Il Poliambulatorio è ok Lo ha «promosso» l’Asl. Soddisfatti tutti i 16 requisiti di qualità previsti dalla legge

Servizi ospedalieri sotto esame

Di Luca Delpozzo

Una strut­tura san­i­taria «pro­mossa» a pieni voti fa notizia. Soprat­tut­to se la stes­sa appar­tiene al set­tore pub­bli­co, sem­pre più mal­trat­ta­to dalle scelte politiche. Il «diplo­ma» di cui par­liamo è sta­to appe­na asseg­na­to al poliambu­la­to­rio di Desen­zano, e la notizia è sta­ta appe­na comu­ni­ca­ta al diret­tore gen­erale dell’Azienda ospedaliera, Mau­ro Borel­li. In prat­i­ca, l’Asl di Bres­cia ha comu­ni­ca­to gli esi­ti del sopral­lu­o­go ese­gui­to appun­to nel poliambu­la­to­rio dell’ospedale «Mon­te­croce», durante il quale non sono sta­ti riscon­tati dis­servizi o caren­ze igien­i­co-san­i­tarie. Il ver­bale redat­to dagli incar­i­cati dell’Azienda san­i­taria non las­cia dub­bi: «I req­ui­si­ti ver­i­fi­cati sono ampia­mente ed esaus­ti­va­mente posse­du­ti». Una frase che in «buro­cratese» sig­nifi­ca che la strut­tura sit­u­a­ta al piano ter­ra del noso­comio desen­zanese offre tutte le garanzie pre­viste dal­la nor­ma­ti­va ital­iana a propos­i­to di req­ui­si­ti orga­niz­za­tivi gen­er­ali e prestazioni san­i­tarie. Ovvi­a­mente sod­dis­fat­to Borel­li: «L’Asl ha con­trol­la­to molti aspet­ti e para­metri; per esem­pio i pro­to­col­li orga­niz­za­tivi riguardan­ti la con­ser­vazione dei med­i­c­i­nali, le modal­ità di pulizia, dis­in­fezione e ster­il­iz­zazione di tut­ti gli stru­men­ti, la pre­sen­za di un piano per le manuten­zioni ordi­nar­ie e stra­or­di­nar­ie delle apparec­chia­ture e per la val­u­tazione annuale dei rischi. Un risul­ta­to pos­i­ti­vo: tut­ti i req­ui­si­ti esam­i­nati, ed era­no ben sedi­ci, han­no rice­vu­to l’ok dal­la com­mis­sione». Nei mesi scor­si, lo ricor­diamo, il piano ter­ra che ospi­ta appun­to i vari ambu­la­tori ospedalieri è sta­to cli­ma­tiz­za­to, elim­i­nan­do i dis­a­gi estivi degli uten­ti in atte­sa delle prestazioni. Ma la cli­ma­tiz­zazione ha inter­es­sato anche gli altri ospedali, di Gavar­do e Manerbio.