Salute, un campo scuola per insegnare ai piccoli a convivere con il diabete

Servizio pediatrico Ulss 20

23/07/2005 in Attualità
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
(b.b.)

Iniezioni che si chia­mano “penne”, cotone, bot­tiglie di dis­in­fet­tante, stri­sci­ette per le anal­isi delle urine, “pungidi­ta”, macchinette spe­ciali dette riflet­tometri che cal­colano i val­ori di glicemia nel sangue, schede di val­u­tazione e un via vai gen­erale da cor­sia ospedaliera, ma con vista lago e tra i tuffi in pisci­na. È davvero un’atmosfera spe­ciale quel­la che si res­pi­ra a un cam­po scuo­la ideato per inseg­nare ai bim­bi dia­beti­ci come affrontare con seren­ità e pro­fes­sion­al­ità la pro­pria malat­tia. Un vero e pro­prio pre­sidio medico si è trasfer­i­to per una set­ti­mana accan­to alla Roc­ca, in mez­zo agli olivi, in uno degli appar­ta­men­ti­ni dell’Hotel Poiano di Gar­da. Qui il pro­fes­sor Leonar­do Pinel­li, diret­tore del Servizio di dia­betolo­gia e nutrizione pedi­atri­ca dell’Ulss 20, ha infat­ti por­ta­to la sua intera équipe e selezion­a­to 28 tra i suoi pic­coli pazi­en­ti. Per sette giorni quat­tro medici, due infer­mieri, due stu­den­ti del cor­so di lau­rea in infer­mieris­ti­ca dell’ di Verona, una dietista e una psi­colo­ga si sono ded­i­cati a tem­po pieno a ragazz­i­ni e ragazz­ine affet­ti da dia­bete auto-immune o insuli­no-dipen­dente. «È una malat­tia che, per cause anco­ra non conosciute, por­ta alla dis­truzione delle cel­lule beta che han­no due fun­zioni impor­tan­tis­sime: leg­gere la quan­tità di zuc­chero pre­sente nel sangue e con­seguente­mente pro­durre insuli­na», spie­ga Pinel­li. E pros­egue: «Abbi­amo por­ta­to con noi ragazz­i­ni dai sette ai 16 anni di età, a cui sti­amo inseg­nan­do le tec­niche di com­por­ta­men­to indis­pens­abili per con­durre una vita prati­ca­mente nor­male, nonos­tante la loro patolo­gia. Quan­do avran­no ter­mi­na­to ques­ta set­ti­mana avran­no impara­to pro­prio a non avere più bisog­no di campi scuo­la e ad essere in un cer­to sen­so più indipen­den­ti, capaci di tenere sot­to con­trol­lo la malat­tia». Il grup­pet­to ha fat­to una vera vacan­za, con tan­to di trasfer­ta a , gita all’orto botan­i­co di Novezzi­na e pic nic. A vedere questi ragazzetti all’opera si pro­va qua­si soggezione. Come pic­coli medici se ne van­no in giro per le stanze dell’appartamento loro ris­er­va­to, eseguen­do tut­to il nec­es­sario per tenere sot­to con­trol­lo la loro glicemia. Qual­cuno è capace anche di gov­ernare un micro-infu­sore. «È il sofisti­ca­to apparec­chio che per­me­tte di pro­gram­mare le dosi di insuli­na in maniera costante nel­la gior­na­ta, ris­er­va­to ai casi più dif­fi­cili», spie­ga il pro­fes­sor Pinel­li. Di fat­to a Gar­da il tem­po lo han­no sfrut­ta­to al mas­si­mo, con una nat­u­ralez­za tale da non ren­der­sene forse nem­meno con­to. «Vedi­amo risul­tati buonis­si­mi», com­men­ta Pinel­li, «in questo cam­po scuo­la, che è un vero e pro­prio pre­sidio ospedaliero, i ragazzi han­no gio­ca­to a cal­cio, nuo­ta­to e cam­mi­na­to molto. Per tenere sot­to con­trol­lo il dia­bete, l’attività fisi­ca è impor­tan­tis­si­ma e abbi­amo anche presta­to una cura par­ti­co­lare all’alimentazione, fon­da­men­tale per man­tenere al meglio i val­ori di glicemia. Il bilan­cio di ques­ta set­ti­mana è che, quan­do torner­an­no, questi gio­vani pazi­en­ti non avran­no più bisog­no di set­ti­mane così». E pre­cisa: «Sin dal­la pri­ma espe­rien­za nel 1976, abbi­amo avu­to esi­ti otti­mi e pos­si­amo dire che quan­to sti­amo facen­do ci ha fat­to ottenere risul­tati tra i migliori a liv­el­lo inter­nazionale in ter­mi­ni di com­pli­canze a dis­tan­za, cioè per quan­to riguar­da la pre­ven­zione di retinopatie, nefropatie e neu­ropatie, molto ridotte». Il bilan­cio dell’esperienza ver­rà pre­sen­ta­to uffi­cial­mente a set­tem­bre in un con­gres­so inter­nazionale a Cracovia.

Parole chiave: -