino ad ora non c’è sta­to nes­suno che le abbia prese in seria considerazione.Stando comunque le cose al pun­to attuale, appare dif­fi­cile che la Giun­ta gui­da­ta dal sin­da­co Pien­az­za pos­sa pren­dere il con­sid­er­azione la pro­pos­ta di ampli­a­men­to del Desen­zani­no così com’è sta­ta avan­za­ta dal pres­i­dente dell’Associazione «La Merid­i­ana del Gar­da». Infat­ti i vin­coli pae­sis­ti­ci ambi­en­tali imposti dall’attuale Piano rego­la­tore par­reb­bero esclud­ere un inter­ven­to di queste pro­porzioni a ridos­so del cen­tro stori­co, soprat­tut­to per quan­to riguar­da «l’inedificabilità del­la fas­cia prospiciente al lago».