Il bilancio del professor Vittorino Zattoni, «giudice» per i cittadini da Salò a Tignale. Il difensore civico: «Comuni recalcitranti a fornire spiegazioni»

Servizi, lotta alla burocrazia

14/03/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Nel cor­so del 2003 molti cit­ta­di­ni han­no chiesto una for­ma di assis­ten­za gener­i­ca, solo per avere indi­cazioni gen­er­ali o ele­men­ti di ind­i­riz­zo, con­sigli ed inter­pre­tazioni — spie­ga il pro­fes­sor Vit­tori­no Zat­toni, difen­sore civi­co a Salò, Gar­done Riv­iera, Toscolano Mader­no e Tig­nale -. L’impegno mag­giore si è reg­is­tra­to nel cam­po dei servizi e delle prestazioni, aree in cui gli abusi e i com­por­ta­men­ti anom­ali trovano in genere fer­tile ter­reno. Il cit­tadi­no si attende dal difen­sore civi­co ciò che non è rius­ci­to a ottenere nelle sedi isti­tuzion­ali: una con­vin­cente rispos­ta al suo prob­le­ma, che spes­so io non sono in gra­do di dare per­chè l’ente pub­bli­co o i fun­zionari si lim­i­tano a un riscon­tro gener­i­co ed eva­si­vo, o ricor­ren­do all’espediente di sostenere come il tema non sia di loro per­ti­nen­za. Nel­la grande mag­gio­ran­za dei casi le ostil­ità ven­gono pro­prio dal recal­ci­trante appa­ra­to buro­crati­co dei comu­ni che, a fronte di pos­si­bili e facili soluzioni, si dimostra refrat­tario e puntiglioso, frap­po­nen­do osta­coli, restrizioni, indif­feren­za. «Gli inter­ven­ti nell’ambito dell’edilizia pri­va­ta — pros­egue nel­la sua relazione Zat­toni — cos­ti­tu­is­cono un ter­zo dell’attività dell’ufficio. Per quan­to riguar­da i lavori pub­bli­ci, l’urbanistica e la via­bil­ità, abbi­amo risolto pos­i­ti­va­mente il 50% delle ques­tioni. Ele­va­to anche il numero delle pratiche rel­a­tive al ter­ri­to­rio e all’ambiente (tutela del pae­sag­gio, inquina­men­to, costruzioni): rap­p­re­sen­tano il momen­to cen­trale, per il cres­cente rilie­vo di questi set­tori, l’importanza che rive­stono nelle esi­gen­ze quo­tid­i­ane, le cor­re­lazioni tra i vari comu­ni e la plu­ral­ità delle fonti nor­ma­tive, con molte incertezze inter­pre­ta­tive. Numero­sis­sime le con­tro­ver­sie tra i sogget­ti pri­vati, che spes­so sfo­ciano in vicende di più ampia por­ta­ta, orig­i­nate tal­vol­ta dalle stesse ammin­is­trazioni munic­i­pali in sede di rilas­cio delle con­ces­sioni edilizie, con la clau­so­la ‘fat­ti salvi i dirit­ti dei terzi’. Tal­vol­ta le liti fra i cit­ta­di­ni sono rese più aspre da atteggia­men­ti omis­sivi dei comu­ni, oppure da com­por­ta­men­ti pas­sivi nei con­fron­ti dell’uno e repres­sivi ver­so l’altro». Nel set­tore del pae­sag­gio e dei servizi pub­bli­ci han­no avu­to par­ti­co­lare evi­den­za i prob­le­mi del­la piani­fi­cazione ter­ri­to­ri­ale, del recu­pero urbano, i nodi del­la e delle fog­na­ture (a Gar­done anche la man­can­za d’acqua nel peri­o­do esti­vo). «Bisogna intro­durre inno­vazioni rego­la­men­tari di natu­ra stori­co-ambi­en­tale (per gli edi­fi­ci, la dife­sa del pat­ri­mo­nio nat­u­rale, la con­ser­vazione dei cen­tri stori­ci e delle essen­ze tipiche) e inte­gra­ti­va, per una mag­giore dis­ci­plina delle opere di urban­iz­zazione e la sal­va­guardia dei dirit­ti dei terzi», sot­to­lin­ea il difen­sore civi­co. Poche, invece, le lamentele nel­l’am­bito dei servizi sociali. «I comu­ni — rimar­ca — perseguono obi­et­tivi di qual­ità, e ded­i­cano buona atten­zione a questi prob­le­mi. Per alcune situ­azioni resto in atte­sa di conoscere le moti­vazioni di deci­sioni prese in dif­for­mità con i miei sug­ger­i­men­ti. Riguardano per­sone apparte­nen­ti alle fasce più deboli e i dis­abili». Nel set­tore pri­vatis­ti­co, che non rien­tra nei com­pi­ti del difen­sore, aumen­tano i con­trasti in mate­ria di dirit­ti reali (pro­pri­età, servitù), ered­ità, con­do­minio, con­trat­ti. Zat­toni si limi­ta a indi­care l’interlocutore di per­ti­nen­za. Gli incon­tri sono sta­ti 1.095 (a Salò 546, a Toscolano Mader­no 406, a Gar­done Riv­iera 105, a Tig­nale 38), con­tro i 683 del 2002, i 667 del 2001, i 564 del­l’an­no prece­dente, i 504 del 1999 e i 474 del ’98, quan­do iniz­iò l’at­tiv­ità. Una cresci­ta con­tin­ua. Media: 5,7 per ogni giorno di aper­tu­ra (quat­tro alla set­ti­mana, per undi­ci mesi all’anno). Estranei alla com­pe­ten­za: 277, pari al 25%. Risolti con uno o più col­lo­qui: 642, cioè il 59%. Gli altri 176 (16%) han­no richiesto l’apertura di una prat­i­ca: il mag­gior numero ha riguarda­to l’urbanistica e la tutela dell’ambiente (33) e l’inquinamento ambi­en­tale (22).

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