Servizi sociali: progetto “Good Time” a Lonato del Garda

27/07/2019 in Attualità
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Di Redazione

Come ormai da qualche anno, anche per il peri­o­do esti­vo 2019, è sta­to orga­niz­za­to con la Par­roc­chia di Lona­to (Cir­co­lo Noi e Ora­to­rio Pao­lo VI) il Grest esti­vo “inte­gra­to”, il che sig­nifi­ca che sono accolti nel Grest par­roc­chiale alcu­ni minori diver­sa­mente abili con­giun­ta­mente al per­son­ale di assis­ten­za per l’accompagnamento e il sosteg­no nec­es­sario. I ragazzi accolti sono sta­ti in tut­to sette e han­no parte­ci­pa­to alle attiv­ità in ora­to­rio nelle tre set­ti­mane di luglio.

Quest’anno è sta­to pen­sato anche un prog­et­to ded­i­ca­to ai ragazzi diver­sa­mente abili in età ado­lescen­ziale: “Good Time” è una pro­pos­ta educa­ti­va esti­va extra-sco­las­ti­ca che risponde con­tem­po­ranea­mente ai bisog­ni di alleg­ger­i­men­to del cari­co di cura dei gen­i­tori di per­sone con dis­abil­ità e alla man­can­za di inizia­tive educa­tive pomerid­i­ane per i minori con dis­abil­ità.

L’intervento si sta svol­gen­do nei locali mes­si a dis­po­sizione dal­la par­roc­chia  pres­so l’Oratorio Pao­lo VI.

«Entram­bi i prog­et­ti – pre­cisa l’assessore ai Servizi sociali Michela Mag­a­g­not­ti –, sia Good Time che il grest inte­gra­to, sono segui­ti  dagli edu­ca­tori del­la coop­er­a­ti­va sociale “La Sor­gente”,  con cui il Comune di Lona­to del Gar­da col­lab­o­ra da alcu­ni anni per assis­ten­za pres­so i vari isti­tu­ti sco­las­ti­ci.  Li ringrazio per l’ottimo lavoro che svol­go­no insieme alle assis­ten­ti sociali del comune. Ringrazio anche i par­ro­ci don Osval­do e don Mat­teo e tut­ti i volon­tari del­la Par­roc­chia,  per la col­lab­o­razione e la disponi­bil­ità  che in questi anni non è mai venu­ta meno».

Good Time” è una pro­pos­ta di buon tem­po per le per­sone con dis­abil­ità, che potran­no ben­e­fi­cia­re di attiv­ità con­dotte da per­son­ale qual­i­fi­ca­to e cal­i­brate sui loro bisog­ni educa­tivi che vadano oltre le sem­pli­ci risposte assis­ten­ziali e di cus­to­dia, ma anche un buon tem­po per i loro famigliari che potran­no così ritagliar­si spazi per sé, per la cop­pia e/o per altri figli che pos­sano in qualche misura con­fig­u­rar­si come azione pre­ven­ti­va di pos­si­bili momen­ti di crisi e fat­i­ca nel­la cura e ges­tione del­la per­sona con dis­abil­ità.

I des­ti­natari di questo prog­et­to sono i ragazzi con dis­abil­ità fre­quen­tan­ti le scuole sec­on­darie di II gra­do, a cui sono pro­posti due incon­tri alla set­ti­mana, indica­ti­va­mente dalle 17 alle 20 con pro­poste di tipo ricre­ati­vo-educa­ti­vo, anche uscite sul ter­ri­to­rio con pos­si­bil­ità di cena insieme.

Gli obi­et­tivi pre­fis­sati, volti all’inclusione sociale sono moltepli­ci: offrire spazi educa­tivi mirati ai minori con dis­abil­ità che attual­mente non han­no risposte adeguate oltre all’istituzione scuo­la; miglio­rare le prestazioni nelle aree di svilup­po (autono­mia, cog­ni­ti­va, relazionale); fornire ai ragazzi un’opportunità di inte­grazione, con coetanei, uti­liz­zan­do altri con­testi al di fuori dell’ambito famigliare; miglio­rare la parte­ci­pazione atti­va alla vita del­la pro­pria comu­nità.

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